POLEMICHE

Salvini manda un bacio alla Fornero

Il leader della Lega stempera i toni truculenti della vigilia ma al presidio nel paese dell'ex ministra ribadisce le critiche alla riforma delle pensioni: "Un crimine trattenere donne e uomini sul lavoro fino a 66 o 67 anni". E chiede le scuse della professoressa

“Non molleremo finché non cambia la legge Fornero”. Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, oggi, a San Carlo Canavese, paese di origine dell’ex ministro non arretra di un millimetro sul piano politico ma stempera i toni, dopo che molte critiche sono piovuto sulle “modalità” della protesta, persino all'interno del suo partito con la dissociazione della capogruppo a Palazzo Lascaris Gianna Gancia. “Una volta cancellata - ha detto - porterò alla Fornero un mazzo di margherite e le offrirò anche un tè”. E rivolto alla piazza ha invitato tutti – un pugno di militanti - a mandare “un bacione in direzione di casa Fornero, così vedranno che non siamo una piazza agitata”. Parole al miele, quelle rivolte a Elsa Fornero, autrice della riforma pensionistica del governo di Mario Monti, che però dovrebbe chiedere scusa per i danni arrecati: “Se la Fornero incontrasse una delle persone che ha rovinato penso che dovrebbe cominciare a correre veloce veloce. Io semplicemente faccio da portavoce per milioni di italiani che non ne possono più. Sarebbe bello che Fornero chiedesse scusa non a Salvini ma ai milioni di italiani che ha rovinato. Sbagliare ci sta, chiedere scusa è sintomo di intelligenza. Aspetto le scuse"

 

Per il leader del Carroccio “andare in pensione dopo 40 anni di lavoro è sacrosanto. Non è un privilegio ma un diritto soprattutto per chi ha cominciato a lavorare”. Trattenere “donne e uomini sul lavoro fino a 66 o 67 anni è un crimine – ha incalzato - è un crimine soprattutto perché lascia a casa i giovani. Quarant’anni di contributi e 60 di età mi sembrano sufficienti”, mostrando di non conoscere studi che smentiscono ogni correlazione tra la flessibilità in uscita e nuovi ingressi nel mercato del lavoro.

 

Nel corso della manifestazione in terra piemontese Salvini si è soffermato anche su alcune questioni “calde” di attualità. A partire dalla richiesta avanzata dal procuratore capo di Torino Armando Spataro al ministro Andrea Orlando di procedere per vilipendio all’ordine giudiziario in seguito ad alcune affermazioni fatte dal segretario della Lega durante il congresso regionale: “Processatemi, sono pronto”, ha affermato con fare da spaccone: “Facciano quello che ritengono - ha aggiunto - sono pronto”. E in merito alle vicende elettorali relative ai dissidi interni alla coalizione di centrodestra si è limitato ad auspicare un’intesa unitaria: “Noi ci speriamo sempre fino all’ultimo, a Torino come a Roma, come a Bologna, a Novara. La Lega sostiene i candidati che partono più forti, spero che anche Forza Italia faccia lo stesso”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    01:16 Domenica 03 Aprile 2016 moschettiere Suggerimento

    I caporali dell'esercito scornato "gancista" prima di far citazioni fuori luogo, farebbero meglio a prendere qualche ripetizione presso la scuola materna per imparare a riconoscere i pesci d'Aprile...

  2. avatar-4
    16:44 Venerdì 01 Aprile 2016 Sex Caro Molinari e i 4 seguaci

    Chi di spada ferisce di spada perisce.

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