GRANDI OPERE

Terzo Valico ancora senza commissario

Nonostante le ripetute sollecitazioni delle amministrazioni locali slitta ancora la nomina del rappresentante di governo. Palazzo Chigi propende per una scelta “concertata”. In un summit con Chiamparino spunta Quirico, suo ex ingegnere capo in Comune

La Torino-Lione ha il suo nuovo commissario governativo, il Terzo Valico no. Alla nomina di Paolo Foietta, fatta ieri da Palazzo Chigi e da noi ampiamente anticipata, non è corrisposta come da più parti ci si attendeva quella del suo omologo chiamato a sostituire Valter Lupi che ha lasciato l’incarico ormai da mesi, provocando un vuoto denunciato anche in maniera decisa dai sindaci di quei Comuni della provincia di Alessandria interessati dalla grande opera ferroviaria. Sul nome dell’ex dirigente della Provincia di Torino quale sostituto di Mario Virano, promosso direttore generale di Telt, la società costruttrice della Tav, c’era fin dall’inizio un’ampia convergenza, strada spianata insomma. Più accidentata, come anticipato dallo Spiffero, quella per individuare l’uomo dei Giovi, cui spetta, tra gli altri, il compito di tenere i rapporti tra il general contractor Cociv e le amministrazioni locali.

 

Sfumata l’ipotesi dell’ex parlamentare e già sindaco di Novi Ligure Mario Lovelli, sembrava quasi fatta per Aldo Manto, ex direttore generale dei Trasporti in Regione. Ma anche su Manto si sono frapposti ostacoli e veti. Come quello che sarebbe stato ribadito ancora ieri l’altro in un summit convocato a Torino per le 15, poi slittato a un’ora più tardi, al quale hanno partecipato tra gli altri, padrone di casa Sergio Chiamparino, il segretario regionale Pd Davide Gariglio e il senatore Daniele Borioli, membro della commissione Trasporti di Palazzo Madama. Proprio in quel “caminetto” Gariglio avrebbe ribadito il parere contrario alla designazione di Manto, ritenuto fautore e quasi simbolo di una politica delle infrastrutture della Regione che il centrosinistra ha criticato per anni. Fuori Lovelli, di cui si è rimarcata l’eccessiva etichettatura politica (Pd) tale da risultare controproducente per lo svolgimento di quel ruolo di cuscinetto tra amministratori locali e Cociv, fuori Manto, la patata bollente sarebbe tornata nelle mani di Chiamparino. Nulla di strano, visto che sia Palazzo Chigi e sia il nuovo inquilino di Porta Pia, Graziano Delrio, caldeggiano una “concertazione” con le istituzioni locali su una nomina che spetta sì al governo, ma che da più parti, sindaci in testa, è stata richiesta che non venga calata dall’alto. Già è bastata l’esperienza fatta con Valter Lupi, per far reclamare una figura in grado di gestire rapporti non facili tra il territorio, il ministero e il general contractor, senza dire dei problemi che periodicamente si presentano nei cantieri, così come quelli ambientali che toccano i Comuni. Non da ultima, va inserita nella lista pure l’altra questione: quella dei comitati contrari alla grande opera che stanno concentrando la loro attenzione sul Terzo Valico, ricalcando il modello No Tav.

 

Questione difficile, ma non ulteriormente rinviabile, insomma. Ad un certo punto Chiamparino avrebbe fatto un nome per uscire dallo stallo: Giambattista Quirico. Per anni ingegnere capo del Comune di Torino, collaudatore dello Juventus Stadium, presidente dell’Interporto di Orbassano, componente del board del Regio, Quirico gode della stima e della fiducia del governatore, col quale ha lavorato gomito a gomito nella lunga stagione trascorsa a Palazzo Civico.

 

Il profilo professionale di Quirico è ineccepibile e, almeno sul piano tecnico, del tutto adeguato al ruolo, anche se a ben vedere, contrariamente a Lovelli e allo stesso Manto, l’ex dirigente comunale di Torino non può certo vantare una conoscenza, ritenuta un atout, della realtà locale. Tutto sistemato? Nemmeno per sogno. Tanto più che nella stessa riunione quello di Quirico pare non sia stato l’unico nome ad essere pronunciato dai maggiorenti Pd. Sarebbe infatti spuntato anche quello di Giancarlo Guiati. Non certo sconosciuto a Gariglio, visto che quando l’attuale segretario regionale dem era ad di Gtt, Guiati ne era presidente. Poi è passato a un’altra poltrona, quella di numero uno della partecipata comunale InfraTo, poltrona che un paio di anni fa era sul punto di cedere proprio a Quirico. Poi non se ne fece nulla, a parte una consulenza affidata (e ben remunerata) dall’ex numero uno di Gtt all’ex ingegnere capo del Comune. Che adesso sembra pronto a salire in carrozza verso la nomina governativa. Con il biglietto fornitogli da Chiamparino. Ma si sa, anche i treni più veloci in Italia si fermano all’improvviso. 

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