TRASPORTI

Dalla Tav i soldi per la Torino-Ventimiglia

Un ordine del giorno presentato dal senatore democratico Borioli "raccomanda" al Governo di stanziare i fondi per la linea, martoriata dai tagli regionali. Il provvedimento inserito nella ratifica degli accordi sull'alta velocità - di Stefano RIZZI

Una bara con dentro, metaforicamente, la linea ferroviaria Torino-Cuneo-Ventimiglia. A portarla a spalle cinque persone con le maschere di Enrico Letta, Roberto Cota, del ministro Maurizio Lupi, dell’assessore Barbara Bonino e dell’ad di Trenitalia Mauro Moretti, che a quella ferrovia aveva dato l’estrema unzione definendola “un ramo secco”. La scena è, giusto, di un mese fa. Teatro: la stazione di Tenda dove circa duecento manifestanti avevano protestato, per l’ennesima volta, contro l’inspiegabile immobilismo istituzionale nei confronti della via ferrata di collegamento internazionale oggetto di pesantissimi tagli operati dalla Regione Piemonte (sei coppie di treni su otto), ma anche bisognosa di una manutenzione straordinaria del tratto che corre in territorio francese ma, in base alla convenzione siglata tra i due Paesi nel 1970, di pertinenza dell’Italia.

 

E senza quegli interventi in val Roya i tempi di percorrenza della tratta Cuneo – Nizza passano  da un’ora e 45 minuti a oltre due ore e mezza. Adesso il caso della Torino-Cuneo-Ventimiglia finisce, addirittura, nel disegno di legge per la ratifica dell’accordo italo-francese  per la realizzazione e la gestione della nuova linea Torino-Lione. Già approvato dalla Camera ora è a Palazzo Madama e il relatore, il senatore Pd (nonché ex assessore ai Trasporti della giunta Bresso)  Daniele Borioli ha inserito, nel testo, una raccomandazione al governo “affinché si preveda lo stanziamento di fondi atti a consentire la manutenzione straordinaria della linea ferroviaria Torino-Cuneo-Ventimiglia”. Non un vero e proprio emendamento al testo già licenziato dalla Camera, poiché trattandosi di un ratifica sarebbe risultato difficoltoso, bensì una raccomandazione, insomma un impegno al quale si richiama l’esecutivo per addivenire, definitivamente, a una soluzione di un problema che si trascina da tempo e che i tagli operati dalla giunta Cota hanno ulteriormente aggravato.

 

L’iniziativa di Borioli trova sponda nell’assessore regionale ligure ai Trasporti Enrico Vesco che mette sul tavolo un bel carico da undici: “Il ministro Lupi aveva annunciato i milioni necessari per sistemare la linea, ma poi nella legge di stabilità quei soldi non si sono visti” spiega Vesco a Lo Spiffero. E aggiunge “Credo che sia arrivato il momento che il governo metta la testa su questo problema e trovi una soluzione. Va bene stare attenti che i francesi non facciano, come dire, i furbi, ma occorre pure che l’Italia non perda altro tempo su questa vicenda”.  Nel frattempo i tagli operati dal Piemonte stanno per avere l’effetto di un colpo di grazia alla già gravemente ferita linea ferroviaria che serve una media di duemila passeggeri al giorno. A darle, anticipatamente, il viatico ci aveva pensato l’ad di Rfi Moretti affermando che è “un ramo secco”. Quasi un funereo accordo.

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