Lo strappo della Lega parte da Alessandria

“Mai più con Fabbio” dice l'europarlamentare Rossi, prospettando la corsa solitaria del Carroccio alle elezioni amministrative. E in città iniziano a circolare i nomi dei papabili

Sarà Alessandria la prima realtà in cui verrà sancito lo strappo definitivo tra Pdl e Lega Nord? I presupposti ci sono tutti. E non sono solo le note questioni nazionali a rendere più accidentato un percorso comune tra gli ex alleati del centrodestra: anche i rapporti personali con il sindaco Piercarlo Fabbio, a seguito dell’epurazione degli assessori del Carroccio, sembrano ormai definitivamente incrinati.

 

A testimoniarlo le parole dell’europarlamentare leghista Tino Rossi (foto sotto) ex capogruppo in Regione, di certo una personalità di spicco del partito mandrogno, che spiega: «Escludo assolutamente che la Lega Nord possa appoggiare la candidatura di Fabbio. Sono per una corsa in solitaria, perché ne ho le scatole piene di alleati che mettono continuamente in imbarazzo la coalizione e l’amministrazione». Dichiarazioni secche, senza uso di metafore e politichese, che fanno il paio con quelle di Roberto Maroni, a Che tempo che fa: l'ex ministro ha bocciato ogni alleanza coi berlusconiani alle amministrative. Tutto ciò, ovviamente salvo ordini dall’alto che potrebbero scaturire da accordi nazionali o da "convenienze" regionali sancite dal governatore Roberto Cota nella sua veste di segretario regionale, anzi nazionale dei padani piemontesi.

 

Lo scenario potrebbe insomma mutare se Fabbio decidesse di fare un passo indietro: «Certo se ci fosse un candidato alternativo all’attuale sindaco e agli uomini della sua corte…». Possibilità non del tutto remota, ma che non impedisce al Carroccio alessandrino di vagliare candidati per un'eventuale corsa solitaria. E se Rossi si tira fuori dai giochi - «Io ho già dato a suo tempo» dice, alludendo alla non brillante prova delle elezioni perse contro Mara Scagni – iniziano a circolare alcuni nomi, tra i quali il più accreditato pare essere quello Gianfranco Cuttica di Revigliasco, attuale presidente del Consiglio comunale, giudicato un moderato in grado di catalizzare consensi oltre il voto identitario leghista. Ma nella rosa figurano anche il capogruppo Roberto Sarti e Ugo Robotti, quest’ultimo uno degli assessori cacciati da Fabbio.

 

Alla fine del colloquio con lo Spiffero Rossi tiene a sottolineare la più totale sintonia con Riccardo Molinari, giovane vice presidente del Consiglio Regionale che, a quanto si dice, si sta facendo le ossa per essere pronto alle amministrative alessandrine del 2017. E manda un preciso segnale a chi, in nome di Maroni avrebbe manifestato l'intenzione di mettere in campo una lista federalista alternativa a quella ortodossa: «Ad Alessandria come in tutto il Nord esiste un'unica Lega: eventuali tentativi di imitazione sono solo delle fole».

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