VERSO IL VOTO

Berlusconi vuole la lista di Salò

Il Cavaliere impone in Piemonte le candidature di Santanché, Ravetto, Rizzotti e dei coniugi Bondi. Ghigo punta su Coppola e Porchietto, mentre Cattaneo si fa tentare dalle sirene di Samorì. Ghiglia sempre più vicino a Crosetto, che incassa il sì di Nastri

La ridotta del Cavaliere, la Fortezza Bastiani degli ultimi pretoriani, la Salò di Silvio. In Piemonte Silvio Berlusconi vuole piazzare un manipolo di fedelissimi: Daniela Santanchè, Sandro Bondi, Laura Ravetto. Gente fidata, ubbidiente, pronta a gettarsi anima e corpo nella difesa del Capo. A costo di umiliare le intendenze locali che, infatti, vedono sfumare l'ultimo treno per Yuma. Il coordinatore regionale Enzo Ghigo, dalla sua dimora parigina, tenta di metterci una pezza  ed entro la fine della settimana consegnerà la sua proposta a Palazzo Grazioli. La sensazione, tuttavia è che, ancora una volta, ogni decisione sia nelle mani del Cavaliere e del suo strettissimo giro. Anche perché alla sudditanza atavica di Ghigo, dovuta allo status originario di ex dipendente del Capo (ai tempi di Publitalia), si aggiunge ora la condizione di uomo "disimpegnato", in fuga verso altre carriere (parabancarie). Eppure Ghigo tenterà lo stesso di tirare la volata per tre dei "suoi": gli assessori regionali Michele Coppola e Claudia Porchietto, e Luca Angelantoni, storico portaborse del senatore.

 

Sono loro i tre protetti da tutelare in una rosa assai più ampia che tra le due circoscrizioni alla Camera e il Senato prevede Enrico Costa, Lucio Malan, Gilberto Pichetto Fratin, Alberto Cirio. Ancora incerta, invece, la posizione di Valerio Cattaneo, presidente del Consiglio regionale, al quale in queste ore sarebbe giunta l’offerta di candidarsi nella lista dei Moderati in Rivoluzione, formazione guidata da Gianpiero Samorì, l’avvocato modenese che sogna di emulare il Cavaliere. Il presidente di Palazzo Lascaris è stato contattato alla vigilia delle feste natalizie – peraltro assieme ad altri esponenti dell’emiciclo di via Alfieri – dagli intermediari di Samorì, uno su tutti Diego Volpe Pasini, imprenditore friulano dal passato burrascoso.

 

Da Palazzo Grazioli filtrano, però, i desiderata del Cav, che rischiano di mettere in serio pericolo le ambizioni dei piemontesi. Berlusconi in persona avrebbe deciso di catapultare sul Piemonte la pasionaria nera Santanché, così come avrebbe confermato l’intenzione di garantire un posto in lista alla chirurga Maria Rizzotti, all’onorevole Manuela Repetti, al suo compagno Sandro Bondi  e alla peperina Laura Ravetto, già sottosegretaria dell’ultimo governo verde-azzurro. Infine l’ex ministro Altero Matteoli avrebbe ottenuto da Denis Verdini un posto blindato per l’ex sindaco di Chivasso Andrea Fluttero, unico ex aennino (ancora) nelle sue grazie. E Agostino Ghiglia? Oggi è annunciato un incontro definitivo con Guido Crosetto e secondo i bene informati l’ex delfino di Ugo Martinat non potrà che convergere verso il Centrodestra Nazionale, la nuova formazione di destra guidata da Ignazio La Russa, Giorgia Meloni e Crosetto, appunto. Ghiglia stesso, infatti, il 31 dicembre, durante una serie di colloqui informali ha ammesso di aver ricevuto risposte negative riguardo a una sua candidatura sia dal colonnello Maurizio Gasparri (“Non sono in grado di garantirti nulla”) sia dal segretario Angelino Alfano il quale, nonostante le numerose insistenze, si sarebbe rifiutato di riceverlo. Intanto, passa formalmente con Crosetto – e si candiderà – il deputato uscente e coordinatore novarese del Pdl Gaetano Nastri.  

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