Stucchi a casa del governatore
08:00 Venerdì 22 Novembre 2013 0Il senatore leghista fa proseliti anche in terra subalpina, dove arruola l'ex compagno di banco Montani. Si amplia la fronda contro Cota, costretto (suo malgrado) a sostenere Salvini. E lui prova a rimandare la resa dei conti, ma la base rumoreggia
Nella Lega Nord come in Regione. Ciò che era un impero nelle mani di Roberto Cota rischia di crollare in pochissimo tempo sotto i suoi piedi. Le vicende sono collegate e le sventure da una parte alimentano quelle dall’altra, così mentre gli ultimi scossoni giudiziari rischiano di abbattere definitivamente questa giunta, anche nel Carroccio il consenso nei suoi confronti diventa ogni giorno più impalpabile. Le defezioni del consigliere regionale Antonello Angeleri e dell'assessore Claudio Sacchetto, pronti a seguire il sindaco di Verona Flavio Tosi oltre la Lega potrebbero essere nient'altro che l'inizio dell'emorragia.
Uno snodo particolarmente insidioso è il congresso federale della Lega: disconosciuto da Umberto Bossi (anche lui in corsa) che gli ha dato senza troppi complimenti del traditore, e insidiato in patria da una serie di possibili competitor, ha scelto a malincuore di sostenere l’amico nemico Matteo
Salvini, super favorito alla vittoria finale, nonostante tra i due, come noto non sia mai corso buon sangue, al punto che il probabile futuro segretario era bandito dalle feste di partito che si svolgevano in Piemonte. Acqua passata, evidentemente. Ma intanto la fronda interna si organizza e nelle ultime settimane si sarebbe costituita una cordata pronta invece a sostenere il senatore Giacomo Stucchi (foto), uno dei più attrezzati avversari di Salvini. Si tratta del verbanese Enrico Montani, con cui l’intesa nacque qualche anno fa quando sedevano assieme tra i banchi di Montecitorio. Non si tratta di un outsider qualsiasi, anzi nelle logiche leghiste è certamente un uomo considerato forte: con lui ci sono anche i sue super assessori di Roberto Maroni al Pierellone, Massimo Garavaglia (Economia) e Gianni Fava (Agricoltura) e avrebbe nella provincia di Bergamo (non una qualunque) la sua enclave.
Sarà un congresso vero e lo stesso potrebbe accadere poi in Piemonte, per questo secondo molti Cota starebbe facendo di tutto per procrastinare il più lontano possibile la competizione interna e non è detto che l’accordo con Salvini non preveda tra le postille anche questa. Una possibilità che, tuttavia, manderebbe in fibrillazione la base come afferma proprio Montani (foto): «Non voglio credere a queste voci – spiega - anzi ritengo che il congresso vada fatto, anche in Piemonte, il prima possibile. Occorre dare una scossa a una situazione politica cristallizzata attorno a un’unica persona che nel bene e nel male ha rappresentato l’unica voce del nostro movimento, soffocando il dibattito politico interno». Intanto, da Cuneo a Novara, passando per Vercelli, i generali si organizzano e se in piazza Castello la situazione precipitasse allora sarebbe difficile evitare una conta interna quanto mai insidiosa.


