GRANA PADANA

Buonanno: “Lega unita, ma niente diktat”

La pistola fumante del pirotecnico europarlamentare valsesiano alla vigilia del Congresso. Sostiene Gancia e, di fronte alla probabile vittoria di Molinari, punta a rappresentare l'ampia minoranza. Ma a Novara si schiera per la candidatura di Canelli

Per un pugno di voti. “Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto”. La pistola di Gianluca Buonanno, mostrata maldestramente in tivù, era finta, Matteo Salvini il fucile non ce l’ha, ma nella Lega un po’ d’aria di spaghetti western si respira. Come le due famiglie dei Rojo e del Baxter nel film di Sergio Leone, quelle politiche che fanno riferimento a Gianna Gancia, l’una, e a Riccardo Molinari l’altra, non hanno deposto le armi in vista del congresso che dovrà eleggere il successore di Roberto Cota alla guida del Carroccio Piemontese. Lady Calderoli è sempre più determinata a ereditare la leadership dell’ex governatore e sorda agli inviti di Salvini a desistere. Il giovane alessandrino, vice del leader in via Bellerio, è dato in ascesa nel borsino congressuale con spostamenti a suo favore specie a Torino dopo una partenza che alla vigilia lo dava sfavorito. E lui, Gianluca “Joe il pistolero solitario” Buonanno, che fa?

 

Ancora non ha sbollito la rabbia verso Cota colpevole, a suo dire, di averlo escluso dalla competizione non avendolo avvertito della necessità di dimettersi da segretario provinciale di Vercelli. Una trappola dietro cui il vulcanico europarlamentare ha visto una manina di via Bellerio – la stessa che brigherebbe per tenerlo il più possibile lontano dagli schermi televisivi - e questo lo ha fatto andare ancora più in bestia. Risultato: “Voterò Gancia”, aveva annunciato poche settimane fa, promettendo vendetta e lasciando intendere il suo proposito di combattere nella San Miguel del Carroccio la sua battaglia contro Molinari e i suoi. Ma, oggi, Buonanno se dice di restare sulla sua posizione in vista del voto congressuale, fa un passo di lato e lancia un segnale piuttosto chiaro: “Discutiamo, scontriamoci, ma la Lega all’esterno deve presentarsi e agire unita, compatta”. Non lo dice esplicitamente, ma sul tavolo mette quel che è più di un pugno di voti che controlla in quel nord della regione dove ha da sempre il suo feudo elettorale. Entra insomma con qualche colpo in più in canna, rispetto al recente semplice endorsement verso la Gancia e soprattutto contro Cota, Molinari e pure Salvini.

 

Una posizione la sua che pare in qualche modo meno dura di quanto annunciato, più dialogante verso il vertice federale e in grado di evitare uno strappo definitivo e doloroso con Salvini, cosa che Buonanno sa bene non gli converrebbe affatto. Da leggere in controluce pure un’altra sua dichiarazione fatta allo Spiffero in queste ore: “Il candidato della Lega per Novara è Alessandro Canelli, una candidatura forte e che deve avere l’appoggio di tutto il movimento perché può rappresentare per Novara il ritorno alla prima stagione dell’amministrazione di Massimo Giordano”. Se si considera che la Gancia ha messo una serie di punti interrogativi e di paletti proprio su Canelli – uomo voluto con forza da Salvini e Molinari – si comprende come la tattica di Buonanno non sia quella di chi si schiera semplicemente con uno dei candidati al congresso, ma di un esponente di primo piano della Lega che in qualche modo entra da protagonista dell’intricata faccenda congressuale e, non di meno, in quella delle candidature per le prossime comunali, incominciando proprio da Novara. Con il risultato, non improbabile, di smussare gli spigoli che oggi esistono con Salvini e Molinari, senza fare dietrofront sulla Gancia. Per chi non lo ricorda, il pistolero Joe dopo aver finto di allearsi, per un pugno di dollari, con entrambe le famiglie in guerra le fa scontrare tra loro fino a che non si eliminino a vicenda. Joe aveva la pistola, Buonanno ha rinnovato la sua fama di provocatore agitandone una finta. Il pugno di voti, però, quello è vero. 

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4 Commenti

  1. avatar-4
    01:28 Mercoledì 03 Febbraio 2016 moschettiere (Vuoto) Pneumatico da rottamare

    Goodyear è un personaggio da avanspettacolo che in uno Stato normale e in una realtà politica civile al massimo sarebbe arrivato all'incarico di usciere comunale. Neppure Barnum lo avrebbe scritturato. E invece è lì che pontifica e ha la faccia tosta di parlare come fosse uno che conta. Nella Lega è solo una vera mina vagante, da vergognarsi di conoscerlo. Ma cosa e a chi importa le sciocchezze che va dicendo?

  2. avatar-4
    23:29 Lunedì 01 Febbraio 2016 fedina penale pulita curiosità

    Perché i patteggiatori appoggiano Molinari? Posti per parenti e affini mai sazi? Ex potentissime in cerca di identità? Solidarietà tra condannati passati e futuri? Segretarie condivise? Misteri.

  3. avatar-4
    13:15 Lunedì 01 Febbraio 2016 Veritas2015 Una razza imbastardita dalla Fiat

    Ecco perché la lega Piemontese e ultima ruota del carro confronto alle altre regioni, perché siamo una manica di codardi vili. Salvini urla e le altre regioni gli spiegano come gira il mondo ... Qui in Piemonte ci si tira giù i pantaloni e si tira fuori la lingua!

  4. avatar-4
    11:20 Lunedì 01 Febbraio 2016 Quincy Gente pulita.

    Mai un mandrogno che è sotto inchiesta alla guida della Lega in Piemonte! Canelli a Novara!? Chi?

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