Fideuram per “consolare” Salza
08:18 Domenica 11 Marzo 2012Pronta la rentrée del vecchio banchiere che verrà designato da Beltratti alla guida della finanziaria. Ecco il dazio pagato da Chiamparino per assicurarsi la non belligeranza sulla Compagnia
Dopo un esilio di quasi due anni, Enrico Salza sarebbe in procinto di tornare in servizio nella “sua” banca. A incaricarsi di richiamare il vecchio boiardo dal pensionamento coatto sarebbe proprio il suo successore alla poltrona del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Andrea Beltratti, che avrebbe in mente di proporlo per la presidenza di Banca Fideuram, società del gruppo, leader nel private banking (gestione del risparmio e investimenti). Salza andrebbe a sostituire Salvatore Maccarone, dal 2009 numero uno dell’istituto, il cui mandato scade nelle prossime settimane, affiancando l’amministratore delegato Matteo Colafrancesco.
I rumors raccolti a Ca’ de Sass, quartier generale di Intesa, riferiscono di un accordo sull’asse Torino-Milano, per una volta pienamente concordi su un’operazione di riassetto. Il rientro di Salza, infatti, è fortemente caldeggiato da Giuseppe Guzzetti, dominus di Cariplo (e dell’Abi), che non ha mai fatto mistero di considerare un’ingiustizia la sua estromissione del maggio 2010, ed è vista di buon occhio anche da Sergio Chiamparino, presidente in pectore della Compagnia di San Paolo. Anzi, secondo i maligni, la nomina in Fideuram sarebbe il dazio pagato dall’ex sindaco per assicurarsi la fine delle ostilità di Salza. Molti leggono in questo modo il repentino abbandono delle intenzioni bellicose dopo che per mesi lo stesso Salza si era messo a capo della piccola fronda subalpina determinata a sbarrare la strada all’ex primo cittadino. Ogni pace ha il suo prezzo.


