Fronte cattodem per arginare i neodorotei
14:24 Mercoledì 16 Maggio 2012Leo fa il tutto esaurito alla presentazione del "Manifesto". Calgaro (Udc) invoca un soggetto politico unico e i democratici Gariglio, Lepri e Merlo organizzano la nuova area popolare
Per ora c’è la volontà di ripartire da un progetto comune fondato sulla dottrina sociale cristiana. I cattolici piemontesi hanno accolto l’invito di Capitan Leo, al secolo Giampiero Leo, consigliere regionale ciellino, tra i leader del neo doroteismo in salsa subalpina. Nella sala del Centro congressi della Regione Piemonte, in corso Stati Uniti. ieri sera non c’erano solo i cacicchi bianchi del centrodestra, firmatari del "Manifesto dei cattolici", ma una platea eterogenea per quanto fossero in maggioranza esponenti ascrivibili direttamente o indirettamente allo schieramento convervatore. Il Pd era rappresentato dall’ex numero uno di Palazzo Lascaris Davide Gariglio, l’Udc dal segretario regionale Alberto Goffi e dal parlamentare Marco Calgaro, il Pdl in forze con il capogruppo a Palazzo Lascaris Luca Pedrale e il suo omologo in Consiglio a Torino Andrea Tronzano, e poi l’ex socialista Daniele Cantore, il "progettazionista" Roberto Tentoni, la bonsignoriana Rosanna Costa, fino al vice presidente della Sala Rossa Silvio Magliano. L’Idv era rappresentato dal segretario regionale Luigi Cursio. Assente il vicepresidente della Cei, mons. Gastone Simoni, vescovo di Prato e animatore del Collegamento Sociale cristiano, che ha inviato un messaggio.
Tutti per rispondere all’invito di Benedetto XVI, ripreso il 31 marzo scorso dell’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia: un richiamo a un impegno attivo dei cattolici in politica, dopo 25 anni di ritiro forzato, seguito a Tangentopoli e alla liquefazione della Democrazia Cristiana, fase storica in cui a trattare con i Palazzi era rimasto il solo presidente della Cei Camillo Ruini. Durante l’incontro c’è chi, come Calgaro, ha evocato la necessità di un ritorno dei cattolici sotto lo stesso tetto. E il profilo della Balena binaca ha fatto capolino in molti capannelli.
Difficile allo stato dell’arte capire la direzione che comunque verrà dettata da Roma, o meglio da Oltretevere. Intanto anche sull’altra sponda politica ci si organizza. Lo fanno i tre moschettieri democratici - oltre Gariglio, Stefano Lepri e il parlamentare Giorgio Merlo - da qualche mese sotto le stesse insegne, soprattutto in ottica alternativa al segretario regionale del Pd Gianfranco Morgando e al suo fido scudiero Stefano Lo Russo, capogruppo in Consiglio a Torino. Usciranno allo scoperto venerdì al centro “Michele Pellegrino” di via Barbaroux per dissertare pure loro su “L’impegno dei cattolici nella vita politica”. Modera l’ultima delle icone della cultura cattolico-democratica: l'ex ministro Guido Bodrato, oggi presidente dell’associazione I Popolari. Sono i cosiddetti dossettiani, che da tempo si annusano per ricompattare quell’area interna al Pd, oggi diviso in mille rivoli e per questo sempre più debole nei confronti degli ex Ds. Sembrano pronti a fare fronte comune, nonostante tra loro siano maggiori le divisioni che i punti di convergenza.


