PDL NEL CAOS

Ghigo assediato gioca la carta Pichetto

Il senatore tenta di mettersi di traverso alla nomina di Enrico Costa alla guida del partito. Dopo le recenti defezioni prevale lo scoramento e ognuno pensa a mettersi in salvo. Le liste? Tutto nelle mani di Verdini e Berlusconi

L'unica certezza per il momento è il caos totale. Il Pdl piemontese a pochi giorni dalla chiusura delle liste per le elezioni politiche ancora naviga a vista. Enzo Ghigo sente il fiato sul collo, Roma non ha affatto gradito la sua gestione dell’operazione “sfiducia” a Roberto Cota, una mossa studiata da Denis Verdini al fine di aumentare il pressing sul riluttante alleato leghista nelle ore cruciali della trattativa tra Berlusconi e Maroni. Il coordinatore, invece di procedere  con cautela ma anche con sufficiente determinazione per ottenere dal gruppo consiliare una dichiarazione ufficiale di sostegno alle posizioni del vertice nazionale, ha diffuso ai quattro venti la versione di un partito unito nel respingere quelle che ha contribuito ad accreditare come “indebite ingerenze”. E così la sua poltrona, già traballante a seguito della lettera di “disimpegno” scritta al Cavaliere in cui ha annunciato l’intenzione di lasciare la politica per intraprendere una carriera in campo parabancario (alla Fondazione Crt), è ora definitivamente a disposizione. Non è un mistero che Palazzo Grazioli abbia individuato in Enrico Costa il successore ideale, affidando a lui la guida del partito (e il ruolo di cerniera con il territorio per la formazione delle liste). E oggi, nel corso della riunione del coordinamento regionale – il primo dopo la defezione della pattuglia ex aennina che nei giorni scorsi è confluita nei “Fratelli d’Italia”, la neonata formazione politica di centrodestra promossa dalla triade Crosetto-Meloni-La Russa, Costa ha parlato da leader in pectore.

 

La soluzione, però, non piace a Ghigo che non si sente affatto tutelato da Costa, a suo giudizio troppo legato al conterraneo Guido Crosetto e troppo “autonomo” dagli interessi torinesi. Da qui la mossa per sponsorizzare per la sua successione il fido Gilberto Pichetto Fratin, senatore biellese e suo assessore in Regione. Il rischio è che il sostegno di Ghigo si riveli una sorta di abbraccio mortale.

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