VERDE SCURO

Nella Granda una Lega mignon

Fuggi fuggi dei militanti, chiusura di molte sezioni. Il Carroccio arretra anche anche a Cuneo, fino a qualche anno fa roccaforte inespugnabile. Tra due settimane un congresso semi-clandestino, mentre cresce l'ala dei dissidenti alla gestione Gancia-Bergesio

Nella provincia Granda la Lega Nord s’è fatta piccola. In  poco più di un anno dalle oltre venti sezioni, il Carroccio cuneese si è ridotto a contarle tutte con una sola mano, solo cinque quelle che hanno resistito, tanto che il prossimo congresso provinciale convocato, quasi in sordina, per il 14 e 15 dicembre si annuncia con le dimensioni di una riunione di condominio. Dove, come sempre accade, le beghe non mancano. Qui non si aspetta nemmeno la riunione. Non pochi i mal di pancia per la gestione commissariale, dalla primavera 2013 ad oggi, retta da Giorgio Bergesio, accusato dai non allineati con lui - e soprattutto con Gianna Gancia - di un totale immobilismo, capace di far perdere l’entusiasmo anche ai più convinti militanti. Secondo molti quelle sezioni chiuse, quei paesi dove la Lega c’era e oggi non c’è più, sono sì colpa delle mutande verdi di Roberto Cota, dei diamanti di Belsito, ma anche di una gestione del partito accentratrice e capace di far perdere la voglia a tanti.

 

Vista la situazione e il solido appoggio dell’ex presidente della Provincia, oggi consigliere regionale, l’elezione di Bergesio a segretario del Carroccio cuneese sembra poco più che una formalità. Ma è pure l’occasione per alzare il velo su quella roccaforte leghista che oggi vive un travaglio pressoché silenzioso, ma pronto a deflagrare anche e soprattutto per il cambio di passo imposto da Matteo Salvini, il successo incassato dal nuovo leader e non ultima l’ascesa a numero due di via Bellerio del piemontese Riccardo Molinari. A quest’ultimo guardano tutti quelli che, regnante la Gancia, hanno disertato la militanza e in molti casi pur tenendo la tessera in tasca non si sono più fatti vedere nelle sezioni, tant’è che una gran parte di queste ha finito con l’abbassare la serranda. Guardano a un cambio di passo, a una riga tirata su decisioni passate mai digerite: una tra tutte l’esclusione di Claudio Sacchetto dalla candidatura per la Regione. “L’unico assessore non indagato dovrebbe essere un valore aggiunto, invece per una parte del movimento è stato un peso” commenta amaro un insider che, insieme ad altri, non ha perdonato l’ascesa a gomitate e sgambetti della Gancia e del cerchio magico cotiano. Per questo guardano al nuovo vicesegretario federale come a una sorta di ultima spiaggia per non dover dire definitivamente addio alle armi, scendendo dal Carroccio.

 

E guardano pure a uno degli uomini più vicini a Molinari, ovvero al leader del giovani padani, Alberto Brignone.  Vedrebbero bene lui a guidare la Lega cuneese, ma i numeri dopo la cura dimagrante imposta dalla Gancia, non lasciano spazio alle speranze. I lumbard della Granda, quasi certamente avranno dunque un segretario espressione di quella parte della Lega più lontana da Salvini e ancora vicina al governatore decaduto, tutt’oggi segretario nazionale, ovvero del Piemonte. È quello, l’elezione del successore di Cota, l’appuntamento cui guardano gli aventiniani del Carroccio all’ombra del Monviso, forse l’occasione attesa per tornare ad aprire quelle sezioni chiuse, certo per motivi economici, ma anche per quelle famose mutande e tutto ciò che c’era attorno. Se la decotizzazione del Piemonte ha ormai preso l’avvio con la nomina di Molinari, anche la posizione dell’ex zarina verde di Cuneo appare all’interno del movimento meno granitica rispetto a non molto tempo fa. Riuscirà certamente a far eleggere quel Bergesio che Sacchetto battezzò come “baciapile della Gancia”, ma il suo potere che le consentì di avere l’elezione blindata a Palazzo Lascaris potrebbe essere ridimensionato all’interno del Carroccio piemontese alla cui guida è difficile immaginare una figura diversa da quella di chi è stato per anni in minoranza, fuori dal cerchio magico cotiano e vicino a Salvini, per il tramite di Molinari. Sarà con la segreteria piemontese, in rinnovo a breve, la rivincita di quei militanti che hanno visto la Lega diventare piccola nella provincia Granda?

