VERSO IL VOTO

Forza Italia “in sonno” Morano dà la sveglia

I sondaggi sono impietosi e Berlusconi sarebbe orientato a ibernare il marchio, promuovendo liste sul territorio. I vertici nazionali e locali traccheggiano, Napoli si agita parecchio ma il notaio è pronto a scendere in campo alla testa di un rassemblement civico

Berlusconi alle Crociate. Silvio vuole lanciare la cosiddetta “crociata per la libertà” con la quale parlamentari e amministratori forzisti dovranno riconquistare l’Italia del non voto, ovvero quei 26 milioni di renitenti alle urne, soprattutto moderati, delusi e indecisi. La prospettiva politica è sempre la stessa: provare a creare con Lega ed FdI un centrodestra unito e alternativo a Renzi e Grillo. Solo che, per adesso, il centrodestra che cerca di muovere verso le amministrative di primavera sembra un’armata Brancaleone. Ad incominciare dal vessillo: l’ex Cavaliere sta meditando di rinunciare al simbolo, affidando le residue speranze di evitare una débâcle alle liste civiche. Ipotesi bocciata dai falchi come Renato Brunetta: “Non esiste una cosa del genere. Quello che certa stampa scrive è esattamente il contrario di quello che è nell’interesse di FI”.

 

Nel frattempo il leader di Forza Italia spedisce ai coordinatori regionali una lettera in cui, tra l’altro, chiede a ciascuno di loro di fare il punto sull’operato e indicare anche i cosiddetti sindaci pilota e le “personalità da contattare per poter ripartire”. Il messaggio è chiaro: Berlusconi, preoccupato dalle ultime rilevazioni, chiede aiuto per trovare nuove facce da arruolare nel partito a livello locale e da inserire nelle liste per le prossime amministrative. I coordinatori dovrebbero presentare i loro focus entro il 6 gennaio, altra impresa ai limiti dell’impossibile. A partire dal Piemonte dove il numero uno Gilberto Pichetto, ristabilitosi da un recente malanno, si limita a una funzione notarile, in attesa di ricevere indicazioni dai vertici: mai problema di salute fu così provvidenziale per scapolare da una decisione.

 

 

Secondo quanto trapela dalle parte di Palazzo Grazioli, l’ex Cav, una volta esaminate le relazioni, incontrerà poi i sindaci pilota, ovvero quelli più capaci e preparati, che hanno vinto alle ultime elezioni e fino ad ora hanno lavorato bene, per ottenere suggerimenti sui programmi vincenti da proporre ai futuri candidati azzurri per le comunali del 2016. E qui se non casca l’asino, qualche inciampo è in agguato. Come quello in cui potrebbe incorrere qualche aspirante e sgomitante candidato nel caso, non improbabile, che la linea delle liste civiche passi, superando anche in virtù dei sondaggi l’ostracismo di una parte del gruppo dirigente azzurro. Torino potrebbe plasticamente rappresentare questa situazione più di altre grandi città. Qui i potenziali competitor di Piero Fassino per il centrodestra sono due, il nome di un terzo, Andrea Tronzano, viene fatto circolare apposta solo per appagare le velleità del capogruppo uscente e stemperarne le reazioni. In corsa quindi sono solo due: il notaio Alberto Morano, che dicono essere pronto a correre comunque, saltando a piè pari dal modello veneziano di Brugnaro a quello romano di Marchini e poi lui, l’ex onorevole Macario, il sempiterno abbronzato e perennemente pronto a nuove avventure (e poltrone) Osvaldo Napoli. A fronte delle sue settanta primavere, essendo dieci in meno di quelle di Berlusconi, da questi viene considerato un “giovane” anche se non fa breccia nel cuore del Capo. Non solo per quell’incauta dichiarazione (“Con Berlusconi non vinceremo mai”), non solo perché sospettato di “intelligenza” con il nemico (Napoli è stato tra i supporter di Fassino nella corsa al Quirinale), ma per quello che rappresenta: il tradizionale politico di lungo corso, indaffarato nelle camarille interne. Roba che il Cav non vede l’ora di archiviare. Persino sulla supposta forza elettorale ha chiesto lumi, ricevendone informazioni non propriamente tranquillizzanti. Napoli, infatti, da parlamentare “non ha mai preso un voto” e di recente ha perso pure a Giaveno, comune del quale è stato a lungo sindaco, e considerato un suo feudo. Se poi si vuole misurare il suo peso sul numero di preferenze incassate alle ultime Regionali dalla sua pupilla – la consigliera Daniela Ruffino – dei quasi 6 mila voti complessivi appena 470 sono arrivati da cittadini residenti sotto la Mole. E Berlusconi sa che i 948 abitanti di Valgioie, ridente paesotto della Val Sangone di cui Macario è primo cittadino, non votano a Torino.

