Fuoco “amico” su Fassino e compagni

Al Comune di Torino maggioranza sotto tiro. Gariglio striglia il gruppo Pd di Palazzo Civico e il partito. Esposito attacca Curto (Sel) dopo l'esposto su Csea: “Ora mandiamolo all'opposizione”

 

I nervi sono a fior di pelle nella maggioranza di centrosinistra al Comune di Torino e più in generale all’interno del Partito democratico piemontese. Galeotto fu un convegno sul trasporto pubblico locale che si svolgerà mercoledì 21 (ore 18) all’hotel Santo Stefano. All’incontro, organizzato dal presidente della commissione Trasporti di Palazzo Civico Domenico Carretta, interverranno gli assessori Barbara Bonino (Regione), Piergiorgio Bertone (Provincia) e Claudio Lubatti (Comune). Immancabili i saluti della segretaria provinciale Paola Bragantini. Nessun coinvolgimento dei consiglieri regionali democratici, che tanto si sono adoperati per combattere i tagli di Roberto Cota al trasporto pubblico locale, recentemente bocciati anche dai giudici del Tar. Ad avanzare, senza metafore, tutte le proprie rimostranze è Davide Gariglio, tra i rappresentanti democratici di Palazzo Lascaris, specializzato più di ogni altro collega in questioni di trasporti locali. In una lettera di fuoco inviata al capogruppo Aldo Reschigna si legge:

 

Caro Aldo,

Ti invio in allegato il volantino del convegno sul TPL organizzato dal gruppo comunale e dal partito provinciale di Torino. Mi pare evidente che a livello torinese la collaborazione richiesta a noi è a senso unico, cioè consiste nel fatto che i consiglieri regionali studino le materie di interesse della Città, facciano lobby in Consiglio a difesa della Città, organizzino le proprie iniziative insieme al partito provinciale, facciano scegliere grafici e stampatori al partito provinciale, si accollino tutti gli oneri finanziari delle iniziative comuni, creino le situazioni ideali per far fare le passerelle su RAI3 alla segretaria provinciale, senza poi essere minimamente coinvolti, in una logica di reciprocità, in iniziative intraprese dal partito provinciale o dal gruppo comunale (che sono due facce della stessa medaglia). Se non fosse per il senso del bene comune che possediamo, mi verrebbe da dire a Fassino che, la prossima volta che ha un problema, vada a chiedere aiuto a Lo Russo o Bragantini.
Ti chiederei di sensibilizzare il nostro sindaco su questa vicenda. Non credo sia possibile insegnare le buone maniere a chi non le conosce, però almeno far capire che noi non siamo carne da macello o vacche da mungere, questo penso si possa tentare.

 

Un attacco frontale all’attuale gruppo dirigente del partito e al capogruppo in Sala Rossa Stefano Lo Russo, senza nessun accenno a Carretta o allo stesso assessore Lubatti, seduto al tavolo dei relatori.  Una polemica volta a colpire l’asse partito provinciale-gruppo comunale-sindaco di Torino, lasciando fuori dalla mischia gli alleati di sempre come Lubatti e quelli dell’ultima ora come Carretta, tra gli esponenti dell’area legata al consigliere regionale Mauro Laus, a fianco dell’ex presidente di Palazzo Lascaris a partire dalla sua avventura alle primarie contro Fassino.

 

Non è finita. A tenere banco in una Sala Rossa arroventata anche l’esposto presentato dal capogruppo di Sel Michele Curto sulla faccenda Csea, l’azienda a partecipazione comunale i cui 230 addetti non percepiscono stipendi da tre mesi e il cui debito, secondo quanto si legge nella denuncia, raggiunge i 15,5 milioni “cinque volte superiore a quanto dichiarato dal presidente del consorzio Vito Mauro”. Per molti un atto ostile nei confronti dello stesso Comune di Torino. A prendere una posizione netta, anche in questa occasione è il parlamentare democratico Stefano Esposito in perenne conflitto con il segretario provinciale dei vendoliani a partire dalla Tav: «Trovo questo modo di operare incredibile oltre che politicamente inaccettabile – scrive in una nota su Facebook – Presentare un esposto stando seduti in maggioranza, è una scelta di chi usa le situazioni per speculare elettoralmente sulle stesse». E infine un'esortazione ai compagni di partito in Sala Rossa: «Mandiamolo all'opposizione».

print_icon