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15 Commenti

  1. avatar-4
    23:59 Mercoledì 03 Dicembre 2014 RA82 RA82

    Basterebbe guardare i risultati alle ultime Regionali per capire che piuttosto che gridare "10,10,1000 GANCIA" si sarebbe dovuto gridare "10,100,1000 SACCHETTO"...Leggetevi i dati elettorali sul sito dell'Interno prima di parlare di grande risultato della Gianna Gancia...

  2. avatar-4
    10:38 Mercoledì 03 Dicembre 2014 punilux Molinari sotto processo

    in qualsiasi paese normale un processo per peculato dovrebbe portare non ad una promozione come nel caso di Molinari ma ad una sospensione in attesa del verdetto. Ma è evidente che viviamo in un paese dove dominano i sistemi clientelari, mafiosi e massonici. e il risultato è un paese a pezzi dove tutti compresa la Lega hanno grosse responsabilità.

  3. avatar-4
    16:45 Martedì 02 Dicembre 2014 al mandrugnot eh?

    notarelle che stai dicendo?rimorsi. circa 10mila euro. non bruscolini se si conta che è rimasto in carica 1 anno e pochi mesi.

  4. avatar-4
    02:31 Martedì 02 Dicembre 2014 notarelle Gancia ci ricorda solo lo spumante....

    Gancia fuori dasuo feudo non la conosce nessuno..e poi forse è meglio il culo di cota(che a contribuito allo sfascio della lega?..un incapace?) da leccare x la gancia..i culi da leccare sono culi...non è ilmomento di dividersi..ma di unirsi in piemonte..le province devono essere unite x essere forti,bisogna cercare di dialogare all'interno della lega x ritrovare le ragioni della sua nascita..e della sua esistenza sui territori...non cadiamo nella rete del campanilismo,e poi per il tizio che parla di rinvii a giudizio si informi, che la questione che non riguadava Molinari..ma un dipendente..licenziatoin quanto concluso il mandato in anticipo in regione si è dovuto fare a meno della sua collaborazione..la questione pare risolta...

  5. avatar-4
    01:15 Martedì 02 Dicembre 2014 Militante Lega. a furia di fare giochetti la militanza si stufa

    La provincia Granda è ufficialmente ferma...da quando è andato via Isaia c'è stato solo Pian del Re che ha avuto un risvolto positivo esclusivamente per la presenza di Salvini...Poi conosciamo bene i giochetti dei vertici che dichiarano che i tesseramenti sono bloccati perché ci sono troppi militanti ma pochi sostenitori ma, intanto, per gli amici degli amici le tessere da militante si possono fare specialmente se in vista c'è un congresso semi segreto per paura di avere più di un candidato. Tranquilli...se vince Bergesio la militanza la richiedo a Torino come hanno già fatto diverse persone che avevano la militanza bloccata da 2 anni perché non erano simpatici alla signora...

  6. avatar-4
    01:06 Martedì 02 Dicembre 2014 Militante Lega. Basta con le nomine e i sabotaggi

    la Lega è morta in Granda...non c'è più nessun evento se non quelli portati avanti dai Giovani Padani che vengono pure "controllati"...per non parlare delle militanze bloccate per alcuni con la scusa che ci sono troppe militanze e pochi sostenitori ma...per gli amici degli amici le militanze si possono fare (specialmente se c'è in vista un congresso semi segreto a candidato unico)

  7. avatar-4
    00:57 Martedì 02 Dicembre 2014 DomoLibera Leccaculo...

