Italia 150, l’Unità finisce nei debiti

Buco di 3,5 milioni nella gestione del Comitato che ha organizzato le celebrazioni. Partono le azioni legali: Rcs Sport presenta un'ingiunzione di pagamento per 700 mila euro

TUTTI PER UNO buco per tutti

Nata tra i debiti, l'Italia, a distanza di un secolo e mezzo, nei debiti affonda le celebrazioni della sua Unità nazionale. Torino, già funestata dal dissesto delle casse comunali, dopo un anno di feste e ricorrenze deve ora fare i conti con il pesante buco lasciato in eredità dal Comitato Italia 150 presieduto da Alberto Vanelli: si parla di almeno 3,5 milioni. A giugno è giunta anche l’ingiunzione di pagamento da parte di Rcs Sport: 700 mila euro mai versati per ospitare il Giro d’Italia. Un impegno di spesa che nessuno pare intenda assumere, scaricando su altri la paternità dell'iniziativa e i relativi costi. Ma carta canta.

 

A lanciare l'allarme è il sindaco Piero Fassino in una lettera inviata al governatore Roberto Cota e al presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta – oltre che ai tre assessori provinciali alla Cultura, Braccialarghe, Perone e Coppola e per conoscenza al titolare delle deleghe dello Sport della Regione, Cirio -: «La situazione è estremamente grave – esordisce il sindaco -. Non solo, infatti, il Comitato non dispone di tale somma, il cui versamento è stato più volte sollecitato alla Regione Piemonte, ma non sono stati espletati neppure i provvedimenti amministrativi preliminari necessari all’erogazione del finanziamento, che permetterebbero di aprire presso una banca una linea di credito». Una cosa sembra certa: di tale somma non v’è traccia nel bilancio di piazza Castello e pare anzi sia oggetto di uno scaricabarile tra Cota e il suo assessore, su chi deve farsene effettivamente carico. «Finora il comitato ha saldato la quota di sua competenza pari a 500 mila euro» prosegue Fassino, mentre i ritardi della Regione già costeranno alla collettività 76 mila euro in più (70 mila di more per il ritardato pagamento e 6 mila di spese legali). C’è tempo per liquidare tale somma fino al 16 ottobre. Poi le carte bollate prevedono i pignoramenti.

 

Fassino cita anche l’accordo stipulato nell’agosto 2010 e che recitava: «II Comitato Esecutivo approva quindi all’unanimità il contratto con RCS per la tappa del Giro d'Italia per l'importo di euro 1 milione più iva, che troverà copertura per 500 mila euro sui fondi del Comitato e per i rimanenti 700 mila euro con un contributo dell’Assessorato allo Sport della Regione Piemonte». Nelle ultime righe della lettera c’è tutta la sua preoccupazione: «Credo che tutti si rendano conto della serietà e gravità della situazione e delle conseguenze che tale atto potrebbe avere nella comunicazione pubblica e nei confronti degli altri creditori che potrebbero decidere di intraprendere la stessa strada». E sì che di creditori ce ne sono, eccome. Anche perché, a quanto è dato sapere, nei 3,5 milioni di debiti accumulati dal Comitato non sarebbero neanche stati calcolati questi 700 mila. La lista di quanti (fornitori, allestitori, piccoli artigiani) lamentano i mancati pagamenti per le loro prestazioni si allunga di ora in ora, al punto che in qualche studio legale si sta profilando l'idea di riunire tutti i creditori addirittura in un comitato.

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