GRAN TORINO

Decentramento, il Pd mischia le carte

Si moltiplicano le mappe con i nuovi confini delle Circoscrizioni dopo il passaggio da 10 a 7. Portas (Moderati): "Così saltano gli accordi". Il segretario dem Morri: "Qualcuno ha fatto il passo più lungo della gamba". Sullo sfondo la solita guerra di correnti

Qual è la cartina giusta? Fino a ieri nessuno aveva la mappa del nuovo assetto istituzionale di Torino, dopo il passaggio da 10 a 7 Circoscrizioni (e c’è stato chi come il leghista Fabrizio Ricca se n’è lamentato nella riunione dei capigruppo), ora ci sono ben due cartine, peraltro completamente diverse tra loro. Una è quella sulla quale da settimane lavorano gli uffici del Decentramento di Palazzo Civico, l’altra è quella resa pubblica ieri da alcuni consiglieri del Pd che rivendicano la propria prerogativa di tracciare i nuovi confini cittadini. E mentre c’è già chi avventatamente paragona Torino a Yalta, la situazione s’ingarbuglia sempre di più in un risiko geo-politico dal risultato quanto mai incerto.

 

«Era stato trovato un accordo sull’assetto proposto dai presidenti e sul quale l’assessore Gianguido Passoni aveva dato il suo assenso, scopro che c’è qualcuno che vuole cambiare le carte in tavola» dice il leader dei Moderati Mimmo Portas, decisamente indispettito per una fuga in avanti dei consiglieri democratici, senza un confronto con i principali alleati della coalizione. «Chiedo solo che si usi un po’ di buon senso e che qualcuno mi indichi con quale Pd devo parlare», quello del segretario provinciale Fabrizio Morri, secondo il quale «ogni nuova versione va concordata e, in questa occasione, qualcuno ha fatto il passo più lungo della gamba» (il rischio è che si tratti di un membro della sua segreteria, Guido Alunno) o quello rappresentato in Sala Rossa da Michele Paolino per il quale comunque «la soluzione è ancora lontana»?

 

Finora i Moderati sono stati individuati come il freno alla riforma del decentramento, mentre nel Pd si consumava una sotterranea guerra per bande, interna alle stesse correnti che insieme dovrebbero gestire il partito, ovvero i renziani della prima ora e i cosiddetti fassiniani. Fortini elettorali da far saltare (o da conservare con le unghie) e diatribe correntizie si mescolano con la necessità di dare un nuovo assetto alla città. E visto che il gioco inizia a piacere anche il capogruppo grillino Vittorio Bertola ha deciso di esercitarsi, facendo circolare la sua di cartina (foto). Così ora di ipotesi ce ne sono tre e il tempo stringe. Intanto la discussione in aula è stata rimandata dal 5 al 12 ottobre: una settimana per trovare un accordo politico che tenga tutto insieme. Domani i Moderati si incontreranno per decidere il da farsi, poi la prossima settimana è prevista ancora una riunione di maggioranza. 

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2 Commenti

  1. avatar-4
    23:43 Giovedì 01 Ottobre 2015 silvioviale LODO "VIALE"

  2. avatar-4
    23:27 Giovedì 01 Ottobre 2015 Giacomo G. Zingaro Recinti di cortili padronali o Circoscrizioni ?

    Siamo alle solite lotte condominiali per la spartizione del consenso territoriale. Ma i cittadini sono solo dei numeri da dividere ? Solo dei sudditi da tener buoni? Non è tanto ridurre da 10 a 7 il numero - il che è pure importante per le disastrate casse comunali- ma il vero dibattito è sulle deleghe vere, operative che dovrebbero accorciare le distanze tra i cittadini e l'amministrazione comunale. Perché non decentrate i poteri veri per amministrare meglio e più velocemente i vari territori? Non prendo a modello i Municipi di Roma Capitale (escluso ovviamente quello di Ostia ), ma mi accontenterei delle deleghe di un " arrondissiment" di Parigi. Chiedo troppo? Rifletteteci ! Giacomo Giuseppe Zingaro - coordinatore di Italia Unica TORINO

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