VERSO IL CONGRESSO

Big Bang a Torino per i renziani doc

I Rottamatori della prima, seconda e terza ora. Cattolici ed ex diessini. Nasce sotto l'egida di Lepri, Gariglio e Catizone la nuova casa dei supporter del sindaco fiorentino. Tra i nuovi arrivi la parlamentare Bonomo e il consigliere regionale Oliva

Quando troppe imitazioni finiscono sul mercato (politico) è necessario tutelare il prodotto. Che poi si tratti di merce di qualità o carabattole sarà il tempo a dirlo. Con questo spirito i renziani doc, dop e docg (ma anche qualche penultimo arrivato) si sono dati appuntamento lunedì in via Masserano, sede del Pd subalpino. L’obiettivo? Registrare il marchio e cioè fondare un’associazione culturale per darsi un coordinamento e iniziare a discutere e organizzarsi in vista delle primarie. Il nome è un totem per il popolo  della rottamazione: si chiamerà Big Bang Torino. E così la corsa congressuale può davvero incominciare.

 

Tra i presenti all’adunata tanti che nel sindaco fiorentino hanno creduto sin dalla prima Leopolda, il sindaco di Nichelino Pino Catizone  in prima fila assieme a coloro che hanno guadato l’Arno in occasione delle scorse primarie contro Pier Luigi Bersani, tra cui il consigliere regionale Davide Gariglio e il senatore Stefano Lepri, con tutti gli amministratori e i dirigenti democrats a loro legati. Infine gli ultimi giunti: l’ex sottosegretario Gianni Vernetti, che in realtà sono un po’ di mesi che lavora per la “ditta”, la parlamentare Francesca Bonomo, il consigliere regionale Gianni Oliva, la sindaca di Vinovo Maria Teresa Mairo, i numerosi amministratori che sottoscrissero a suo tempo l'adesione a Renzi, l’ex primo cittadino grugliaschese Marcello Mazzù. Mentre gli “ateniesi” Davide Ricca e Paola Parmentola proseguono parallelamente la loro attività attraverso l'associazione "Adesso".

 

L’iniziativa segue di una settimana quella del sindaco Piero Fassino, anche lui ormai divenuto seguace del collega fiorentino. Sotto il suo cappello una cinquantina di amministratori democratici per iniziare a discutere di un’adesione formale alla mozione di Matteo Renzi. Che siano queste le imitazioni dalle quali diffidare secondo Gariglio & co? “Non può nascere come un’iniziativa ostile a questo o a quello” mette subito in chiaro uno dei promotori, anche se pare certo il tentativo di “offrire un ombrello sotto il quale ospitare quanti finora hanno condiviso un percorso. L’errore sarebbe di costruirci una corrente o un contenitore per scontri personali. No grazie”. Anche perché Renzi sul tema è stato chiaro: niente renziani, niente correnti, niente capibastone. Il suo partito è liquido. Il suo.

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