Canavese attracca al molo di Gavio

Incarico nel board del Gruppo di Tortona per il quasi ex presidente del porto di Savona. Gli eredi di Marcellino hanno un piano per attirare il traffico merci dallo scalo ligure a Rivalta Scrivia

INTERPORTO Rivalta Scrivia

Dal porto al retro porto, valicando l’Appennino per approdare dalle banchine liguri alle nebbiose pianure piemontesi: sembra essere questo il futuro prossimo venturo per il presidente dell’Autorità Portuale di Savona, Cristoforo (detto Rino) Canavese. Traghettatore per l’ormai quasi ex numero uno del porto savonese (il suo mandato scade a settimane) nientemeno che il potentissimo Gruppo Gavio che – riconoscente, dicono le malelingue – avrebbe pronta per Canavese una poltrona di tutto rispetto nel board del gruppo stesso.

 

Protoleghista ma da tempo allontanatosi dal Carroccio per meglio scarrocciare tra i flutti della politica romana, Canavese dopo aver bissato il mandato, da mesi programma la sua uscita dorata. Ben poche speranze si nutrono negli ambienti politico-economici savonesi circa la richiesta avanzata dal presidente della Camera di Commercio locale Luciano Pasquale (già direttore dell’Unione Industriali di Savona) al ministro Passera affinché proroghi di alcuni mesi il mandato di Canavese per consentirgli di completare la realizzazione del “suo” gioiello, ovvero la piattaforma del colosso mondiale della logistica Maersk.

 

Tira, infatti, una brutta aria sul porto savonese: a Roma qualcuno parla addirittura di una riduzione con accorpamenti delle Autorità Portuali e Savona sarebbe nella black list. Certo non giova, complice la tragedia della Concordia, il grande investimento e i le grandi ambizioni riservate dallo scalo ponentino quale porto di arrivi e partenze per la compagnia di navigazione Costa.

 

E così Canavese (nella foto), attentissimo alle relazioni e a i buoni rapporti (due assunzioni recenti dell’Authority hanno beneficiato altrettanti figli di magistrati in servizio proprio a Savona) metterebbe a frutto uno di quei legami da sempre coltivati con attenzione, quello con il Gruppo Gavio. Lo stesso Gruppo che grazie al clima positivo ai piani alti dell’Autorità Portuale cerca di indirizzare il flusso di traffico su rotaia dalle banchine di Savona-Vado alla pian di Mortara dove Gavio ha da poco inaugurato un altro interporto.  Gli eredi dello scomparso Marcellino e i vertici dl Gruppo guardano anche ad altre destinazioni per le merci in arrivo e partenza dal ponente ligure: a Rivalta Scrivia, per esempio. Dove la società di Tortona punta a rilevare la maggioranza dell’Interporto spa  acquisendo le azioni del Gruppo Fagioli, attuale socio di maggioranza.

E chi meglio di Canavese potrebbe pilotare questi traffici dallo scalo ligure ai centri logistici di Gavio?

 

In fondo proprio da quella piattaforma Maersk voluta a tutti i costi da Canavese, il Gruppo Gavio ricaverebbe non pochi vantaggi: ad incominciare dai pedaggi dell’Autostrada dei Fiori e proseguendo con altre ricadute positive.

I motivi per riservare una poltrona comoda ai piani alti del Gruppo per l’ormai quasi ex presidente dell’Autorità Portuale, ma sempre buon amico, Canavese al Gruppo piemontese non mancano davvero.

print_icon