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LA SACRA FAMIGLIA

"Gli Agnelli possono fare ancora molto per Torino" (che Dio ce la mandi buona)

Alla messa di trigesima per Marella, l'arcivescovo Nosiglia sollecita la Famiglia a non trascurare l'impegno per la città che tanta parte ha avuto nella storia secolare della dinastia e della Fiat

Torino e gli Agnelli, un legame per quanto controverso e travagliato non solo indissolubile, ma che anzi va rinnovato pur nelle mutate condizioni storiche. “Nei cambiamenti che ci attendono e che dobbiamo affrontare, la famiglia Agnelli può offrire ancora contributi importanti allo sviluppo complessivo della città e del suo territorio. Il ricordo di Marella, della sua dedizione generosa, può essere stimolo per questo nostro impegno comune”. Lo ha detto l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, nell’omelia della Messa in suffragio di Marella Agnelli a un mese dalla scomparsa. Parole che paiono un appello agli eredi della dinastia a non trascurare la città che per oltre un secolo è stata la capitale del loro impero. E che con le evoluzioni del gruppo appare sempre più marginale.

“Oggi - ha osservato l’arcivescovo - Torino ha bisogno certamente di un rinnovamento che riguarda tanti aspetti economici e sociali. Ma ha bisogno soprattutto di affetto e di attenzione, di simpatia e di intelligenza, di coraggio e intraprendenza, di unità, per essere accompagnata a crescere di nuovo in una delle svolte più delicate della sua storia. Torino ha bisogno anche di mantenere e potenziare quell’anima religiosa e laica insieme, che l'ha sempre caratterizzata come città accogliente, solidale e inclusiva di tutti”. Nosiglia ha parlato della vedova dell’Avvocato Gianni Agnelli “una donna che, sicuramente, ha cercato e voluto dare un significato alla propria esistenza, facendo buon uso della sua vita e delle doti umane, culturali e spirituali che possedeva, non solo per se stessa e la propria famiglia, ma anche per il bene comune della nostra città”.

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