MISERIA E NOBILTA'

Pd, bufera sulla “povera” segretaria

Sollevazione generale contro la Bragantini: è stata sua l’idea di inserire San Salvario tra i quartieri da portare a simbolo del degrado delle periferie alla manifestazione di sabato prossimo. Un autogol che imbarazza non poco l’amministrazione

Idea banale, offensiva e controproducente. Addirittura un’operazione cinica. Ilda Curti, che da assessore del Comune di Torino si occupa proprio di periferie, integrazione e decoro urbano, bolla senza appello la decisione di inserire San Salvario tra i quartieri “simbolo” del degrado al centro della manifestazione del Pd nazionale di sabato prossimo. Ma mezzo partito si è sollevato contro questa scelta assunta, a quanto pare, dalla segretaria provinciale Paola Bragantini che ieri sera, appena un “sito maledetto” ha diffuso la notizia, ha cercato di difendersi, con scarsa efficacia. «Trovo banale, offensivo, controproducente e sbagliato usare San Salvario come esempio di quartiere degradato – scrive in un post Curti -. Anche fosse come dici tu, Paola (e non è cosi, lo sai) usare San Salvario come esempio positivo di riqualificazione del degrado è un'offesa a Scampia e Corviale… San Salvario è un quartiere che ha sempre avuto mix sociale, con isole di degrado fisico dato dal fatto che limitrofo alla stazione, in alcuni stabili vivono stipati poveracci sfruttati, che ci sono in strada una serie di attività illecite. Ora in alcuni angoli, anni fa nel quadrilatero storico. Ma la storia qui la sappiamo tutti: i progetti, le scuole, la cultura... Quello che penso è ci sia un’operazione cinica nel portare a Roma San Salvario.. Cinica e priva di scrupoli».

 

Rincara la dose Luca Cassiani, consigliere comunale democratico e presidente della Commissione Cultura di Palazzo Civico: «Scampia e San Salvario accostati in diretta nazionale come quartieri poveri e degradati!! Ma dove?? Ma quando? Io a Scampia ci sono stato, e pure a San Salvario. 1) Il reddito pro capite di San Salvario è tra i più alti di Torino, così come il valore dei suoi immobili, e non parlo della collina! 2) a Scampia non ci sono librerie, associazioni culturali di livello nazionale, non si organizza Paratissima, non ci sono studi di designer e di moltissimi tra i principali artisti italiani, grafici, architetti, ristoranti e locali da 100 euro a cena, SUV in quantità industriale, decine di locali che aprono a ritmo forsennato, metropolitana ad un passo, una movida notturna che fa invidia a via Como -Milano, restauratori, antiquari, importanti gallerie d’arte contemporanea, residenze per universitari e potrei andare avanti tutta la notte… non credo che si renda un utile servizio ai residenti a San Salvario paragonando quel quartiere alla Scampia modello Gomorra che tutti conosciamo. Non credo che il Pd locale pensi sia una mossa azzeccata. Almeno io come cittadino torinese penso sia un vero e proprio autogol. E mi spiace. Un quartiere impiega una vita per costruire una bella immagine e poi in un minuto si distrugge tutto con un servizio che potevamo risparmiarci... Ma forse sarò io che non capisco le lungimiranti strategie del partito democratico.... Se è così mi scuso. Ma dovremmo anche scusarci tutti noi del Pd con i residenti di San Salvario».

 

Così la questione diventa un caso politico. Soprattutto se trovasse conferma l’indiscrezione che dal Nazareno, quartier generale del Pd, in un primo tempo avevano pensato a Barriera di Milano ma che proprio per l’intervento della Bragantini si sarebbe poi optato per San Salvario. Forse perché la presidente della Circoscrizione VI è Nadia Conticelli, sodale della micro componente famigliare della segretaria, nonché collaboratrice in Regione di Andrea Stara, legato sentimentalmente alla Bragantini? E perché lo stesso segretario del circolo di San Salvario, Francesco Mele, appartiene alla medesima combriccola? Interrogativi che in queste ore rimbalzano sui social network e nelle telefonate private tra vari esponenti del partito. Attacca il senatore Stefano Esposito: «Non ci volevo credere. Uno dei quartieri simbolo della riqualificazione e del buon governo delle giunte di centro sinistra affiancato a quartieri come Scampia, dove purtroppo non hanno avuto la fortuna di essere governati dalle giunte Castellani-Chiamparino-Fassino. Mi chiedo chi ha pensato una cosa come questa, con quale logica politica. Mi auguro che qualcuno spieghi che S. Salvario è simbolo di rinascita, di integrazione non di degrado e povertà, se non quella che si vive in tutte le nostre città colpite dalla crisi e dal malgoverno, nazionale. di questi anni. I quartieri di Torino, tutti, meritano di essere raccontati in altro modo. Spero che chi ha compiuto questa scelta la spieghi molto, molto bene». Ora tutti sollecitano la segretaria affinché intervenga sui vertici nazionali per cambiare la “piattaforma” della manifestazione.

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