Tanta fuffa e la politica va a puttane

Il Consiglio comunale di Torino approva un ordine del giorno per la regolamentazione della prostituzione. Con l’astensione dei cattolici del Pd. Il radicale Viale: "Basta con i tabù"

Tocca al Parlamento prendere di petto il problema della prostituzione, mettendo in discussione le varie proposte di legge che giacciono da tempo nelle aule di Montecitorio e Palazzo Madama. È questa la richiesta proveniente dal Consiglio comunale di Torino che ha approvato un ordine del giorno presentato dalla Lega Nord. Il documento, passato con 22 voti favorevoli e 9 astensioni, sollecita i parlamentari a prendere l’iniziativa. Magari partendo dal progetto di riapertura delle “case di tolleranza” promosso qualche anno fa dalla deputata leghista Carolina Lussana. Sebbene questo non sia scritto esplicitamente nel documento approvato, essendo però l'iniziativa partita dal Carroccio sembra quasi ovvio che a quello, implicitamente, pensino i leghisti. Nell’ordine del giorno viene messo in evidenza come il «fenomeno della prostituzione» a Torino «è presente anche in orari preserali e diurni, tanto nelle aree periferiche quanto nei quartieri centrali». E coinvolge «soprattutto giovani donne provenienti da Paesi meno sviluppati economicamente, con legami di sfruttamento da parte di organizzazioni criminali che le introducono clandestinamente».

 

Per Fabrizio Ricca, capogruppo in Sala Rossa del Carroccio «è un risultato importante portato a casa dopo un lavoro non semplice di lotta ai pregiudizi. Le nostre intenzioni erano chiare: risolvere problemi di criminalità, tratta di schiave, degrado urbano, sfruttamento e non solo». Per i seguaci del Senatur,  riaprire le case chiuse sarebbe anche un modo di portare soldi nelle casse del Comune: «In tempi in cui le tassazioni vengono aumentate a 360 gradi – spiega l’esponente leghista – non vediamo perché si debbano colpire i cittadini su beni essenziali e primari e non piuttosto trovare un modo di imbrigliare un mercato da sempre clandestino ma che non conosce crisi».

 

A giudizio di Silvio Viale, “radicale eletto nelle file del Pd”, è incomprensibile l’astensione dei cattolici del Pd, Lo Russo, Paolino, Alunno, Muzzarelli, Mangone, Genisio. «È curioso che di fronte allo sciovinismo discriminatorio della Lega, che vorrebbe ghettizzare e marchiare le prostitute nelle case chiuse, una parte del Pd non sappia affrontare il problema e si rifugi nella rimozione. È purtroppo significativo che la questione divida verticalmente il centrosinistra, con l’Idv e i Moderati che si sono divisi a metà tra favorevoli e astenuti. Tutto ciò è il segno che il centrosinistra deve ancora fare molta strada per emanciparsi dall’integralismo sui temi etici, ma il voto di oggi è un indubbiamente un buon segnale».

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