RIFORME

Senatori-consiglieri regionali, ma eletti

La sinistra dem, capitanata dal parlamentare piemontese Fornaro, presenta un disegno di legge per evitare che la futura assemblea di Palazzo Madama sia composta di "nominati dalle segreterie dei partiti". LEGGI IL TESTO E LE NORME

La sinistra dem ci riprova. Presentato come “occasione per completare la cornice attuativa delle riforme garantendo il fondamentale potere di scelta dei senatori ai cittadini e non a ristretti gruppi dirigenti di partiti e movimenti” e norma in grado di evitare di “vedere trasformato il Senato in un dopolavoro per consiglieri regionali”, il disegno di legge sottoscritto da 24 senatori dem non può che apparire (anche) come una nuova sfida, sia pure dialettica ma non di meno politica, della minoranza interna al partito di Matteo Renzi. Non a caso è Federico Fornaro, uno dei più schierati bersaniani – tanto da essersi guadagnato all’epoca della battaglia annunciata proprio sul Senato, il non gradito appellativo di vietcong – ad augurarsi che il governo e il Pd sappiano cogliere questa opportunità “in grado di rafforzare la legittimazione democratica e territoriale”.

 

Il disegno di legge prevede che il nuovo articolo 57 della Costituzione fissi la norma che i Consigli regionali eleggano con metodo proporzionale  74 senatori-consiglieri regionali e 21 senatori-sindaci. Al comma 5 si prevede che le assemblee regionali eleggano i futuri senatori “in conformità alle scelte espresse dagli elettori” in occasione del rinnovo dei Consigli regionali. “In questo modo - spiega Fornaro - si rende compatibile la formale elezione dei 74 membri del nuovo Senato da parte dei Consigli regionali con il rispetto pieno dell’espressione popolare in occasione delle elezioni regionali”.

 

LEGGI QUI IL TESTO

 

I 24 parlamentari ricordano, infatti, come sulla modalità di elezione del Senato vi era stato un lungo confronto parlamentare risolto nella seconda lettura al Senato dall’emendamento al comma 5 (“in conformità alle scelte”), “di cui questo disegno di legge – osservano - rappresenta una naturale prosecuzione applicativa”. Nella legge proposta dalla minoranza dem il territorio della Regione viene suddiviso in tanti collegi quanti sono i senatori da eleggere: in ogni collegio può essere presentato un solo candidato per ogni lista regionale, sul modello del sistema elettorale del Senato fino al 1992, mentre nelle Regioni che eleggono un solo consigliere regionale-senatore, il collegio corrisponde all’intero territorio regionale.

 

Attenzione anche alla questione uomo-donna: un genere non potrà essere rappresentato nelle candidature più del 60%. “Sulla base delle scelte espresse dagli elettori nel segreto dell'urna si definirà una graduatoria regionale e si attribuiranno - con il sistema proporzionale - i seggi eventualmente spettanti a ogni lista regionale, successivamente – propongono i 24 proponenti - si stilerà la graduatoria interna di ogni lista regionale sulla base dei risultati ottenuti nei collegi (% sulle scelte totali).

 

 

LEGGI QUI LE NORME PER ELEZIONE

 

Il Consiglio regionale, quindi, eleggerà i senatori-consiglieri prendendo atto dell’espressione degli elettori, senza poterla, però, modificare. La sinistra dem spiega come “con questo disegno di legge il giorno delle elezioni regionali l’elettore riceverà due schede: una per il rinnovo del Consiglio regionale e una per la scelta dei senatori. I rappresentanti così eletti saranno anche consiglieri regionali e non sarebbero,invece, dei “nominati dal Consiglio regionale al suo interno”.

 

Ulteriori specifiche riguardano le incompatibilità: “il ruolo di senatore-consigliere regionale, con l’unica eccezione del Presidente della Regione, sarà incompatibile con incarichi di giunta, nell’ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e delle Commissioni”. Per quanto riguarda, invece i 21 senatori-sindaci, il disegno di legge prevede che il Consiglio regionale li eleggerà scegliendo tra una terna di nominativi proposta dal Consiglio delle Autonomie Locali di ogni regione. Ora non resterà che attendere le reazioni del governo, ma soprattutto del Pd. L’iniziative della sinistra verrà considerata così come proposta ovvero un contributo nello spirito di collaborazione, oppure il ritorno dei vietcong?

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6 Commenti

  1. avatar-4
    14:33 Giovedì 21 Gennaio 2016 usque tandem Arrampicate sui vetri....