    Meglio leccare il culo di Salvini che leccare la benzoilmetilecgonina, almeno non brucia i neuroni!

  8. avatar-4
    00:03 Martedì 02 Dicembre 2014 LEGHISTA VERO leghista vero

    IN PROVINCIA DI CUNEO LA LEGA E' LA GANCIA.. INFATTI ALLE ULTIME ELEZIONI LEI HA TRASCINATO LA LEGA, ESSENDO STATA LA PIU' VOTATA...AMICI DELLO SPIFFERO CHI VI PAGA PER FARE CERTI ARTICOLI ' FORSE MOLINARI O BRIGNONE ? AVESSERO FATTO LORO COSA HA FATTO LA GANCIA !!!!!

  9. avatar-4
    23:25 Lunedì 01 Dicembre 2014 Baskettaro un commento a freddo

    Molinari?ma..piu' che altro se non ricordo male era figlioccio politico di oreste rossi e poi di roberto cota. mi pare che se li è fagocitati tutti e due. non male, per avere 31 anni, se la puo' giocare con Roberto Rosso in quanto a furbizia. speriamo non si circondi di minus habens

  10. avatar-4
    23:21 Lunedì 01 Dicembre 2014 DURACELL DURI E PURI

    MOLINARI, BRIGNONE, GENTE CHE NON HA MAI LAVORATO E VORREBBE GUIDARE LA LEGA ??!!! E COSA AVREBBE DA DIRE AGLI OPERAI ED AGLI IMPRENDITORI ?? MA PER PIACERE SIAMO SERI !!! AH GIA' AVREBBERO DA DIRE BASTA IMMIGRATI ...E POI ?!!

  11. avatar-4
    23:11 Lunedì 01 Dicembre 2014 moschettiere Rinnovamento vero

    Di Bergesio non possiamo dire che sia un pessimo elemento, perché non esiste proprio come elemento. Lui è solo il baciapile della Gancia, l'ascaro sordo, muto e acefalo. Non occorre licenziarlo, basta lasciarlo nel suo nulla e - sparita Gancia-Cola - si dissolverà come una limaccia col sale. Il vero problema sono Gancia-Cola e il suo protettore Calderoli. Se la Lega vuole risorgere dovranno essere defenestrati questi bubboni tossici. Impresa non facile, e forse Salvini non ha preso le misure giuste, perché con uno come Molinari non si va da nessuna parte.

  12. avatar-4
    22:22 Lunedì 01 Dicembre 2014 Bandito Libero Sacchetto è un traditore che si è candidato con ALFANO!!!

    Ma di che stiamo parlando?! L'unico non indagato? Ma chi, lo Schumacher del rimborso chilometrico, salvo poi giungere a Torino in treno e, una volta in Piazza Castello usare l'auto "a rotazione" ed "a disposizione" di tutta la Giunta, per spostarsi in città?!? Sacchetto chi, quello che "deve raccogliere le pesche"?!? Ma di che stiamo parlando???

  13. avatar-4
    21:41 Lunedì 01 Dicembre 2014 DURI E PURI 10,100,1000 GANCIA !!!!!!!

    Molinari chi ? La Gancia ne vale 1000 Molinari...il lache' di Salvini...!!!!! Ad Alessandria la Lega alle ultime elezioni ha avuto percentuali ridicole....che meriti ha Molinari ? ah si quelle di leccare il culo a Salvini... !!!

  14. avatar-4
    21:03 Lunedì 01 Dicembre 2014 usque tandem Evidenze

    I cuneesi sono testardi ma non scemi.

  15. avatar-4
    19:54 Lunedì 01 Dicembre 2014 marco rossi non è credibile

    Molinari in quanto rinviato a giudizio non è credibile.

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