A TAVOLA

A sinistra il patto della chianina

Attovagliati a un noto ristorante toscano di Torino, l'eminenza grigiastra di Fassino, l'assessore Passoni e l'ex consigliere regionale del tosaerba Stara. Un summit per la costituzione della lista rossa da affiancare al Pd? Ah, saperlo

Per dirla con Dagospia, che ci facevano oggi, attovagliati al Ristorante Toscano di via della Misericordia, Giancarlo Quagliotti, Gianguido Passoni e Andrea Stara? Ah, saperlo. Pur non conoscendo il contenuto della riunione mangereccia, qualche ipotesi possiamo farla. Il primo, l’eminenza grigiastra di Piero Fassino è impegnato a tessere ardite trame per tenere insieme il diavolo e l’acqua santa, dall’endorsement dei due pezzi grossi del centrodestra subalpino Enzo Ghigo e Michele Vietti ai transfughi della Sinistra in fuga dalla Cosa Rossa di Giorgio Airaudo. Una coalizione, quella che si profila a sostegno del Lungo, che tiene dentro tutto l’arco costituzionale. Il secondo è assessore al Bilancio in cerca di nuovi incarichi, ma soprattutto è colui che sta faticosamente cercando di mettere in piedi una lista di sinistra in grado di drenare voti a Sel e alle forze che hanno scelto l’ex numero uno della Fiom piemontese. Il terzo, ex consigliere regionale, passato alle cronache come l’uomo del tosaerbe è un collettore di preferenze, soprattutto nelle contese periferie della città, che attraverso il suo rapporto con associazioni e comitati sul territorio potrebbe essere utile alla causa. L’estrazione politica, dopotutto, è quella, provenendo Stara dai Comunisti Italiani e isolato in un Pd che non vuole macchiare il proprio curriculum giudiziario nell’inchiesta sulle spese pazze, con l’unico suo esponente ancora a processo. Così il mosaico si compone e forse da quel tavolo sono usciti anche i primi nomi di candidati disposti a metterci la faccia. Chissà. Che sia stato siglato o no il patto della chianina, di certo i tre non hanno gradito la presenza, nello stesso locale, di due spifferanti indiscreti.

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