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SANITÀ

La vera emergenza è il 112

Destra e sinistra d'accordo sul mal funzionamento del Numero unico. Per Cirio "si rischia la morte". Lavolta (Pd): "C'è un problema, le istituzioni devono intervenire"

Il 112 resta uno dei punti dolenti dell’amministrazione regionale. Lo switch al numero unico dell’emergenza non è stato compiuto senza criticità e ancora adesso i passaggi che spesso sono richiesti per smistare le telefonate rischiano di far perdere secondi preziosi che, nei casi più disperati, possono risultare fatali. “Se si complicano le cose al pronto intervento sulla sicurezza si crea la morte” afferma Alberto Cirio durante un incontro a Torino con i sindacati delle forze dell’ordine sulla sicurezza e sul numero unico per le emergenze. “C’è qualcosa nel monitoraggio della Regione che non funziona – aggiunge – e quello che ci raccontate dimostra come invece di semplificare le cose, le stiamo complicando”. I problemi del 112 – interviene il segretario provinciale del Sap, Antonio Perna – sono importanti e mettono a rischio la vita delle persone. Un esempio? Il 112 non è collegato alla stradale e purtroppo in autostrada si muore”. Un tema sul quale anche il centrosinistra si trova d’accordo: “Sicurezza significa non solo difendersi da, ma anche prendersi cura di – afferma Enzo Lavolta, vicepresidente Pd della Sala Rossa – Sul 112 non voglio essere ipocrita, ci sono state delle criticità e il problema non è solo gestionale. Bisogna avere il coraggio di dire che, se c’è un problema, le istituzioni devono intervenire”.

Due le centrali cui affluiscono le chiamate da tutto il territorio piemontese: quella di Grugliasco e quella di Saluzzo. Ad esse, nei primi due anni di attività, sono arrivati 3 milioni e 239mila telefonate. Il 43% di queste, 1 milione e 392mila, si sono rivelate inappropriate in quanto semplici richieste di informazione o errori di chiamata e la presenza del centralino unico ha consentito di filtrare queste chiamate evitando agli operatori un carico di lavoro inutile. Alle centrali di emergenza ne sono state effettivamente girate 1 milione e 847mila di cui il 46% all’emergenza sanitaria 118, il 31% ai carabinieri, il 13% alla polizia, il 9% ai vigili del fuoco, l’1% alla polizia municipale della Città di Torino. Alla quasi totalità di queste chiamate è stata data risposta immediata. Il tempo di attesa è stato entro i 5 secondi nel 66% dei casi, entro i 10 secondi nell’86%, entro i 20 secondi nel 92%. Per oltre metà delle chiamate (il 56%) l’intero tempo di gestione non ha superato i 45 secondi, mentre nell’86% dei casi è restato entro i 75 secondi. Infine, sempre secondo quanto reso noto oggi, il dato che meglio attesta il miglioramento avvenuto sta nel fatto che prima dell'avvio del centralino unico 112, dal 7 al 9% delle chiamate non riceveva risposta dagli operatori delle rispettive centrali, circa una telefonata su 12, mentre oggi la percentuale si è ridotta all’1,8%, ovvero una chiamata su 55.

Nei mesi scorsi c’è stato chi è arrivato a definire il Nue un “disastro annunciato”. Il servizio 112 presenta almeno quattro problemi considerati gravi per la sicurezza dei cittadini: i tempi più lunghi a causa della doppia chiamata, la perdita di contatto diretto con un professionista qualificato, la difficoltà di comunicazione tra gli enti di soccorso e la mancanza di sale operative adatte a gestire l’emergenza.  “Quando i tempi si dilatano – conclude Lavolta – il problema diventa sociale Il sistema deve essere rivisto. La vostra proposta è molto concreta e l'innovazione tecnologica deve essere parte integrante nel vostro lavoro quotidiano”.

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