A Grugliasco anche D’Acri è in pista

L'esponente dipietrista scioglie le riserve e correrà alle primarie. Pd indeciso sulla presenza di Turigliatto e i lausiani chiedono la testa del segretario cittadino, con l'avallo della Bragantini

Dopo due giorni di profonda riflessione, anche il dipietrista Marco D’Acri, assessore al Bilancio in Provincia, ha sciolto ogni riserva: «Correrò alle primarie di Grugliasco». Con lui i candidati diventano cinque (Roberto Montà, Luigi Montiglio, Salvatore Amarù, Mariano Turigliatto e, appunto, D’Acri). Con due incognite.

 

Una legata all’ex sindaco verde della città, al timone dal 1994 al 2001, poi fustigatore di entrambe le giunte guidate dal suo ex delfino Marcello Mazzù. Negli ultimi cinque anni Grugliasco Democratica, lista civica da lui ispirata, è rimasta all’opposizione e per questo il Partito democratico cittadino non lo vorrebbe in una consultazione di coalizione. A rigor di regolamento, però, nulla osta alla sua partecipazione: è da sempre uomo di sinistra - iniziò la sua esperienza grugliaschese da consigliere comunale di Democrazia proletaria e dopo i sette anni da sindaco ha sostenuto lealmente per un’intera legislatura Mercedes Bresso in Regione – e ha anche trovato un partito della coalizione pronto a sostenerlo: i Verdi di Angelo Bonelli. Ma potrebbe non bastare, a meno che i dirigenti democratici non si convincano che una sua partecipazione alle primarie potrebbe rompere il fronte esterno al Pd ed evitare ogni accordo con D’Acri. E’ un ragionamento che i democrats stanno portando avanti, ma nulla ancora è deciso.

 

L’altro punto interrogativo è rappresentato dal vice sindaco Luigi Montiglio, esponente storico dell’area ex Pci, che ha deciso di correre per ritinteggiare di rosso la città. Con lui molti compagni di partito si sarebbero spesi per convincerlo a desistere, per appoggiare il candidato “ufficiale” del Pd Montà (nella foto accanto con D'Acri), sul quale convergono già il sindaco Mazzù, gli assessori Anna Cuntrò e Luigi Turco, oltre al leader dei Moderati, titolare delle deleghe per i Lavori Pubblici Luigi Musarò. L’annessione di Montiglio sarebbe un segnale di compattezza nella continuità importante che darebbe la giunta agli elettori di centrosinistra, ma lui per ora è deciso a restare in pista: «Se mi tiro indietro adesso dovrei scappare da Grugliasco».

 

Intanto la tensione resta altissima in città: nell’ultima segreteria cittadina il terzo candidato del Pd, Amarù  - sostenuto da quattro consiglieri comunali (Rocco Marfulli, Monica Colonna, Nunzio Forgione e Domenico Palomba) e dalla macchina organizzativa di Mauro Laus, ha chiesto la testa del segretario del partito Pierpaolo Soncin, reo di parzialità nella gestione di questa delicata fase di raccolta delle firme. Commissariare la sezione e chiedere al sindaco di non occuparsi più della faccenda assumendo un ruolo di terzietà. A indispettire Mazzù, però, sarebbe stata la notizia che di questo blitz dei lausiani era al corrente anche la segretaria provinciale del Pd Paola Bragantini, che avrebbe addirittura avallato l’operazione. Il clima è tesissimo e per questo D’Acri aveva per un attimo addirittura pensato di restare fuori dalla competizione. Poi, spinto anche dal partito (e a quanto si dice da Don Tonino in persona) ha scelto anche lui di buttarsi nella mischia, ottenendo pieno sostegno dall’Idv anche nelle inevitabili (e già indirettamente paventate) rappresaglie democratiche in Consiglio provinciale, che tra qualche settimana dovrà discutere e approvare il suo bilancio.

print_icon