NESSUN RIFIUTO

Inceneritore è ok. “Lo dice mia moglie”

Sicurezza e funzionamento dell’impianto del Gerbido sotto la lente della V Commissione regionale. Il consigliere Oliva (Pd) incalza la sua consorte, dirigente dell’Arpa, che rassicura sulle ricadute ambientali. Motta (FdI) chiede la testa dei vertici di Trm

Non vi sono pericoli per la salute e l’ambiente: le “anomalie” verificatesi nel funzionamento dell’inceneritore del Gerbido non hanno comportato ripercussioni sulla qualità dell’aria. Parola dei dirigenti dell’Arpa, uno degli organismi cui è sottoposto il controllo dell’impianto, chiamati in audizione ieri alla V Commissione di Palazzo Lascaris. Esplicita, a fornire ampie rassicurazioni, è stata Antonella Pannocchia, responsabile del dipartimento torinese dell’agenzia che non  si fatta trovare impreparata neppure quando a metterla sotto torchio è stato il consigliere Pd Gianni Oliva che, dettaglio marginale, è suo consorte.

 

Discussioni famigliari a parte, severe critiche sull’operato di Trm, la società di gestione, sono state espresse dal presidente della commissione, Massimiliano Motta dei Fratelli d’Italia: «La relazione dell’Arpa – spiega - ha evidenziato che le anomalie all’impianto, verificatesi in luglio, sono state mal gestite dal management di Trm, con errori e lacune nelle procedure e con evidenti criticità nella gestione tecnica, dovuta anche a mancanza di formazione del personale. Per cui sotto il profilo politico reputo che questi ripetuti e inaccettabili errori impongano una presa di posizione da parte degli enti soci per richiedere le dimissioni del presidente e del management responsabile». In poche parole, azzeramento dei vertici che si sarebbero mostrati non all’altezza delle funzioni: «Proprio il management , pur avendo per ben due volte modificato, da dicembre 2012 a oggi, i dati relativi al flusso (aprile-dicembre) di rifiuti conferibili all’inceneritore, passando da  265.000 tonnellate, ad una previsione di volume ben inferiore di 222.000 t, ad oggi ci confermano i dati che siamo pienamente al di sotto delle previsioni con uno scostamento di – oltre 70.000 tonnellate di rifiuti non smaltiti. Andando avanti così dove finiremo?», chiede polemicamente Motta.

 

Insoddisfazione è manifestata anche da Davide Bono del M5s che sottolinea come nel rapporto presentato dall’Arpa «manchino i dati sugli inquinanti più pericolosi, cancerogeni certi per l’Oms: le diossine e i furani. Questi si accumulano nei grassi animali e quindi in primis nell’uomo. Saranno misurati in futuro e attendiamo con apprensione quei dati, consci che anche i limiti previsti di 100 pg/m3 non sono assolutamente indice di sicurezza, anzi. L’Oms raccomanda di non superare 1 pg/kg di peso corporeo e dal calcolo delle emissioni a camino verrebbero prodotte emissioni per 15 milioni di abitanti. Per questo ho detto al presidente Robotto che sono fondamentali analisi sul sangue degli esseri umani e sul latte vaccino o materno. D’altra parte gli studi sugli inceneritori esistenti parlano chiaramente: gli inceneritori sono fortemente inquinanti. Bisogna vietare nel raggio di chilometri l’allevamento di animali per alimentazione umana. Qualcosa vorrà pur dire?». Efficace a sintesi: «sino ad ora avevamo assistito alle dichiarazioni delle “emissioni a norma”, oggi scopriamo pure gli “incidenti a norma”».

 

L’assessore regionale all’Ambiente Roberto Ravello ha preannunciato una prossima delibera di giunta che fisserà gli indicatori per un maggior controllo delle emissioni odorigene (puzze), lamentate dalle popolazioni. Arpa, infine, ha confermato di aver comunicato le “anomalie” alle autorità giudiziarie competenti, ivi compresa la Procura, esposti che si aggiungono  ai tre provvedimenti di diffida, eseguiti dalla  PdT (Servizio pianificazione e gestione dei rifiuti-Bonifiche ambientali) nei confronti di Trm.

print_icon