    Il Senato è un reliquato storico della monarchia, era la camera del Re che viveva come controllo della camera del popolo elettiva. Finita la monarchia era ed è da chiudere e basta. Il resto sono solo storie per salvare cadreghe di politici inutili e dipendenti strapagati, ancora più inutili.

  2. avatar-4
    18:50 Mercoledì 20 Gennaio 2016 Bandito Libero Osservazioni (PARTE 3)

    9) senti, ma che succede se nessuno dei 6 candidati senatori diventa consigliere? Oppure se la lista si esaurisce perché uno muore, l’altro viene arrestato, un altro si dimette, etc etc.. Se il PD ha diritto a 2 eletti, e della lista dei 6 solo 1 diventa consigliere regionale, l’altro come viene scelto? E’ un problema che devi risolvere. CONSLUSIONI: comunque non è malvagia come proposta, è l’art. 57 COST. che è una porcheria, lei ha cercato di accendere il fuoco con la legna che aveva. Può funzionare. Con i correttivi proposti, secondo me ovviamente, funziona anche meglio. Infine mi conceda una battuta al veleno finale: sulla scadenza naturale della legislatura della Regione Piemonte nel 2019 non ci scommetterei troppo Senatore Fornaro…

  3. avatar-4
    18:49 Mercoledì 20 Gennaio 2016 Bandito Libero Osservazioni (PARTE 2)

    6) lettera c] la rappresentanza di genere così non funziona: ad esempio in Piemonte la formula matematica che hai adottato comporta che i candidati siano necessariamente 3 e 3, perché su 6 candidati 4 e 2 significa 66% e 33%. Meglio scrivere “un genere non sia rappresentato DA MENO DI UN TERZO dei candidati complessivi di ogni lista collegata ad una lista regionale”. Ti permette, se vuoi di avere un rapporto 3 e 3 ma anche 4 e 2.; 7) lettere b, d, e, f perfette (e ne capisco il senso); 8) scusa, ma sinceramente non ho capito la leggera g]; 8) elezione dei sindaci: per carità di Dio, nessun CAL e nessuna terna, libere candidature da parte dei sindaci e libere votazioni a scrutinio segreto: se fai scegliere agli INUTILI CAL, allora sì che ottieni proprio quello che vuoi evitare, che scelgano le segreterie di partito! Come? Semplice: il CAL ha una sua maggioranza, sceglie una terna in cui c’è il candidato prescelto da far votare e due brocchi, un uomo ed una donna, senza speranze. Se invece è tutto libero ed aperto può succedere davvero di tutto. A scrutinio VERAMENTE segreto, s’intende.

  4. avatar-4
    18:47 Mercoledì 20 Gennaio 2016 Bandito Libero Gradevole tentativo – Osservazioni (PARTE 1)

    Beh, la lettura è un po’ confusa ed alcuni punti non sono chiarissimi, ma in definitiva il tentativo è lodevole. Mi permetto di avanzare al Sen. Fornaro le seguenti osservazioni che egli potrebbe, se ritiene, trasformare in migliorìe: 1) è pacifico che il comma 2 ed il comma 5 art. 57 COST. sono in contrasto (o elegge il consiglio regionale, oppure il popolo ed il consiglio ne prende atto) ma penso che su questo non ci possa fare nulla; 2) non trova un po’ contraddittorio che per i sindaci ci sia una vera e propria ‘elezione’ (tecnicamente in verità una ‘nomina’) mentre per i consiglieri regionali sia una presa d’atto?; 3) non capisco perché si debba delegare alle regioni le varie leggi elettorali per i senatori? Non è meglio applicare la sua legge nazionale? Mi sembra che funzioni così, prevedere un ulteriore passaggio con paletti molto stretti mi sembra… ultroneo e pure rischioso; 4)demenziale che la Val d’Aosta con questo sistema elegga DUE senatori come la Liguria, aumentando il proprio peso: adesso elegge UN senatore su 315, domani ne eleggerà DUE su 100. Capisco che non ci possa fare nulla, ma glielo segnalo; 5) lettera a] le liste con un unico candidato si chiamano ‘collegi uninominali’, non liste..;

  5. avatar-4
    16:29 Mercoledì 20 Gennaio 2016 Alberto Nigra Meglio nemico del bene?

    La migliore riforma sarebbe stata l'abolizione di questo inutile nuovo Senato oppure in subordine delle regioni.

  6. avatar-4
    15:09 Mercoledì 20 Gennaio 2016 LuigiPiccolo l'ennesima c.....

    Potremo chiamare il senato provincia 2 la vendetta.

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