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VERSO IL VOTO

Dietro l'Udc rispunta Bonsignore

L'ex luogotenente andreottiano ottiene il via libera per lo scudocrociato nella coalizione di centrodestra. Il segretario Barosini chiede "pari dignità", che vuol dire un posto nel listino. In corsa l'ex consigliere Greco Lucchina e il sindaco di Pianezza Castello

“La nostra partecipazione alla coalizione di centrodestra è stata decisa a Roma, ma adesso dobbiamo incontrarci in fretta a Torino”. Gianni Barosini, segretario piemontese dell’Udc, incassato il via libera all’ingresso dello scudocrociato nell’alleanza per le regionali, preme sull’acceleratore: ha già parlato con il candidato presidente Alberto Cirio e aspetta “una convocazione in tempi brevissimi” del tavolo a cui siederà, insieme ai suoi omologhi Riccardo Molinari per la Lega, Paolo Zangrillo per Forza Italia e Fabrizio Comba per Fratelli d’Italia, “con pari dignità”.

Il che, ovviamente non va letto come un non tenere conto del peso elettorale dell’Udc, rispetto alle altre forze della coalizione, ma neppure come l’aggiunta di un posto a tavola mettendo uno sgabello. “Siamo piccoli, ma la capacità dello scudocrociato di risvegliare molti elettori è fuori discussione”, osserva l’attuale assessore ai Lavori Pubblici di Alessandria, consapevole di quella capacità attrattiva del simbolo, oggettivamente riconosciuta e che certamente ha contribuito al via libera per l’ingresso nella coalizione di centrodestra per le elezioni del 26 maggio.

Non si sbilancia più di tanto, Barosini, ma in quel concetto di pari dignità ci sta anche la richiesta di un posto nel listino: “La nostra è una partecipazione attiva, non certo da spettatori, alla competizione elettorale per dare un nuovo governo al Piemonte”. Richiesta che non potrà che essere un ulteriore nodo da sciogliere per la Lega, già disponibile a fatica a concedere un posto ciascuno a Forza Italia e FdI e forse uno al candidato presidente. Il Carroccio rinuncerà a un ulteriore nome riducendo, a quel punto, la sua presenza nella formazione blindata a sei posti?

La questione del listino era stata rinviata ai primi giorni della prossima settimana, per evitare che nell’incontro dell’altro giorno si aprisse una discussione tale da portare a un probabile impasse e alimentare non opportune tensioni. E proprio la riunione che si svolgerà lunedì o martedì vedrà la presenza anche di Barosini – “siamo ufficialmente e formalmente parte delle coalizione”, sottolinea lui – con il quale si tornerà a discutere anche delle liste civiche di Gian Luca Vignale e Mino Giachino, alle quali più d’uno guarda non escludendo una possibile fusione, utile anche per la questione della raccolta delle firme necessarie.

Incombenza che non riguarda l’Udc, con il suo simbolo. Piuttosto lo scudocrociato piemontese dovrà affrettarsi a comporre le liste. Oltre a quello di Barosini, ci sarà il nome del bonsignoriano Paolo Greco Lucchina, così come quello del cuneese Giuseppe Delfino, figlio dell’ex sottosegretario e potente uomo politico allevato nel vivaio democristiano piemontese, Teresio. Di sicuro comparirà Antonio Castello, sindaco di Pianezza, legato a doppio filo con l'ex luogotenente di Andreotti: lui, per portarsi avanti con il lavoro, ha già tapezzato la zona di manifesti anche, prudentemente, senza il simbolo. "Andiamo in ogni provincia - dice Barosini - a risvegliare i nostri vecchi amici". Pronti al richiamo dello scudocrociato.     

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