PD AND THE CITY

Scontro sulla città metropolitana, Fassino cala l’asso Morgando

Il sindaco di Torino vuole assegnare all'ex segretario del Pd la regia dell'operazione. Per non farsi trovare impreparato lui si è fatto eleggere nella sua Borgiallo. Una mossa per arginare Avetta, prossimo traghettatore della Provincia

Potrebbe essere Gianfranco Morgando l'asso nella manica di Piero Fassino nella delicatissima partita a poker che si sta giocando nel Pd all'ombra della Città metropolitana. Il disegno architettato da Stefano Lepri, Davide Gariglio e Antonio Saitta di piazzare Alberto Avetta al vertice della Provincia di Torino, per gestire la fase di transizione verso il nuovo ente, potrebbe scontrarsi con un contro-piano che avrebbe messo a punto proprio il sindaco del capoluogo, di sponda con l'ex segretario democratico.

 

Questi, senza troppi clamori, è appena stato eletto consigliere comunale della sua Borgiallo, poco più di cinquecento anime nella montagna canavesana, nella lista significativamente chiamata Borgiallo Domani (che riecheggia il nome della corrente ex popolare), guidata dall’arzilla 73enne Francesca Cargnello. Ed è proprio qui, dal suo buen retiro, che il vecchio leone democristiano, dopo aver ricoperto cariche ben più prestigiose, come sottosegretario nei governi di centrosinistra e addirittura leader del Pd piemontese dalla sua costituzione fino a pochi mesi fa, prende lo slancio per una nuova avventura. Di certo, dietro la scelta di candidarsi c’è l’amore e la riconoscenza verso il suo paese, il luogo dove tutto ebbe inizio, ma sono in molti a pensare che la carica di consigliere sia fondamentale per assumere un ruolo centrale nella prossima Città Metropolitana e a testimoniare la segretezza dell’operazione “infiltrato a casa mia”, è significativo che il portale internet del Comune di Borgiallo non abbia ancora pubblicato la composizione del nuovo Consiglio uscito dalle urne. Dopotutto non è lo stesso motivo per cui Avetta, mentre correva come un forsennato a cercar voti per le Europee, si è candidato a sindaco di Cossano, altro piccolo centro del Canavese? Molto probabile. Se a ciò si aggiunge che per assumere la presidenza di Anci regionale è sufficiente essere consigliere comunale, tutto pare quadrare. Fassino gli delega la rogna della nuova architettura e gli cede la poltrona al vertice dell'associazione dei comuni piemontesi.

 

In palio c’è la carica di vice presidente del nuovo organismo che si costituirà entro la fine di quest’anno. Al timone, infatti ci sarà Piero Fassino, che tuttavia sarà costretto a delegare gran parte della fase operativa visti i suoi impegni da sindaco di Torino e da numero uno dell’Anci. In questo senso c’è un pezzo dell’area ex Margherita – quella tradizionalmente più identitaria – che intende mettere in campo un contraltare in grado di arginare lo strapotere dell’ex segretario della Quercia, e poi c’è quella invece più collaborazionista, ormai praticamente assorbita dal Lungo, che si rifà appunto a Morgando e al suo ex braccio destro  Stefano Lo Russo. A settembre i 315 comuni della Provincia di Torino dovranno eleggere il Consiglio metropolitano, che sarà formato da 18 elementi e avrà il delicato compito di redigere il nuovo Statuto. A Saitta preme arginare lo strapotere esercitato da Torino e dal suo sindaco, tutelando quanto più possibile i piccoli comuni, il primo cittadino farà di tutto per far pesare la sua golden share.

 

Leggi anche:

Saitta ha un piano per la successione

Saitta prepara il trasloco in Regione

print_icon