DAL PALAZZO

Regione, fumata nera sui grand commis

Ancora un rinvio sulla nomina dei direttori di piazza Castello. Da sciogliere i nodi in settori chiave come "Competitività", "Trasporti" e "Coesione sociale". E per il ruolo di segretario generale l'ex ad di Finmeccanica Pansa dice no a Chiamparino - ECCO I CANDIDATI

Il conclave, presieduto da Sergio Chiamparino, si è riunito a fine mattinata a Palazzo Lascaris – sede del Consiglio regionale – ma la fumata sulla designazione degli otto nuovi direttori è stata nera, nerissima. Ad aver suggerito alla Giunta di rinviare a una delle prossime sedute la tornata di nomine che designerà i vertici della macchina amministrativa regionale ci sono una serie di nodi ancora da sciogliere.

 

Il primo riguarda il vertice di un settore strategico come quello della Competitività del sistema regionale, in capo all’assessora Giuseppina De Santis, per il quale la pattuglia degli aspiranti è parecchio nutrita, dal dirigente del Comune di Torino Gianfranco Presutti al segretario di Unioncamere Paolo Bertolino, da Sandro Golzio, anche lui nei ranghi di Palazzo di Città, alla “interna” Giuliana Fenu. I dubbi non sono ancora stati sciolti, qualche giorno in più potrà servire per dipanare la matassa.

 

C’è poi un nome sul quale si sarebbe verificata una impasse: è quello di Luigi Robino (foto) già membro del triunvirato tecnico della sanità piemontese – assieme a Mario Valpreda e Ciriaco Ferro – quando l’assessore era Antonio D’Ambrosio. Già segretario dei Popolari a Moncalieri e direttore dell’Asl di Asti – dove finì in esilio durante gli anni di Mercedes Bresso – attualmente Robino è a capo della struttura che sovrintende il Palazzo Unico della Regione. Vanta buoni uffici con l’attuale numero uno di corso Regina Margherita, Antonio Saitta e il titolare dei Trasporti Francesco Balocco starebbe facendo di tutto per averlo con sé, salvo però scontrarsi con le resistenze di quasi tutti i suoi colleghi di Giunta. Anche su questo si vedrà, così come ancora non è stato individuato l'eventuale ruolo di Paolo Foietta, già al vertice dell'Osservatorio e in predicato di diventare il direttore generale della Città Metropolitana di Torino.  E' tra coloro che hanno fatto domanda.

 

Ma dalla Coesione sociale – dove l’assessore Gianna Pentenero continua a “resistere” al nome di Elisa Rosso – alla Cultura di decisioni ormai prese non se ne vedono. A proposito di Cultura, l’assessore Antonella Parigi oggi non era presente alla riunione dell’esecutivo di Chiamparino e proprio sul suo nome da tempo si rincorrono le voci di dimissioni imminenti. Malelingue? Chissà, per il momento la diretta interessata smentisce e giustifica l’assenza con la trasferta a Padova dove “sono andata a studiare gli incubatori” dice allo Spiffero. Prendiamo atto.

 

Ma la verità è che proprio in queste ore Chiamparino avrebbe ricevuto il niet più “doloroso”, quello di Alessandro Pansa (foto) classe 1962, figlio del giornalista Giampaolo, già amministratore delegato di Finmeccanica prima di andarsene con una liquidazione da 5,45 milioni, una cifra di fronte alla quale evidentemente l’emolumento prospettato dal presidente del Piemonte impallidiva. Era quello il nome che rimbalzava tra i corridoi di piazza Castello e via Alfieri, il manager dal profilo internazionale al livello di Cesare Vaciago, quando approdò a Palazzo Civico. Era su di lui che Chiamparino puntava per l’incarico di nuovo segretario generale. Non se ne farà nulla e a questo punto sembrano spalancarsi le porte per l’attuale segretario della Camera di Commercio di Torino Guido Bolatto.

 

Tra coloro che stasera già possono dormire sonni più o meno tranquilli c’è Giovanni Lepri, fratello del senatore democratico Stefano (anche se i due hanno sempre percorso carriere distinte) a un passo dalla designazione a capo del settore Risorse Finanziarie. 

 

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