POLITICA & GIUSTIZIA

Firme false, Regione in giudizio “I piemontesi pagano i pasticci del Pd”

La giunta affida all'avvocatura la difesa presso il Consiglio di Stato. Il M5s attacca: "Si lamentavano di Cota, ma fanno allo stesso modo. La solita doppia morale della sinistra". Ma da piazza Castello rispondono: "L'ente non spenderà un euro in più"

“Usate i soldi dei piemontesi per difendervi dai pasticci delle firme false”. “Neanche per sogno, l’ente non tirerà fuori un quattrino”. Botta e risposta tra il Movimento 5 stelle e la Regione Piemonte dopo che la giunta, questa mattina, ha affidato a Giovanna Scollo, direttrice dell’avvocatura di piazza Castello, il mandato per difendersi presso il Consiglio di Stato contro il ricorso della Lega Nord, patrocinato da un principe del foro come Francesco Saverio Marini. Insomma il Pd usa dipendenti regionali per difendersi dalle accuse del Carroccio? Ma allora fa come Roberto Cota, tanto criticato nella passata legislatura proprio dagli stessi consiglieri democratici che allora sedevano sui banchi dell’opposizione? Per i grillini il comportamento è identico, tanto da confermare la tesi, ormai arcinota, che destra e sinistra si comportano allo stesso modo, “due facce della stessa medaglia” che “fanno pagare al contribuente le proprie leggerezze”.

 

Accuse che dalla Regione rigettano con sdegno e tanto per mettere i puntini sulle “i”, dagli uffici del vicepresidente Aldo Reschigna, colui che ha firmato la delibera “incriminata”, fanno sapere che “Cota coi soldi pubblici ci pagava avvocati esterni, noi affidiamo l’incarico a nostri dipendenti, senza nessun ulteriore aggravio a carico dell’ente”. Lo stesso dicasi per il gruppo del Pd, i cui consiglieri pagano di tasca propria l’avvocato Vittorio Barosio. L’udienza presso il Consiglio di Stato è fissata per il prossimo 19 gennaio, contro l’udienza del Tar dello scorso 10 luglio che di fatto ha salvato la legislatura di Sergio Chiamparino. Per il momento.