POTERI FORTI

C’è Intesa su Gros-Pietro

Il boiardo torinese siederà al vertice di Ca’ de Sass, prendendo il posto di Beltratti. L’accordo raggiunto nei giorni scorsi tra gli sherpa della finanza “rossa” e quella “bianca”. Un altro tassello del risiko bancario. Le difficoltà di Chiamparino

È fatta, o quasi. Gian Maria Gros-Pietro sarà il nuovo presidente del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, rilevando il testimone da Andrea Beltratti, il professore torinese che nel maggio 2010 salì il vertice della banca a seguito del putsch che detronizzò Enrico Salza. L’accordo – riferiscono fonti milanesi – sarebbe stato definito nei giorni scorsi tra gli sherpa della finanza cosiddetta “bianca”, che ha nei due “arzilli vecchietti” Giovanni Bazoli (numero uno di Ca’ de Sass) e in Giuseppe Guzzetti (capo di Cariplo) i numi tutelari, e gli emissari della Compagnia di San Paolo. Alla fondazione torinese spetta, secondo i patti parasociali siglati all’epoca della fusione, la designazione di una delle teste della governance bicefala dell’istituto. Forse approfittando delle contingenti difficoltà della finanza “rossa” (caso Mps, ma non solo) e dall’incerta guida di Sergio Chiamparino alla fondazione subalpina, l’ex sindaco viene ancora vissuto nelle stanze del potere meneghino come un “estraneo”, un parvenu poco avvezzo alle liturgie di quella casta (“è uno che incespica con l’inglese e la partita doppia”), l’élite finanziaria ha buon gioco nell’imporre i nuovi assetti della principale banca italiana. Nell’orientamento, spiega un anonimo insider, ha inciso anche la perdita di peso di Elsa Fornero che dopo essersi guadagnata sul campo un ruolo di primo piano negli equilibri sull’asse Torino-Milano, con la non brillantissima prova fornita da ministro e il suo sostanziale isolamento politico, è ormai fuori gioco. E con lei le sue pedine.

 

Chiamparino che in un primo momento si era dichiarato favorevole alla riconferma di Beltratti al momento tace. Ma è stato lo stesso Gros-Pietro, a margine del cda di Fiat (di cui fa parte) svoltosi nello stabilimento Maserati fi Grugliasco, a far capire di essere interessato a un ruolo più operativo: «Nel mondo delle banche c’è bisogno di cambiare», aveva detto, e a chi gli chiedeva conto delle voci sull’ipotizzato ingresso in Intesa rispose senza infingimenti: «Sarebbe una bella sfida. Il banchiere l’ho già fatto e lo farei ancora». Torinese, classe 1942, Gros-Pietro nel 1997 ha assunto la presidenza dell’Iri e nel 1999 quella dell’Eni. Dal 2002 al 2010 è stato presidente di Atlantia, uno dei leader mondiali delle gestioni autostradali. Ha fatto parte, in diversi periodi, dei consigli di amministrazione di Banca CRT, Finmeccanica, Seat Pagine Gialle, Teknecom, Agitec, Itainvest, Anas. E stato membro del Comitato di Rating di Italrating e Senior Advisor della banca Rothschild e di Société Générale Corporate & Investment Banking Italia. Attualmente è membro dei cda di Fiat, Edison, Caltagirone, Credito Valtellinese. Fa parte dei comitati di investimento di alcuni fondi di Private Equity.