CENTRODESTRA VINTAGE

E adesso rifacciamo An

Orfani di Fini, i post missini iniziano a pregustare un ritorno alla vecchia casa che metta fine alla diaspora. Motta (FdI): "Ci sono tutti gli spazi". Non mancano i distinguo. Vignale (Progett'Azione): "Ad oggi non vedo alcun progetto"

Quasi certamente si chiamerà in un altro modo, i leader non saranno gli stessi e anche le parole d’ordine troveranno una nuova grammatica e il programma aggiornato ai tempi. Su una cosa, però, tutti sono d’accordo: la rinascita di Forza Italia, annunciata ieri dal videomessaggio di Silvio Berlusconi, apre delle praterie per un partito di destra che si richiami ai valori di quella che fu Alleanza nazionale. Le prove generali sono state fatte ad Atreju, durante la festa di Fratelli d’Italia: non solo tanti ex An, ma anche esponenti del mondo liberale – leggi Guido Crosetto e Oscar Giannino – e di quello neo-cattolico integralista come Magdi Allam. Insomma, nei corridoi delle sedi di partito e nei capannelli delle kermesse autunnali di partito sta prendendo forma la destra che verrà.

 

«In questi giorni abbiamo iniziato la campagna tesseramenti per Fratelli d’Italia e in seguito inizieremo a dialogare con tutte quelle anime che si rifanno al centrodestra per creare un grande partito» spiega il consigliere regionale Massimiliano Motta (FdI), tra i più stretti sodali di dell'assessore regionale Agostino Ghiglia che guida il partito in Piemonte. Liberale e conservatore, di destra ma senza cercare ridotte identitarie. Ne è convinto anche il capogruppo a Palazzo Civico Maurizio Marrone, di ritorno da Atreju: «Non dovremo perseguire nessuna operazione nostalgia, ma costruire il vero centrodestra post berlusconiano». E’ la strada che intende intraprendere anche Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma e leader della cosiddetta destra sociale che fino a ieri albergava nel Pdl, anche lui al parco del Celio, dopo aver presieduto i lavori della festa di Orvieto con i suoi fedelissimi, tra i quali c’era anche l’assessore regionale Gian Luca Vignale, al momento in Progett’Azione. «Quando ci siamo staccati dal Pdl abbiamo seguito la strada di un partito del territorio, regionale. Sono pronto a valutare un nuovo progetto, che ad oggi però non vedo», dice l'assessore. E poi aggiunge: «L’esperienza ci insegna che i ritorni al passato non hanno mai ottenuto grande successo, dalle rifondazioni di Psi a quelle della Dc». Ma molti scommettono sull'ineluttabile ritorno in famiglia del "camerata prodigo", anche per ragioni strettamente famigliari (la moglie è collaboratrice parlamentare dell'europarlamentare Carlo Fidanza, di stretta osservanza alemanniana)

 

In Piemonte sono tanti gli orfani dell’ex An, oggi in cerca d’autore: dall’ex consigliere comunale Giuseppe Lonero, che ha seguito Francesco Storace nella Destra, all’ex sindaco di Chivasso ed ex parlamentare Andrea Fluttero, legato ad Altero Matteoli, rimasto nel Pdl ma sempre più relegato ai margini del partito.

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