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In piazza il disagio di sinistra e sindacati

Dopo le scorribande dei Forconi, sabato è la volta di Cgil, Cisl e Uil. Il Pd non c'è, e se c'è dorme, e se non dorme non sa che fare. Placido: "Incomprensibile tanta indecisione". Aderiscono le sigle dell'associazionismo politico e sociale. In corteo anche gli studenti

Scippati in questi giorni della “loro” piazza, messi in un angolo dai Forconi, delegittimati agli occhi dell’opinione pubblica, sindacati e sinistra reagiscono, tentando di riappropriarsi di quel ruolo di cerniera tra istituzioni e cittadini che è stata la cifra (orgogliosamente) identitaria della loro presenza politica, ruolo da troppo tempo dato per scontato. E ora finiti sul banco degli imputati, inclusi tra i responsabili dello sfascio attuale e considerati parte del problema e non credibili interlocutori, provano a fare appello al loro popolo, distinguendolo dalla "gente" incarogmita scesa in strada in questi giorni. Per questo la manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil per sabato 14, in una Torino messa a ferro e fuoco dai Forconi e dai tanti imbucati assume significati emblematici. Una sfida a cui il Pd non sembra pronto, almeno a giudicare dalla cautela - che rasenta l'ignavia - dei suoi gruppi dirigenti e contro cui si è scagliato Roberto Placido.

 

La mobilitazione nata “per contrastare le scelte della Regione Piemonte in materia di sanità e politiche pubbliche” e per manifestare contro i provvedimenti inseriti nella legge di Stabilità (peraltro votata dal Pd) diventa l’occasione per tentare di riappropriarsi di un ruolo da parte di quei corpi intermedi la cui crisi di rappresentanza è l'humus sul quale è cresciuto il malessere di quel "popolo degli sprofondati", sommersi da una crisi che ne ha minato la stessa cittadinanza. E così accanto a quelle categorie che vivono sulla pelle il lato oscuro della globalizzazione e dello Stato conoscono solo il tratto arcigno e famelico (autostrasportatori, piccoli imprenditori, mercatali) e che hanno - neppure troppo metaforicamente - imbracciato i forconi sono scesi in strada quanti avvertono un pesante deficit di futuro: studenti, precari, cassintegrati. A questi ultimi, sindacati e partiti di sinistra ora lanciano un appello: tornate a casa. E chissà se saranno gli stessi studenti che oggi si sono mossi tra piazza Castello e Palazzo di Città cantando l’Inno d’Italia e scandendo slogan contro Roberto Cota, il sindaco Piero Fassino e il Governo.

 

Ieri sono state centinaia le persone autoconvocate davanti al Municipio per un presidio contro la violenza e nelle scorse ore un’area in prevalenza cuperliana del Pd torinese ha chiesto la convocazione di un’assemblea straordinaria di un partito che finora è stato incapace di proporre una mobilitazione nonostante le sollecitazioni giunte al segretario Fabrizio Morri da più fronti. E in questo senso va letta la sollecitazione del consigliere regionale Roberto Placido che definisce «incomprensibile l’indecisione del Pd» che ancora non ha neanche aderito alla manifestazione di sabato dei sindacati e poi annuncia: «In attesa che tale decisione venga assunta, comunico che sabato sarò presente, insieme alla sinistra del Partito Democratico, e invito iscritti, militanti ed elettori a trovarsi alle 9 in piazza Vittorio con le nostre bandiere. Il più grande partito italiano non può essere assente al corteo di sabato».

 

Caduta nel vuoto la richiesta di un’assemblea provinciale straordinaria del Pd torinese "in forma di manifestazione a difesa della democrazia per venerdì pomeriggio in piazza a Torino", promossa ieri da alcuni componenti dell’assemblea e iscritti al Pd torinese. “I fatti di questi giorni gettano un’inquietante ombra eversiva sulla vita quotidiana di tutti i cittadini - si legge nel documento - siamo di fronte a una protesta  organizzata e non estemporanea,  caratterizzata da atteggiamenti e  simboli che rimandano ai momenti più bui della nostra storia recente”. “La  risposta  che  arriva dal  nostro partito non può che essere ferma e determinata - conclude il documento - pensiamo sia  necessaria una forte mobilitazione di tutte le forze democratiche che non accettano di rimanere  indifferenti a un clima di intimidazione e illegalità diffusa. Non si mette in discussione un  diritto a manifestare, ma un metodo intimidatorio”. 

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2 Commenti

  1. avatar-4
    15:05 Giovedì 12 Dicembre 2013 marcopuglisi Ma Placido. ...

    Ma lo sai chi è il presidente del consiglio, qual è il maggior partito della maggioranza e per quale motivo c'è lo sciopero? Mi sembrano ovvio le resistenze del Pd visto lo sciopero è contro le sue politiche!

  2. avatar-4
    14:52 Giovedì 12 Dicembre 2013 sandro.aa Ormai rappresentano poco più di se stessi

    I sinsacati (ed il PD) sono ormai visti dalla "gente comune" come corresponsabili di primo piano della crisi attuale. I loro sofisticati distinguo, ieri nei confronti dei 5Stelle, oggi del movimento dei forconi ("le loro motivazioni sono almeno in parte considisibili, ma sono espresse in modo grezzo ed antidemocratico, senza tener conto della dialettica che sempre dovrebbe contaddistinguere..., bla bla") sono considerati da molti come un tentativo di difendere lucrose rendite di posizione (distacchi, incarichi ben retribuiti, agevolazioni di tutti i tipi) ed "istintivamente" si parteggia per chi vuole "sfasciare" un sistema ormai marcio. Per quanto riguarda la manifestazione di sabato il PD, come al solito, deciderà domenica: se ci saranno molti partecipanti loro avranno aderito (con l'area Cuperliana), altrimenti pur condividenso l'insoddisfazione che da più parti della società civile ... bla bla bla.

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