SUFFRAGIO

Legge elettorale, è l’ora del Fornarellum

Arriva dal senatore alessandrino Fornaro (Pd) una nuova proposta per scongiurare il Porcellinum di Renzusconi. Liste bloccate per 143 deputati, gli altri eletti con le preferenze in collegi da 125mila abitanti. "Un sistema al riparo da profili di incostituzionalità"

Una via di mezzo tra il Mattarellum e il Consultellum. Per i feticisti di premi di maggioranza e quote di sbarramento, arriva dal senatore democratico alessandrino Federico Fornaro una nuova proposta di legge elettorale. Via i capilista bloccati, sostituiti da voti di preferenza in piccoli collegi, delle dimensioni simili a quelli del sistema escogitato da Sergio Mattarella . Con l’Italicum 2 – frutto di un patto del Nazareno bis appena siglato e già in bilico - solo le forze politiche che raggiungessero il 20% eleggerebbero deputati con le preferenze. Gli altri sarebbero eletti solo sulla base dei capilista bloccati.

 

«Più della metà del Parlamento sarebbe dunque nominato. Una circostanza che espone questo sistema elettorale al vizio di incostituzionalità» sostiene Fornaro che, per questo  motivo, oggi ha presentato in commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama una soluzione tecnica per ovviare all’inconveniente della indeterminatezza dei cosiddetti nominati. Il ribattezzato “lodo Fornaro”, di fatto recupera la proposta di un listino bloccato, formato da esperti, leader di partito, esponenti della società civile, che era già presente nel Mattarellum e comporta la previsione di liste bloccate per l'elezione di 143 deputati, ai quali si aggiungono i 12 eletti all’estero, indicati dai partiti, distribuiti proporzionalmente ed eletti in 26 circoscrizioni sulla base di liste brevi, con al massimo 10 candidati. A questi si aggiungono 475 deputati eletti con le preferenze nei collegi plurinominali di lista, delle dimensioni del Mattarellum, collegi piccoli con 125mila abitanti.

 

«Questo sistema – a detta di Fornaro - avrebbe indubbi vantaggi, primo dei quali è la riconoscibilità dei candidati. Inoltre, consentirebbe una competizione elettorale con costi più bassi, avrebbe le preferenze e risolverebbe anche il problema delle primarie, perché rende possibile una vera competizione interna a ciascun partito». Il senatore piemontese è arrivato a questa proposta dopo aver studiato l’Italicum 2, per qualcuno il Porcellinum, ed elaborato una simulazione che oggi ha presentato in commissione per spiegare la necessità di una modifica. Condotta sulla base dei sondaggi della scorsa settimana, che attribuiscono al Pd il 40% dei voti, al M5s il 20, a Forza Italia il 15, alla Lega l’8, a Fdi e Ncd il 3 e a Sel il 5 per cento. Con questi risultati, in base alle norme dell’italicum 2 che prevedono 100 capilista bloccati e il resto dei deputati eletti con le preferenze, il Pd otterrebbe 340 seggi (di cui 100 bloccati e 240 con le preferenze). Tutti gli altri partiti eleggerebbero i propri rappresentanti solo con il sistema dei capilista bloccati (Fi 78, Ln 42, Fdi 15, Ncd 15, Sel 25). Nel complesso sarebbero eletti con il sistema dei capilista bloccati 375 deputati (60,8%) e 242 (39,2%) con le preferenze. 

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2 Commenti

  1. avatar-4
    01:34 Giovedì 27 Novembre 2014 moschettiere Possibile

    È da valutare. Porterebbe forse a migliore governabilità. Evitare le primarie è comunque un vantaggio.

  2. avatar-4
    19:35 Mercoledì 26 Novembre 2014 Bandito Libero Che schifo. L'unico problema è il loro seggio.

    Non commento altro sta indecenza di proposta.

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