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La famiglia Rossi di Italia Futura

I montezemoliani piemontesi provano a superare i recenti dissapori in vista dell'arrivo dell'economista. Al centro del dibattito il rapporto con gli altri partiti. E intanto il nucleo si allarga

Il cantiere è aperto e in continuo fermento, tanto che c’è già chi, neanche troppo scherzando, ammette che sarebbe ora di dotarsi di caschetti antinfortunistici. Il riferimento è all’ultimo dissapore, sorto nella variegata comunità di Italia Futura, tra l’europarlamentare Gianluca Susta e la presidente del think tank montezemoliano Cinzia Pecchio. “Piccoli screzi dettati dal personalismo di taluni” tentano di minimizzare dall’interno, ma è inutile negare che l’ultimo scambio di mail, di cui Lo Spiffero a suo tempo diede notizia abbia provocato una certa frattura tra i politici di professione e alcuni di coloro che si sono solo recentemente avvicinati al movimento.

 

In questo clima ci si prepata per una nuova iniziativa con l’economista Nicola Rossi, uno dei più stretti collaboratori di Luca Cordero di Montezemolo, che martedì 9 sarà a Torino per discutere di alleanze e scenari futuri (appuntamento alle 18 presso le Ogr di via Castelfidardo). E proprio il rapporto con i naturali interlocutori forniti dal panorama politico nazionale è al centro di un serrato dibattito tra gli attivisti di Italia Futura: è necessaria un’alleanza con l’Udc di Casini e i futuristi capeggiati da Gianfranco Fini? O sarebbe opportuna un’operazione più tranchant, andando da soli alle prossime politiche, forti del sodalizio ormai consolidato con gli ultraliberal di Fermare il declino, guidati da Oscar Giannino? A Roma, come in Piemonte, le sfumature sono molteplici, così come sulla necessità di proseguire con l’agenda Monti, anche se proprio nei giorni scorsi il numero uno della Ferrari aveva già fugato ogni dubbio ammettendo l’ineludibilità di proseguire sulla strada tracciata dal premier. Intanto la compagnia si allarga e nelle ultime settimane avrebbero assicurato il proprio apporto anche il giavenese Enrico Rosso, presidente della Camera di Commercio americana in Piemonte, un tempo legato al vice capogruppo di Montecitorio Osvaldo Napoli, e il manager Sergio Cravero, già amministratore delegato di Alfa Romeo.

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