Fuori Giovine e tutti i Pensionati
07:58 Mercoledì 25 Luglio 2012Si attende la sospensione del consigliere condannato. Bresso e Radicali chiedono al Governo di non procedere alla surroga: “Lista illegittima”. E si torna a parlare di nuove elezioni
L’ipotizzata sospensione del consigliere regionale Michele Giovine, condannato in due gradi di giudizio a oltre due anni di pena per la nota vicenda delle “firme false”, non solo non sanerebbe le irregolarità accertate, ma, anzi, aggiungerebbe ulteriori elementi di ingiustizia. Infatti, la procedura prevede che al consigliere sospeso venga dimezzata l’indennità fino alla sentenza definitiva (Cassazione) e al suo posto subentri il primo escluso (con emolumenti completi) ovvero Sara Franchino, fidanzata di Giovine, la cui sottoscrizione di candidatura risulta agli atti irregolare. Proprio per evitare che al danno acclarato nella competizione elettorale si aggiunga pure la beffa dell’incremento dei costi per le casse della Regione, Mercedes Bresso e i Radicali si rivolgono al Governo perché non proceda alla surroga.
E se i seguaci torinesi di Marco Pannella, parte civile nel processo, illustreranno oggi l’interrogazione urgente rivolta al Ministero degli Interni, l’ex presidente ha scritto nei giorni scorsi direttamente a Mario Monti. «Mi preme sottolineare – si legge nella lettera del 23 luglio scorso -, che il provvedimento, così come formulato, produrrebbe l’effetto, inaccettabile sia sotto il profilo etico che economico, soprattutto in tempi di grave crisi, di veder accrescere l’esborso a carico dei cittadini per le spese dei Consiglieri e ritengo mio preciso obbligo sottolinearLe come la sottoscrizione di accettazione della candidatura della Sig.ra Franchino, proprio dalle precitate sentenze, che pure formano il presupposto dell’emanando decreto, ed in cui il Giudici di prime e seconde cure hanno espressamente dichiarato la falsità degli atti ex art.537 c.p.p., sia stata riconosciuta come falsa, del pari di quella dei rimanenti candidati, che dovessero eventualmente subentrarle. Per gli effetti, si ritiene che nella fattispecie si versi nella situazione compiutamente descritta al comma 2 dell’art. 59 cit., che contempla espressamente il caso in cui la sostituzione non sia oggettivamente possibile». Secondo la Bresso nessuno dei candidati della lista “Pensionati per Cota” avrebbe le carte in regola per sedersi a Palazzo Lascaris. Per i radicali Salvatore Grizzanti e Giulio Manfredi «tutta la lista è illegittima e le elezioni regionali sono falsate. Per ristabilire la legalità c’è un’unica soluzione: tornare a votare».



