Un super poliziotto per Torino
07:57 Mercoledì 18 Settembre 2013 0È quanto chiedono in coro le istituzioni: un prefetto “operativo”, in grado di gestire la patata bollente Tav, e non il solito burocrate di carriera. Ma da Roma danno ormai fuori gioco sia Mulas e sia Marangoni. In pole Sodano, titolare della sede di Padova
In piazza Castello ci vorrebbe un poliziotto, anzi un super poliziotto. È il desiderio che le principali istituzioni torinesi hanno espresso in questi giorni al Viminale per la successione di Alberto Di Pace, nominato a capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco e della Difesa Civile. In cima alle preferenze delle autorità locali c'è l'attuale prefetto di Sassari Salvatore Mulas, uno che conosce molto bene Torino per essere stato a capo della squadra antiterrorismo della Digos e al vertice della Mobile negli anni Ottanta e Novanta. Sul suo nome si sono mossi in tanti, dal sindaco Piero Fassino al governatore Roberto Cota che lo stima dai tempi in cui ha guidato la prefettura di Novara, fino al Procuratore capo della Repubblica Gian Carlo Caselli. Una candidatura che trova però intralci di tipo burocratico, nei meccanismi ministeriali: per Mulas si tratterebbe di passare dalla terza fascia alla prima, una promozione che per di più indisporrebbe i colleghi di "carriera" interna all'amministrazione. Altro nome assai gradito - e sul quale sembrava fino a ieri ci fosse un'ampia convergenza - è quello di Alessandro Marangoni, il vice capo della Polizia coinvolto nella querelle sull’espatrio di Alma Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, rispedita in patria dal Governo italiano in una vicenda ancora da chiarire in cui lo stesso Marangoni ha avuto un ruolo chiave. Era lui, infatti, il capo pro tempore della Polizia dopo la morte di Antonio Manganelli e in attesa che si insediasse Alessandro Pansa. Per lui si starebbe pensando a un altro incarico.
Il dossier relativo alla nomina del nuovo Prefetto di Torino (assiene a un consistente pacchetto di trasferimenti) sarà all’ordine del giorno di un prossimo Consiglio dei Ministri e la designazione dovrebbe essere questione di giorni. Una scelta che ha forti connotati politici, dal momento che la prefettura, in quanto articolazione del Governo, assume un ruolo centrale nella gestione dell'ordine pubblico, in una stagione nella quale il capoluogo piemontese, piagato dalla crisi economica, è attraversato da tensioni sociali, potenzialmente pericolose, e che potrebbero trovare nelle prossime iniziative del Movimento No Tav un potente detonatore da farle defragrare in azioni violente ed eversive. Nelle ultime ore pare stia prendendo quota la candidatura di Ennio Mario Sodano, attuale prefetto di Padova, che sembra abbia vinto la concorrenza della collega di Verona Perla Stancari, molto appoggiata dal ministro degli Interni Angelino Alfano. Di Sodano ne dicono tutti un gran bene. Nato a Bari nel 1953, casertano d'adozione, ma grossetano di elezione, dove risiede dal 1976, è coniugato con due figli. Laureato in Giurisprudenza, ha iniziato la carriera prefettizia nel 1982. Tutto ciò che si vuole sapere su di lui lo si trova sul web. Perché il prefetto Sodano ha un sito tutto suo. Basta cliccare sull'indirizzo internet www.sodano.it per accedere a tutte le informazioni. Nella città patavina ha gestito, con grande determinazione, l’emergenza immigrazione. Scrive di sé stesso: «ottima conoscenza dell'informatica e di internet. Ottima capacità d'utilizzazione del computer anche in ambiente di rete». «Sodano è un prefetto atipico - annota Pietro Comito su Calabria Ora - Di quelli che non stanno solo dietro ad una scrivania a firmare carte. Predispone protocolli sì, ma si adopera anche per riempirli di contenuto».


