Sì alla concorrenza, senza pregiudizi

Armosino (Pdl) bacchetta Cota sul ricorso alla Consulta. Le liberalizzazioni sono necessarie e vanno affrontate in un confronto politico serio evitando iniziative propagandistiche

«Le liberalizzazioni sono quanto mai necessarie e la partita si deve affrontare a livello politico, discutendone in Parlamento e confrontandosi con le categorie economiche, nell’interesse di cittadini, imprese e lavoratori, senza iniziative clamorose, ma con un confronto serio e ordinato». Non usa sofismi né inutili giri di parole Maria Teresa Armosino, parlamentare del Pdl e presidente della Provincia di Asti, nel prendere le distanze da Roberto Cota e dalla sua decisione di impugnare davanti alla Corte Costituzionale l’articolo 31 della manovra del governo Monti, nella parte in cui dispone la libertà degli orari di apertura degli esercizi commerciali.

 

«Sulle liberalizzazioni occorre una riforma complessiva, aprendo alla concorrenza senza preclusioni e senza pregiudizi. Per questo – ha aggiunto Armosino – non condivido la scelta operata dalla Giunta Cota di adire le vie legali per contrastare un provvedimento che deve invece essere oggetto di una valutazione politica più ampia». L’esponente pidiellina si schiera quindi a fianco dei sette consiglieri regionali di Progett’Azione che nei giorni scorsi, attraverso Angelo Burzi, avevano manifestato la loro contrarietà all'iniziativa assunta dal governatore. Un tema che sarà oggetto di una delle prossime riunioni del gruppo consiliare di Palazzo Lascaris.

 

Durissima la posizione anche da parte delle associazioni dei consumatori. In una nota il Codacons annuncia che provvederà a denunciare all’Antitrust i presidenti di Regione (Piemonte e Toscana in primis, a cui si sono aggiunte Veneto e Puglia): «nei loro confronti sarà chiesta una sanzione salatissima in relazione ai danni alla concorrenza prodotti». «Opporsi ad un provvedimento che i consumatori chiedono da vent’anni è assurdo e dannoso, perché liberalizzare il commercio vuol dire salvare migliaia di negozianti dalla bancarotta, far riprendere l’economia nazionale e offrire maggiori possibilità ai cittadini».

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