COMUNE DI TORINO

Rimpasto, Fassino apparecchia la tavola

Il sindaco, tra un viaggio e l'altro, apre le danze per la nuova squadra. E mentre impazza il toto nomine, si delineano alcune scelte: Dealessandri "promosso" in Iren, fuori Spinosa, dentro Lo Russo e Mangone. E nel piatto finiscono pure le Partecipate

Lo stomaco brontola, e mentre il sindaco Piero Fassino si appresta a rientrare da Vienna, gli appetiti in vista del rimpasto della giunta comunale di Torino aumentano di ora in ora, continuando ad alimentare il solito e scontato tourbillon di indiscrezioni, tra mosse vere, scenari verosimili e ipotesi campate in aria. Un frenetico cicaleccio in qualche modo autorizzato dall'inquilino di Palazzo Civico che, assente per qualche giorno, ha tutto l'interesse a far sfogare la corte, facendo scoprire giochi e velleità. E scegliere così il momento propizio per la stretta definitiva: entro venerdì o sabato, prima della partenza per la missione in Israele, oppure, nel caso la situazione si ingarbugli (soprattutto se si intrecciasse con gli assetti di partito) al suo rientro. Ma non oltre.

 

Intanto pare certo che della futura squadra non farà parte l’attuale vicesindaco, Tom Dealessandri, vero e proprio uomo macchina dell’ultima giunta Chiamparino, ma con il quale l’ex segretario dei Ds non ha mai troppo legato. Con ogni probabilità andrà a rappresentare la città in Iren, la multiservizi dell’energia in procinto di varare la nuova governance, probabilmente in attesa di assumere il timone di una delle società presenti nell’arcipelago della holding. Traballa, eccome, anche la poltrona dell’ex dipietrista Maria Cristina Spinosa, che in questi due anni non ha brillato per rendimento e che ha perso il sostegno del suo ex partito, dopo aver scelto altri lidi. Voci accreditano anche l’addio di Enzo Lavolta (Ambiente), che potrebbe trovare conforto all’interno della Fondazione Smart City, che col tempo sta diventando un vero e proprio assessorato distaccato con ampie possibilità di manovra, soprattutto dal punto di vista finanziario. In entrata è ormai certo l’ingresso dell’attuale capogruppo Stefano Lo Russo all’Urbanistica con relativo ridimensionamento di Ilda Curti, e di uno - o addirittura due - renziani. Quasi certa la promozione du Mimmo Mangone (foto), mentre nelle ultime ore sarebbe in atto un ballottaggio tra l’attuale presidente della Circoscrizione III Daniele Valle e il consigliere Guido Alunno, ad entrambi farebbe gola la delega al Decentramento. Per sistemare tutti i tasselli e dovendo ricorrere al sacrificio di qualche alleato, qualcuno accredita la possibilità che i Moderati, se costretti a rinunciare alla presidenza del Caat, attualmente occupata da Giuliano Manolino, potrebbero essere ricompensati addirittura con la poltrona di vicesindaco, posto per la quale avrebbe già avanzato la candidatura Giuliana Tedesco. Prospettiva davvero poco credibile, giacché Fassino con l'imminente elezione al vertice dell’Anci nazionale avrà necessità di avere al suo fianco - e sempre più in sua vece - un braccio destro autorevole ed esperto: caratteristiche che si tagliano perfettamente sull'abito di Gianguido Passoni, già ora tra gli assessori più “pesanti” e ascoltati dal sindaco, soluzione ideale non fosse per la diffusa antipatia che riscuote tra i suoi colleghi.

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