TECNOLOGIA & SVILUPPO

Se internet va piano anche l’economia rallenta

In Piemonte oltre un milione di persone non può sfruttare i vantaggi competitivi della connessione veloce. Le pmi arrancano nelle aree bianche. Rischi per la competitività del Made in Italy. La ricerca di Eolo

Un paese che corre a due velocità.  È quello che emerge dalla ricerca commissionata da Eolo, operatore nazionale nel settore delle telecomunicazioni, all’Università di Padova-Cmr. Questa volta tuttavia non si tratta di un confronto fra Nord e Sud Italia, ma tra “comuni coperti” e “comuni in area bianca”, ovvero dove Internet a banda ultralarga non arriva a più del 90 per cento della popolazione. Solo in Piemonte sono 1.024 i comuni nelle aree bianche: qui vivono più di 1,2 milioni di persone che non possono sfruttare i vantaggi competitivi della connessione veloce. Questo aspetto rappresenta un freno per l’economia di tutta la regione, in quanto queste zone riportano difficoltà di sviluppo drasticamente maggiori rispetto a quelle con una connessione internet veloce.

La ricerca mette in luce come negli ultimi anni il Piemonte stia attraversando un periodo di contrazione economica per quanto riguarda le pmi: nei comuni coperti le piccole unità produttive del settore industriale sono calate del 3,5 per cento e gli addetti impiegati diminuiti dell’1,8 per cento. Dati che però si aggravano nelle aree bianche, arrivando a -5,7 per cento e -4,6 per cento. Anche il Made in Italy tradizionale (moda, arredamento e cibo) qui soffre particolarmente, registrando un calo del 9,5 per cento degli occupati.

“I dati della ricerca evidenziano come l’intera filiera del Made in Italy soffra ancora a causa del digital speed divide, non potendo beneficiare appieno dei vantaggi delle piattaforme e dei servizi ad alto grado di innovazione, leve fondamentali per lo sviluppo delle nostre pmi” commenta Luca Spada, presidente e Fondatore di Eolo. “Ma non solo, a essere penalizzato è anche tutto il settore del turismo, una delle fonti economiche più importanti sia per il paese che per i comuni area bianca: il 28 per cento delle strutture e il 25 per cento dei posti letto è situata in questi territori”.

La ricerca ha analizzato anche le cause economico-sociali dello spopolamento che caratterizza i piccoli comuni e l’impatto di questo fenomeno sull’economia del Paese. Viene evidenziata l’emergenza silenziosa che coinvolge il 42,3 per cento degli italiani, pronto a lasciare il proprio paese alla ricerca di maggiori opportunità economiche e lavorative (83 per cento), servizi di livello europeo per il tempo libero e i consumi (79 per cento) e migliore connettività e accessibilità a internet, importante per il 64,4 per cento degli intervistati (16,3 milioni di adulti).

Anche il Piemonte è colpito dal fenomeno dello spopolamento: se nei comuni coperti la popolazione registra un +1,1 per cento, nelle aree bianche il segno è opposto, con un -1,7 per cento. “Lo spopolamento è un’emergenza nazionale silenziosa, che crea gravi danni all’economia e alla cultura del nostro Paese e lo speed divide è una delle cause principali” conclude Spada. “Tutto il paese risente di questo forte freno alla competitività. Dobbiamo promuovere il know how italiano, dobbiamo fornire gli strumenti ai nostri imprenditori per competere a livello globale e dobbiamo rendere più accessibile la grande bellezza che i nostri territori possono offrire. L’adeguato accesso a internet è il prerequisito necessario sia per poter proiettare tutto il paese nel futuro, sia per essere sempre più capaci di attrarre investimenti stranieri”.

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