 

Del notaio, Berlusconi continua a sentire parlare un gran bene dal suo entourage più ristretto e sarebbe imminente un incontro capace, forse, di sbloccare la situazione. Che certo non si sbloccherà nel “tavolo nazionale delle alleanze” presieduto da Altero Matteoli, cui spetta solo un'istruttoria sulle grandi città e si terrà domani con gli sherpa dei partiti della coalizione. Per Torino, è noto, la Lega (meglio, Matteo Salvini) non ha mai nascosto di non voler entrare troppo nella questione della scelta, demandata agli azzurri in nome di un Cencelli che attribuirebbe al Carroccio il candidato per Novara. Tra i due, però, Salvini propende per Morano e non è un mistero, ma soprattutto pone un veto su Napoli. L’ex deputato, dal canto suo tiene duro e anzi – ormai in pianta stabile nella Capitale, complice una consulenza per il gruppo parlamentare – tampina senza tregua i maggiorenti per conquistare la candidatura. Un martellatore, l’ex onorevole Macario. Tanto da aver fatto sbottare un deputato di rango con un “questo me lo trovo anche quando vado in bagno”.

 

Qualche storcimento di naso, davanti al quadretto di un centrodestra che predicando il nuovo schiera una vecchia guardia, si coglie tra i più giovani forzisti piemontesi, la seconda generazione azzurra per intenderci, quella che può sperare in un futuro (anche e soprattutto in una riconferma negli attuali incarichi elettivi a vario livello) solo se Forza Italia conterrà la sconfitta alle amministrative. Una spinta in più, dunque, per la tesi accarezzata da Berlusconi: puntare su liste e candidati civici, laddove è possibile. Molto dipenderà dai sondaggi che da Palazzo Grazioli sono stati commissionati, città per città, ad Alessandra Ghisleri. E anche dal piglio del Capo. Su questo è pronto a giurare uno dei più assidui piemontesi al salotto di Arcore, l’europarlamentare Alberto Cirio che, facendo leva sulla visita di lunedì 28 dicembre in compagnia del collega Fulvio Martusciello, ha cercato di inserirsi nella partita facendo filtrare ai giornali una serie di indiscrezioni, non propriamente precise, sui movimenti interni alla corte. Cirio, che pure recentemente ha visto Morano (presente Roberto Cerrato), gioca su più fronti in modo tartufesco, sperando prima o poi, verosimilmente a urne chiuse, di scalzare Pichetto dalla poltrona di coordinatore. L’esponente albese si è detto disponibile a perorare la causa del notaio direttamente con Giovanni Toti, offrendosi come sensale per un incontro. Il governatore ligure, in qualità di consigliere politico di Berlusconi, avrà l’ultima parola sulle candidature? Chissà, anche se qualcuno lo descrive in caduta libera, osteggiato dal gineceo magico di Arcore.

 

“È in gran forma” dice (e non potrebbe che dirlo) dell’ex Cavaliere, “deciderà al meglio”. Nel frattempo una decisione sarebbe nell’aria e riguarderebbe proprio l’eurodeputato, accompagnato da Berlusconi a visitare Villa Gernetto. Qui, nell’Università della Libertà, la scuola di partito sognata da Silvio, dovrebbe essere proprio Cirio ad occuparsi dell’organizzazione dei corsi. E mentre le Frattocchie azzurre avranno una guida piemontese, resta da vedere se i tampinamenti romani, toilette di Montecitorio incluse, porteranno ancora in scena l’ex onorevole Macario.

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7 Commenti

  1. avatar-4
    16:41 Martedì 05 Gennaio 2016 daniele galli F.I. è da anni "sonnambula"

    oltre che in "sonno" (ogni accezione interpretative è lecita), ora siamo anche alla fase del funambolismo.Su forza: Voce agli elettori con primarie serie e simbolo in resta, a volte il coraggio punisce meno che mettere la testa sotto la sabbia, anche perchè il gesto lascia scoperto altro ....

