PAROLE & OPERE

“Sitaf all’Anas? Non mi convince”

Il presidente della Commissione Trasporti del Senato Matteoli esprime forti riserve sulla decisione di Comune e Provincia di Torino di cedere le quote della società autostradale al gestore nazionale. E sui costi Tav bacchetta i vertici delle Ferrovie

Tra costi ballerini sulla Tav e contrasti sulle cessione ai privati delle quote pubbliche di Sitaf, per non dire della partita (persa?) con i concessionari autostradali, il Piemonte sembra un vagone se non pronto a deragliare certo nient’affatto stabile su binari irti di scambi non segnalati. Se non fosse drammatica la questione, a tratti, scivolerebbe sul comico: “Il presidente di Ferrovie dello Stato è venuto in commissione, dove si va per spiegare e fare chiarezza, e ha fatto solo confusione, dicendo un sacco di cose imprecise”. Altero Matteoli (FI), presidente delle Commissione Trasporti di Palazzo Madama, nel colloquio con lo Spiffero, va giù pesante sull’impreparazione e l’approssimazione con cui il numero uno di Fs Marcello Messori si è presentato, nei giorni, scorsi in commissione, scatenando allarmati interrogativi e legittime preoccupazione sui reali costi della Torino-Lione. E sarebbe potuta andare anche peggio “se non ci fosse stata la maturità e la serietà di maggioranza e opposizione che non hanno cavalcato quel caos generato dall’impreparazione e dalle cifre imprecise fornite dal vertice dell’azienda”.

 

Dopo la premessa - "l’analisi costi-benefici è stata fatta prima della crisi del debito sovrano in Europa e dopo il mondo è cambiato. Il 2015 non è assimilabile al mondo del 2007-8" – Messori aveva pronunciato quella frase che aveva fatto sobbalzare sulla sedia, arrivando a far ipotizzare al vicepresidente della commissione Stefano Esposito la possibilità di rinunciare all’opera di fronte ad aumenti tanto enormi quanto ingiustificati:  “C’è estrema incertezza per i costi e i ricavi”, parola del presidente di Fs. E dire che aveva avuto l’opportunità di potersela risparmiare quella sortita infelice. Lo stesso Matteoli rivela che aveva intuito l’imbarazzo e la scarsa conoscenza dell’argomento costi da parte di Messori, il quale nonostante ciò “ha continuato a chiedere la parola”. Fatta la frittata, l’ha pure bruciacchiata. Così, adesso, tutti aspettano il prosieguo dell’audizione dei vertici di Ferrovie dello Stato nei prossimi giorni per dar modo ad altri membri della commissione di porre ulteriori domande. “Ma sarà anche l’occasione di fare definitivamente chiarezza sulle cifre, così come faremo – annuncia Matteoli – con l’audizione del ministro della Infrastrutture”.

 

Maurizio Lupi, nel frattempo, ha già confermato che i numeri sono quelli iniziali, smentendo Messori. “Certo nessuno si stupisce se un’opera la cui realizzazione dura anni, possa subire qualche fisiologico aumento, ma da qui a parlare di cifre enormi ce ne passa. Ancora ieri Lupi mi ha confermato che i costi sono quelli noti e iniziali” aggiunge il presidente della Commissione Trasporti al Senato. Strenuo sostenitore della Tav “non solo per il suo ruolo strategico, ma anche per lo sviluppo in termini di posti di lavoro e crescita economica che fornirà anche oltre quanto rappresentato dai cantieri. Mi meraviglio ancora di vedere alcuni sindaci manifestare la loro contrarietà all’opera”. La delusione Matteoli la esprime, invece, sul fronte delle concessioni autostradali: “Il governo ha deciso di inserirle nello Sblocca Italia, impedendo di fatto quello che sarebbe il sistema ottimale, ovvero analizzare situazione per situazione, vedendo chi ha fatto bene e chi invece non ha adempiuto a quanto previsto e stabilendo anche dei parametri consoni per i contratti con i concessionari”.

 

Insomma, un’occasione perduta. Che rischia di fare il paio con l’altra questione che tiene banco nella partita delle infrastrutture piemontesi, ovvero la vendita delle quote che Comune e Provincia di Torino detengono in Sitaf. Altero Matteoli anche su questo punto non mostra dubbi: “Si continua a dire che è necessario attrarre investimenti e quando un privato come Gavio propone di acquistare le quote pubbliche della Torino-Bardonecchia gli si dice di no. Basta che si rispettino le regole ben venga Gavio o qualunque altro privato. Davvero non capisco questo rifiuto”. L’ex ministro del governo Berlusconi va altre: “Non capisco, tanto più che l’Anas che pare voglia acquistare le quote non mi pare che navighi in buone acque”. Affermazione questa, suffragata da rumors attendibili che vogliono la stessa Anas pronta a piazzare bond nel Regno Unito per trovare i fondi necessari all’operazione. “Questa è un’oreazione che non mi convince e della quale chiederemo conto in audizione al presidente Pietro Ciucci”. Sperando non finisca come con quello delle Ferrovie. (sr)

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