Compagnia, braccio di ferro Lega-Pdl

Il Consiglio Regionale deve designare il proprio rappresentante in San Paolo. Ma non c’è accordo nella maggioranza. Cota vuole davvero Terzoli? Ghigo è nelle grane tra Palestro e Polliotto

Con la formalizzazione di Gian Maria Gros Pietro in rappresentanza della Provincia di Torino, la fisionomia del futuro Consiglio Generale della Compagnia di San Paolo è quasi completata. Al puzzle definitivo mancano poche tessere, tra cui la più importante è quella in mano al Consiglio Regionale. In queste ore, infatti, è in corso un vero e proprio braccio di ferro tra gli alleati nel governo di centrodestra per stabilire a chi spetta la designazione: se al Pdl, come pareva scritto nei patti cencelliani della prima ora, o alla Lega, in virtù di intese trasversali che da corso Vittorio Emanuele, quartier generale della Compagnia, arrivano fino in via XX Settembre, sede della Fondazione Crt. E sono proprio le ambizioni, mai celate, di Enzo Ghigo a succedere sulla poltrona di Andrea Comba ad aver complicato la situazione. Con la benedizione di Fabrizio Palenzona, il senatore pidiellino si vede già addosso i panni del banchiere di complemento e per nulla al mondo intende fare passi falsi che potrebbero compromettere il risultato.

 

In quella prospettiva è pronto anche a rinunciare alla paternità politica del posto in San Paolo, cedendo la fiche a Roberto Cota, in cambio del sostanziale via libera al suo disegno da parte del governatore. E il nome sul tavolo di piazza Castello è quello di Luigi Terzoli, ex Credito Sportivo e Popolare Intra, anche se alcune fonti sopstengono che tra i due non vi sia più molto feeling. Fino a qualche settimana fa, tutto sembrava andare per il meglio, aiutato dalla condizione di ineleggibilità di Patrizia Polliotto, candidata ufficiale del centrodestra piemontese (grazie all’asse tra il marito senatore, Aldo Scarabosio, e Guido Crosetto). Poi il patatrac, con l’interpretazione “estensiva” del ministero del Tesoro che consente all’avvocato torinese un terzo giro di giostra, in barba allo Statuto. Una bella grana per il coordinatore regionale che, nel frattempo, aveva pure speso parole con (e per) Giorgio Palestro. L’ex preside di Medicina, sponsorizzato da Cl, è stato convocato lunedì, forse per chiedergli di fare “un passo indietro”.

 

Per tentare di sbrogliare la matassa si gioca (e si millanta) sulla surroga: se il designato della Regione dovesse (com’è scontato) entrare nel Comitato di Gestione, il centrodestra disporrebbe di un’altra nomina per il Consiglio. A chi spetterà la prima indicazione e a chi il premio di consolazione?

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