Pedrale sguazza nel parco acquatico

A Tricerro residenti imbufaliti per un'opera nata male: presunte irregolarità amministrative e affari di cuore si intrecciano attorno a un'opera costata agli enti pubblici oltre 900 mila

SOTTO CASA L'acquapark di Tricerro

A pochi giorni dalla sua inaugurazione, il parco acquatico di Tricerro, in provincia di Vercelli, rischia già di finire alla deriva, in un mare di presunte irregolarità amministrative, fra polemiche e affari di cuore. E dire che la Regione Piemonte in quel progetto ci ha investito 700 mila euro, in seguito a un emendamento dell’allora consigliere di minoranza, oggi capogruppo Pdl, Luca Pedrale alla legge finanziaria del 2007, che ne chiedeva addirittura 900 mila.

 

In un primo tempo il piano prevedeva il restauro e il risanamento della chiesa San Giorgio fuori le mura e la realizzazione di un centro sportivo con piscina. Nell’aprile 2007 scatta il disco verde da Palazzo Lascaris: l’opera si farà, anche se del progetto iniziale resta solo un parco acquatico in strada per Ronsecco. Secondo l’accordo definitivo la Regione stanzia 700 mila euro, la provincia di Vercelli 200 mila e il comune di Tricerro 35 mila, con quest’ultimo che s’impegna a provvedere con proprie risorse, qualora il contributo della provincia non venisse concesso.

 

Alla fine, l’intervento viene ultimato nei tempi previsti e l’impianto entra in funzione nell’estate del 2011. Tutto bene? Non proprio. Tant’è che i capigruppo di opposizione Mercedes Bresso, Aldo Reschigna ed Eleonora Artesio decidono di presentare un’interrogazione all’assessore allo Sport Alberto Cirio perché chiarisca quelle, che a loro parere, risultano delle zone d’ombra. Si legge nel documento:  “Si viene ora a conoscenza che l'investimento realizzato è stato collocato in area adiacente a residenze private (a qualche metro) creando grave pregiudizio alle abitazioni poste lungo il confine sud dell'impianto”. I cittadini iniziano a protestare e il castello di carta rischia di venire giù. Emerge che l’amministrazione non ha proceduto ad alcuna valutazione contestuale di compatibilità acustica e per quanto noto non ha richiesto i pareri preventivi agli enti competenti: tale richiesta è venuta solo a opere ultimate. Insomma nessuno ha pensato che quel parco acquatico non dovesse turbare eccessivamente i sonni dei residenti, che ora risultano imbufaliti.

 

Il 16 maggio 2011 l’Arpa solleva una serie di criticità, indicando le misure necessarie per affrontarle e poco più di un mese dopo intervengono addirittura i Carabinieri che verbalizzano il superamento dei limiti dei valori massimi consentiti di emissione sonora assoluta. Due settimane dopo la relazione tecnica di valutazione di impatto acustico post opera, a firma dello Studio Tecnico di Progettazione MZ di Vercelli dichiara il superamento abbondante e reiterato dei valori di emissione acustica assoluta e differenziale.

 

Fin qui le criticità progettuali e di natura ambientale, ma non è finita.Il finanziamento regionale di 700 mila euro è stato assicurato con il concorso finanziario della Provincia di Vercelli per 200 mila euro e la città di Tricerro a farsi da garante, ma la Provincia, su quella struttura, non ha mai investito un quattrinotanto da farne invocare decadenza dell’accordo con la Regione. Si legge ancora nella interrogazione: “Quanto sopra è avvenuto, si evince,  in mancanza di adeguate verifiche tecnico contabili sia sullo stato di realizzazione dell'intervento sia sul quadro economico del medesimo da cui si sarebbe potuto desumere il mancato co -  finanziamento della Provincia di Vercelli e del Comune di Tricerro”. Ed ecco la prima stoccata a Cirio. Ancora: “Si è avuto notizia (dai media e dai residenti di Tricerro) che l'architetto dipendente dal Comune di Tricerro (Responsabile del Servizio Urbanistica ed Edilizia privata)  risulta  co-titolare dello stesso studio associato di architettura che ha predisposto il progetto del parco acquatico”. Un’anomalia che va a cozzare con la legge Merloni bis, che inquadra in un'ottica di risparmio il problema di affidamenti diretti di incarichi da parte del Comune, a fronte di una parcella massima del 2% dell'opera, da dividersi però tra Rup, progettista, Responsabile dei lavori, coordinatore per la sicurezza etc. Le parcelle presentate dall'architetto, però, superano il 10% (80.994,82 euro). E, infine, l’ultima scoppola: “Risulta altresì (sempre dalle stesse fonti informative) che l'architetto in questione sarebbe sentimentalmente legata al consigliere regionale autore  e propositore dell'emendamento che ha finanziato l'intervento”. Trattasi di Ottorina Spinelli, che, secondo quanto appreso dallo Spiffero, convive da oltre quindici anni con l’attuale capogruppo del Pdl, è la responsabile di Urbanistica e Edilizia privata del Comune di Tricerro e risulta co-titolare dello studio A.D. di Santhià. A Cirio ed eventualmente a Pedrale (foto), l’onere di fornire i dovuti chiarimenti. 

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