MUMMIE & VELENI

Egizio, la ripicca del centrodestra

Lega e Fratelli d'Italia stoppano la modifica dello statuto che consente il rinnovo della presidente Christillin. Una vendetta scalcinata per le brutte figure rimediate da Crippa e Meloni. A costo di gettare fango su una delle ultime eccellenze piemontesi

Il centrodestra dichiara guerra all’Egizio. Lega e Fratelli d’Italia hanno chiesto e ottenuto, durante la giunta regionale “virtuale” di mezzogiorno la sospensione della delibera che recepisce la modifica dello statuto della fondazione. La nuova normativa – peraltro sollecitata dal Mibact, il ministero dei Beni culturali, a seguito della decadenza del decreto ministeriale, il 491 del 27 novembre 2001 – cancella il limite degli attuali due mandati del presidente. Un atto ostile, neppure troppo simulato, nei confronti di Evelina Christillin che dal 2012 ne è alla guida e che Dario Franceschini intende confermare.

I sovranisti casalinghi hanno un conto in sospeso con il Museo Egizio che risale a quando il vicesegretario e parlamentare del Carroccio Andrea Crippa pubblicò un video-fake in cui denunciava gli “sconti agli arabi” previsti da una campagna pubblicitaria del museo. In quella occasione l’esponente leghista realizzò un video, pubblicato sui social network, in cui “ha finto di fare una telefonata a vivavoce al Museo Egizio per ottenere informazioni su eventuali agevolazioni in corso”, si legge nella sentenza del giudice Valeria Di Donato, “e, alla risposta del finto centralinista, ha criticato in maniera polemica la promozione a favore degli arabi che avrebbe realizzato una discriminazione a rovescio”. Azione, questa, che secondo i giudici avrebbe alimentato sui social network messaggi offensivi e razzisti nei confronti del museo, e per la quale Crippa è stato condannato a risarcire l’istituzione torinese di 15mila euro, oltre a dover rimuovere il video dai social. Polemica che cavalcò anche Giorgia Meloni che a Torino nel corso di una iniziativa elettorale ingaggiò un serrato battibecco con il direttore Christian Greco, sceso ad accogliere la leader di FdI, accusandolo di fare “razzismo al contrario” penalizzando gli italiani.

Ora è arrivata la vendetta, o almeno il tentativo di ripicca. La delibera, che porta la firma dell’assessore alla Cultura Vittoria Poggio, è stata bloccata dopo la levata di scudi di Stefano Allasia che ha fatto pressioni sull’assessore e compagno di partito Fabrizio Ricca affinché stoppasse l’iter. Nella chat della maggioranza “Coalizione aula”, appena lo Spiffero ha dato notizia del testo all’ordine del giorno della giunta, è stato un susseguirsi di messaggi tra i capigruppo del centrodestra. Posizioni che potrebbero trovare una sponta in Comune, tra i grillini della Sala rossa  (non certo in Chiara Appendino, favorevole alla riconferma), in nome dell’avversione a quel “Sistema Torino” ai loro occhi sentina di tutti i mali della città.

Otterranno la testa di Evelina? Difficile, anzi improbabile, giacché le modifiche dello Statuto sono già state condivise tra i soci e recepite da Ministero dei Beni culturali, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt. Va detto, inoltre, che la Regione si trova in una posizione piuttosto debole, soprattutto dopo che la maggioranza di centrodestra si è affrettata a sostituire nel consiglio di amministrazione – del quale fanno parte tra gli altri Domenico Siniscalco, ex ministro dell’Economia, e Fabio Gallia, ex ceo di Cassa Depositi e prestiti – l’ex assessore Antonella Parigi con Daniele Goglio, titolare di un bar nel Canavese, una laurea triennale presa con fatica in dieci anni. Al punto che per rimpinguare lo scarno curriculum è stato costretto a inserire tra i titoli il possesso della patente di guida. Insomma, se queste sono le alternative, lunga vita a Evelina.

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