VERSO IL VOTO

Sel, nessun accordo con Fassino

Nonostante gli appelli di Pd e Moderati, i vendoliani rompono il patto di coalizione: "No ad alleanze con un Pd a trazione renziana", dice Grimaldi che punta alla costruzione della (ennesima) "Cosa rossa". E il sindaco continua a fare il pesce in barile

Sono sempre più divergenti le strade di Pd e Sel in direzione del voto di primavera. Per dirla con il capogruppo regionale vendoliano Marco Grimaldi, “il centrosinistra è morto a livello nazionale per le piccole e grandi intese con i diversamente berlusconiani, mentre a livello locale sopravvivono esperienze di governo senza ambiguità e con un programma volto al cambiamento”. Premesse che portano a un'unica tesi: "In questo quadro è difficile costruire un'alleanza con un Pd a trazione renziana che vuole la nostra scomparsa". Un concetto ribadito anche da tutto il resto della delegazione piemontese che ieri ha partecipato alla Presidenza nazionale di Sel per discutere i passaggi politici che attendono il partito: dalla costituzione della “Cosa Rossa” - con Rifondazione, associazioni benicomuniste, e alcuni esuli dem - alle elezioni nelle principali città italiane.

 

Al summit, convocato da Nichi Vendola e Nicola Fratoianni, erano presenti i segretari regionale e della provincia di Torino Nicola De Ruggiero e Nicoletta Cerrato, il deputato Giorgio Airaudo, l’ex senatrice Chiara Acciarini e lo stesso Grimaldi. Gli esponenti piemontesi hanno rivendicato la volontà di poter decidere a livello territoriale strategie e alleanze. Anche per evitare il ripetersi di un altro “caso Roma”, dove le scelte del gruppo dirigente di Sel hanno mandato in subbuglio amministratori e militanti, che hanno accusato i vertici di “subalternità” nei confronti di un partito – il Pd – che di fatto ha spezzato ogni legame con ciò che sta alla sua sinistra.

 

Il malcontento per come si sono svolte le vicende capitoline è tutto in un post pubblicato su facebook dal capogruppo in Sala Rossa Michele Curto: “Un partito il mio, che prima sostiene, poi dà l’appoggio esterno, poi sfiducia non un gran sindaco ma certamente una persona perbene come Marino è un partito in stato confusionale! Renzi gongola, Esposito fa il killer, gli interessi criminali giubilano, gli (s)fascisti che hanno spolpato Roma tornano in gioco. Touchè!”. Concetto ribadito, sempre via social, anche da Grimaldi: “Non avrei mai avallato la richiesta di dimissioni a Marino”.

 

Di qui la pretesa – accolta in parte – di far gestire la partita a livello locale, evitando decisioni calate dall’alto o alleanze siglate all’ombra del Cupolone tra qualche capataz nazionale. Anche perché nell’attesa di scoprire se Piero Fassino si ricandiderà o meno la macchina per costruire un nuovo soggetto autonomo a sinistra è ormai avviata. “Non servono le sigle di partito, piuttosto una grande impronta civica, coinvolgendo movimenti e associazioni” afferma De Ruggiero che per il nuovo candidato sindaco auspica “una donna, anche se mi pare circolino tanti nomi maschili, e possibilmente espressione della società civile, anche se sento in giro tante candidature di esponenti politici”. Insomma, per il momento guai a toccare alcuni nervi scoperti per evitare che il motore s’inceppi prima ancora di partire.

 

Un’eventualità, quella di dover competere anche con una lista o coalizione alla propria sinistra, cui sembra rassegnato anche lo stesso Fassino. Pur non lasciando trapelare nulla sulle sue intenzioni future, nell’incontro con il leader dei Moderati Mimmo Portas – cui ha partecipato anche il consigliere comunale Dario Troiano – il Lungo si è detto certo che alla fine “Sel si spaccherà e buona parte di loro sosterrà il Pd”. I diplomatici democratici sono già scesi in campo e lavorano ai fianchi l’ala “governista” del partito, capeggiata dall’assessora regionale Monica Cerutti e dal presidente della X Circoscrizione di Torino Marco Novello. E con chi dovesse proseguire sulla strada della rottura, allora è bene mettere in chiaro che se si va separati a Torino, potrebbero essere rivisti i rapporti anche all’interno della coalizione che in Regione sostiene Sergio Chiamparino. Un avviso ai naviganti neanche troppo velato, lanciato nei giorni scorsi dal segretario dem Davide Gariglio in un animato confronto con Grimaldi.

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