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L’ombra di Fassino al vertice Pd

Nella direzione regionale di giovedì verrà formalizzata la nomina di Quagliotti vice segretario. L'eminenza grigiastra del sindaco è il garante del patto tra l'area fassiniana e Gariglio. Conticelli verso un posto nel listino. Ecco la rottamazione in salsa subalpina

E’ stato il garante dell’asse tra Piero Fassino e Davide Gariglio. Giancarlo Quagliotti, ormai per tutti l’eminenza grigiastra della politica subalpina, è legato all’attuale sindaco di Torino sin dai tempi in cui il Lungo guidava la Federazione torinese del Pci e il compagno Giancarlo dirigeva la guardia rossa in Comune. Per questo la sua nomina a vice segretario del Pd regionale, che verrà formalizzata durante la Segreteria di giovedì, rappresenta il sigillo di un patto che finora ha retto e nel quale c’è chi già individua possibili sbocchi, a partire da quando si concluderà il primo mandato di Fassino in via Milano. Certo, che Quagliotti, classe 1942, coinvolto nello scandalo tangenti sia nel 1983 che nel 1993 quando fu condannato per le mazzette che la Fiat pagava al Pds, diventi il numero due del partito in nome di quel rinnovamento propinato a ogni piè spinto da Matteo Renzi è davvero stridente, ma dopotutto che c'è da stupirsi in una regione in cui i protagonisti del nuovo corso sono Sergio Chiamparino, Mercedes Bresso e, appunto, Fassino? A furia di cambiar verso si torna indietro di trent'anni.

 

La sua carriera inizia alla Olivetti prima di diventare – nel 1963 – un funzionario del Pci di Torino. Dal 1970 al 1983 siede in Sala Rossa dove ricopre sotto le insegne di falce e martello anche l’incarico di capogruppo. E proprio nel 1983 la magistratura inizia per la prima volta a occuparsi di lui, giacché fu coinvolto negli scandali tangentizi del “caso Zampini” e dei “semafori intelligenti” (dai quali fu prosciolto). Nel 1993 fu di nuovo indagato per una tangente di 260 milioni di lire dalla Fiat al Pds (i rapporti tra il Lingotto e il partito dei lavoratori a Torino sono sempre stati ottimi). Questa volta fu condannato a 6 mesi assieme al suo sodale Primo Greganti per finanziamento illecito. La mazzetta riguardava l’appalto per il depuratore del consorzio Po-Sangone. Quando nel 2011 Fassino decide di candidarsi alle primarie per ascendere al piano nobile di Palazzo Civico sceglie proprio Quagliotti come coordinatore politico della sua campagna elettorale, lui intanto finisce nella segreteria del partito provinciale allora guidato da Paola Bragantini, con la quale instaura un ottimo rapporto.

 

Da sempre legato a Sitaf è stato più volte accusato di aver costituito, assieme a Salvatore Gallo - il patriarca della famiglia socialista che ha piazzato il figlio Stefano nall’assessorato allo Sport di Palazzo Civico e ora sta tentando di far eleggere il secondogenito Raffaele a Palazzo Lascaris – la corrente autostradale del Pd torinese, quella che, secondo i detrattori, gioca di sponda con i No Tav per proseguire indisturbati i lavori al Traforo del Frejus. Il suo incarico formale è quello di presidente della Musinet Engineering, società della galassia Sitaf,della quale amministratore delegato è Mario Virano, ex dirigente di Pci e Pds, che tra gli innumerevoli incarichi ha anche quello di capo dell’Osservatorio sul Tav, mentre il vice presidente è quell’Ignazio Moncada, definito da molti il pontiere tra servizi segreti e grandi affari.

 

La nomina in segreteria di Quagliotti, nelle settimane scorse, già provocò uno scossone all’interno della variegata compagine fassiniana, con l’assessore torinese Stefano Lo Russo e il consigliere regionale del tosaerba Andrea Stara che lo avrebbero accusato di aver trattato per sé più che per la corrente. Ma a ogni incomprensione, in politica, c’è modo di chiarirsi e forse per questo nelle ultime ore si stanno facendo sempre più insistenti le voci che danno l’attuale presidente della Circoscrizione VI, Nadia Conticelli, già collaboratrice di Stara a Palazzo Lascaris, come esponente in gonnella del Pd all’interno del listino di Chiamparino. Al fianco di Quagliotti, nell'incarico di vice segretaria, anche Gianna Pentenero, candidata alle primarie scorse contro Gariglio, entrata in segreteria in rappresentanza della minoranza.

4 Commenti

  1. avatar-4
    17:58 Martedì 15 Aprile 2014 nelbeneenelmale Renzi

    la più grande truffa politica degli ultimi 30 anni. Sì, perchè almeno Berlusconi si è sempre presentato per quel che è.

  2. avatar-4
    17:15 Martedì 15 Aprile 2014 annalisa piccoli QUAGLIOTTI

    a guardarlo già ci s'inquieta. Dove c'è lui c'è odor di tangente e il problema è che fassino lo sa, per questo gli fa comodo. per i soldi. Vergognatevi! Renzi che fai? Su fassino dormi?

  3. avatar-4
    16:38 Martedì 15 Aprile 2014 ripa invocazione

    Matteooooooooooooo!!!!!!!!!

  4. avatar-4
    16:15 Martedì 15 Aprile 2014 donnasana CHE PORCHERIA

    Fassino sei la più grande delusione di tutti i tempi. forse è il caso che te ne torni a roma...e mentre ci sei portati dietro nonno quagliotti e il giardiniere stara.Più uno ha condanne e più conta nei partiti. ecco perchè l'italia è in rovina. Votavo a sinistra ma con gente così meglio votare altro....e poi vi lamentate dei forconi

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