TRAVAGLIO DEMOCRATICO

Pd, poche tessere senza posti in Palio

Mentre in Liguria i veleni delle primarie inducono Cofferati a lasciare il partito, in Piemonte crollano le adesioni. Asti in un anno passa da 1.400 a poche centinaia. Civatiani all’attacco: “Proselitismo per fini congressuali”. A Torino iscrizioni dimezzate

Il tempo è galantuomo, ma soprattutto è inesorabile. Basta un anno per passare da supervisore a supervisionato. Per informazioni chiedere a Giovanni Lunardon, che nel 2013 venne spedito dal Nazareno a verificare sul regolare svolgimento delle primarie in un Piemonte infuocato, tra accuse e minacce reciproche con tessere che spuntavano come funghi in ogni anfratto del sottobosco politico regionale. Lo stesso Lunardon - che era ed è segretario del Pd ligure - finito nella pauta per colpa della Paita e finito fino al collo nella melma delle primarie, mentre Sergio Cofferati annuncia l’addio al Pd a causa delle gravi irregolarità emerse dalle consultazioni interne per la candidatura a governatore del centrosinistra in Liguria. Altro che legge del contrappasso. E se all’ombra della Lanterna le irregolarità sono state palesi, che qualcosa di strano sia successo anche in Piemonte, nell’ottobre 2013, lo dimostrano i numeri del tesseramento in due province simbolo di quella stagione: Asti e Torino.

 

Una cosa è certa: nell'anno successivo al congresso dei veleni quella voglia di partecipazione emersa da Ornavasso a Novi Ligure pare svanita. Lo dimostrano i dati sul tesseramento. La città del Moscato divenne uno dei simboli del fallimento delle primarie territoriali del 2013, l’emblema di come nel partito la competizione si fosse svolta a suon di tessere, raccattando democratici dell’ultim’ora qua e là per portare a casa il congresso del cambiaverso. In una sola domenica, quella delle consultazioni, vennero sottoscritte 341 nuove adesioni, due terzi erano cittadini extracomunitari, in gran parte albanesi, colpiti evidentemente da una sorta di folgorazione collettiva. Il caso arrivò fino al Nazareno che congelò temporaneamente la vittoria del renziano Giorgio Ferrero, poi riabilitato appena le acque si sono calmate.

 

A distanza di un anno, dei 1400 iscritti del 2013 (1197 furono i votanti alle primarie) ne sono rimasti poco più di trecento. I dati non sono ufficiali, anche perché, “alcuni circoli non hanno ancora consegnato le loro tessere” dicono i vertici renziani del partito. Intanto un circolo storico, come quello di Villafranca, ha rassegnato le dimissioni in blocco, in polemica col Palio della tessera. Tanto basta per sentenziare che lo scorso anno i congressi furono dopati (da una parte e dall’altra)? Probabilmente sì. E dire che a pochi giorni dal successo elettorale di Ferrero, il suo comitato elettorale aveva cercato di sedare le polemiche spiegando che “era il dato ‘anemico’ del 2012 a essere patologico, non certo quello odierno”. Questo perché “Purtroppo dal 2010 è iniziato un crollo degli iscritti, riconducibile alla gestione degli organismi locali del Partito, che ha ‘desertificato’ i Circoli facendoli scendere già nel 2010 a 700 iscritti per poi arrivare nel 2012 a poco più di 250 iscritti in tutta la Provincia”. Ma a distanza di 12 mesi le sezioni paiono di nuovo desertificate.

 

“Buona parte di coloro che non vedevano l’ora di lavorare per il Partito democratico non ha rinnovato la tessera. Ciò sembra confermare le supposizioni di quei gufi che avevano attribuito a quelle iscrizioni mera convenienza congressuale per eleggere i propri candidati preferiti” attacca Luca Bortot, membro dell’assemblea nazionale in quota Civati, che poi rincara la dose denunciando la “mancanza di discussione negli organi di partito” e il rischio di una deriva a mero “comitato elettorale”.

 

Una situazione di fatto analoga a quella già descritta dallo Spiffero a Torino, dove pure non sono mancate le polemiche. Nell’ultima segreteria provinciale, il segretario Fabrizio Morri ha annunciato che al momento le sottoscrizioni ammontano a 6.800 in tutto il territorio provinciale, ma anche in questo caso mancano alcuni circoli minori: si arriverà alla cifra di circa 7mila, poco più della metà rispetto ai 12mila dello scorso anno. Tutti pentiti? O forse mai veramente convinti.

 

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2 Commenti

  1. avatar-4
    12:11 Lunedì 19 Gennaio 2015 moschettiere Spes ultima dea

    Che sia un segno di crescita e di maturità? Un inizio di legittima comprensione da parte di una parte dell'elettorato? Sarebbe magnifico!

  2. avatar-4
    08:32 Lunedì 19 Gennaio 2015 Quartultimo Il comunismo è disciplina ...

    ...chi non lo capisce se ne vada. Lo scriveva Guareschi e vale ancora oggi. Evidentemente quelli che non hanno rinnovato la tessera non lo hanno capito e vanno espulsi prima che sia troppo tardi

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