BENECOMUNISMO

Cavallerizza, Ferrero di lotta e di governo. Il Pd: "Si dimetta"

La vicepresidente del Consiglio comunale di Torino si presenta al tavolo del Prefetto e si schiera al fianco degli occupanti. La reazione del capogruppo dem Lo Russo: "Chieda scusa e se ne vada"

Di lotta e di governo, con le terga ben incollate alla poltrona e il cuore in piazza. Insomma, nelle istituzioni e allo stesso tempo dalla parte di chi occupa abusivamente un bene pubblico (non comune). Il cortocircuito si è manifestato ieri, per l'ennesima volta, quando al tavolo in Prefettura sul futuro della Cavallerizza la sindaca di Torino Chiara Appendino si è trovata a incrociare la spada non solo con il suo ex braccio destro Guido Montanari – la cui indole assemblearista ora si lega al rancore per il defenestramento subito – ma pure con due esponenti della sua stessa maggioranza, la vicepresidente del Consiglio comunale Viviana Ferrero e il descamisado Damiano Carretto.

“Ferrero può partecipare a tutte le riunioni che vuole ma non nelle sue funzioni istituzionali di vicepresidente del Consiglio. Chieda scusa pubblicamente e si dimetta da vicepresidente” chiede il capogruppo del Pd Stefano Lo Russo, secondo cui la presenza di Ferrero “al tavolo della trattativa in Prefettura dal lato degli occupanti abusivi della Cavallerizza è incompatibile con il suo ruolo istituzionale. Non solo non ci sentiamo minimamente rappresentati ma riteniamo completamente fuori luogo e gravissimo l’episodio”. Va detto che gli stessi occupanti hanno ottenuto legittimazione proprio diventando interlocutori delle istituzioni, ricevendo l’invito a discutere con esse sul futuro del sito Unesco, nonostante siano, come già più volte ribadito, a tutti gli effetti degli abusivi. E se il Comune li fa sedere al tavolo, ci starà pure che qualcuno continui a perorarne le istanze? La situazione è kafkiana e come tale difficile da interpretare.

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Al tavolo in Prefettura abbiamo partecipato come uditori e con richiesta di Assemblea Cavallerizza che ha delegato tra gli altri a parlare i professori Ugo Mattei e Guido Montanari. Non avevamo nessuna delega né formale né informale del Consiglio, ma siamo intervenuti solo come uditori e come cittadini che ci pregiamo di rimanere” è la spiegazione offerta su facebook dalla Ferrero che poi però si esercita in un raro esempio di retorica fuffologica dell’eterogenesi del benecomunismo: “Riconosciamo che possa essere inopportuno in un contesto normale e non di Beni Comuni e orizzontalità e rotazione dei partecipanti al tavolo la nostra presenza – è l’esordio –. La condivisione d’intenti con la comunità di riferimento che fin dal 2014 ha ridato vita a Cavallerizza ci ha portati a mettere da parte le questioni formali”. Dopotutto cosa sono le norme di fronte all’orizzontalità e alla rotazione?

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