Antipasto di rimpasto: staffetta nel Pdl

Rumors e sogni di mezza estate riferiscono di uno scambio di poltrone tra Pedrale e Casoni. Cota ha in mente di portare in giunta Molinari, spalleggiato da un'intesa Maroni-Alfano

ACCORDO in vista tra Ghigo e Cota

Si sono lasciati, al momento di congedarsi per le vacanze, con la promessa di ripartire da qui. E qui significa avviare il rimpasto a settembre, ma in forma soft, modificando doucement la composizione dell’esecutivo, facendo in modo che il “necessario riequilibrio dei pesi tra gli alleati” non dia la stura a una pericolosa verifica di governo, nella quale potrebbero insinuarsi spinte incontrollabili. E il primo step del percorso dovrebbe essere un passaggio di consegne tutto interno al Pdl: una staffetta tra l’attuale capogruppo Luca Pedrale e l’assessore al Commercio William Casoni. Un’operazione tutto sommato indolore per la giunta e, non a caso, assecondata dal presidente Roberto Cota che guadagnerebbe ancora un po’ di tempo prima di decidere in merito alla sostituzione di Elena Maccanti, nominata vice di Maroni al partito. La soluzione soddisferebbe (quasi) tutti: gli ex di Forza Italia che vedrebbero promosso uno di loro, Enzo Ghigo che salderebbe nei confronti dell’esponente vercellese un debito contratto ai tempi della rottura di questi con Roberto Rosso, la componente di An che non solo strapperebbe la poltrona di capogruppo ma acquisirebbe pure un nuovo componente (con l’ingresso in Consiglio di Paolo Bonadeo). Certo, verrebbe nei fatti sancita l’egemonia di Agostino Ghiglia sul gruppo di Palazzo Lascaris, cosa che potrebbe far crescere il malcontento, già piuttosto diffuso, tra i berluscones che imputano al loro coordinatore la colpa di aver “appaltato” il partito agli ex di An.



Cota, nella sua duplice veste di governatore e segretario del Carroccio, tratta con la convinzione che una volta sistemato Pedrale gli appetiti pidiellini caleranno parecchio e che quel posto che fu di Caterina Ferrero, oggi rivendicato dagli alleati, potrebbe alla fine restare nel carniere leghista. Non è un mistero che al posto della Maccanti lui vedrebbe benissimo Riccardo Molinari, il giovane ex vicepresidente del Consiglio decaduto in seguito a una sentenza della Cassazione. Rumors romani riferiscono di un’intesa in tal senso tra Maroni e Alfano.

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