  2. avatar-4
    20:10 Lunedì 04 Gennaio 2016 usque tandem Contro-precisazione

    Comunichiamo all'on. Napoli che faccia a gratis o a pagamento cio che vuole, ma i torinesi di centrodestra non lo vogliono come sindaco, considerato anche che sue probabilità di vincere sono inesistenti e la sua presenza convince solo a non votare o votare Appendino. ...

  3. avatar-4
    18:56 Lunedì 04 Gennaio 2016 lancillotto Far saltare il tappo

    Con la deludente esperienza della giunta Cota la destra ha non solo riconsegnato la regione alla sinistra, ha anche azzerato ogni possibilità di conquista del comune. L'unica possibilità per Torino di affrancarsi dalla sinistra e partner è rappresentata dal movimento 5 stelle. Nella situazione attuale non ci sono altre soluzioni per arrivaread un auspicato e salutare ricambio.

  4. avatar-4
    17:42 Lunedì 04 Gennaio 2016 ABC1 PRECISAZIONE

    L'onorevole Osvaldo Napoli comunica che il rapporto che lo lega al gruppo parlamentare di Forza Italia è a titolo gratuito

  5. avatar-4
    15:48 Lunedì 04 Gennaio 2016 Palmiro T. Non c'è problema, ci pensa Renzi a fare propaganda per FI.

    Matteo Renzi a Virus: «Non aumenteremo l’Iva né la tassa di successione» (09/10/2014)[http://tinyurl.com/zd75pwy]....Tassa di successione, stangata sulle aliquote. (4 gennaio 2016)[http://tinyurl.com/jmru8j8 ]Le modifiche apportate alla tassa di successione sono presenti nella Legge di Stabilità del governo Renzi. Attualmente questa tassa è regolata in base a quattro aliquote che scattano a seconda dell’affinità tra gli eredi, più alcuni margini che proteggono, entro certe soglie, dalla riscossione dell’imposta. In particolare, i margini sono del 4 per cento per i parenti in linea retta del valore dell’eredità al di sopra del milione di euro; del 6 per cento per i fratelli e sorelle (con abbattimento del tetto a 100 mila euro) e dell’8 per cento se il patrimonio viene lasciato ad un estraneo. La franchigia – prevista dal governo Prodi nel 2006 – prevedeva inoltre un tetto di un milione di euro: al di sopra di questa cifra, l’eredità viene tassata.Le modifiche in arrivo – legate anche alla riforma del catasto – prevedono invece un innalzamento della tassa di successione dal 4 al 5 per cento dell’aliquota in linea retta, e dal 6 all’8 per cento per gli altri congiunti, mentre si parla di un 10 per cento di aliquota per tutti gli ereditari estranei.Cambia anche la franchigia, che dovrebbe scendere dall’attuale milione per i parenti stretti ad un valore compreso tra 200 e 300mila euro e da 100mila a 30mila se si tratta di fratelli e sorelle.

  6. avatar-4
    11:49 Lunedì 04 Gennaio 2016 Raziel assolutamente d'accordo con bandito libero...

    ...e aggiungiamo anche che l'On. Napoli è presidente di Ancitel, una società dell'Anci le cui finalità/compiti, leggendo sul sito internet, mi risultano poco comprensibili, ma ovviamente questo è un mio limite. quello che sul sito è chiaro è il quibus percepito dal presidente: 48mila euro all'anno. va anche detto che se ancitel è, di fatto, di anci, anci (ovvero fassino) nomina il presidente di ancitel...

  7. avatar-4
    11:06 Lunedì 04 Gennaio 2016 Bandito Libero "complice una consulenza per il gruppo parlamentare"? a Napoli?? e licenziano i ragazzi!

    Ma ho letto e capito bene? Non gli basta il vitalizio che sicuramente percepisce?? Non gli basta anche la sua pensione di qualunque cosa abbia fatto nella vita? Deve avere anche una "consulenza per il gruppo parlamentare" per fare un po' di attività per il partito a cui deve tutto??? Tra lui e la Ruffino hanno accumulato contemporaneamente di tutto e di più: che tracotanza, che bulimia, sono senza fondo e senza un minimo di pudore. Come risulta ancora più ingiusto, come contrappasso, il licenziamento di tutti i dipendenti di Forza Italia (era su tutti i giornali) avvenuto a fine anno. Pietà. E tristezza.

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