Viotti contro il Pd piemontese “Abbiamo vinto, ma non grazie a noi”
Oscar Serra 08:40 Giovedì 29 Maggio 2014 6L'eurodeputato lancia dure accuse ai vertici di via Masserano. “Queste elezioni sono state gestite male, ognuno pensava alla sua corrente”. Serve una discussione, ma il copione si sta già ripetendo in Regione. Domani la segreteria - di Oscar SERRA
Dopo la sbornia elettorale, nel Partito democratico è già tempo di analisi, con le abituali sedute di autocoscienza che potrebbero lasciare spazio a un vero e proprio redde rationem tra correnti e sottocorrenti, perché «il successo ottenuto non può soffocare una discussione che va fatta per capire gli errori commessi». A parlare non è uno dei tanti candidati sconfitti, che vomitano rancore e fiele, ma l’eurodeputato Daniele Viotti, approdato a Bruxelles «nonostante i vertici del partito piemontese».
In effetti, qualcosa deve essere andato storto se su nove eletti nella circoscrizione Nord Occidentale due soli appartengono al Piemonte, tre alla Liguria (che ha un terzo dei suoi abitanti) e quattro alla Lombardia. Nel mirino c’è il segretario Davide Gariglio «che ha agito da capocorrente più che da garante di
tutti i candidati» accusa Viotti. Una gestione sbagliata delle candidature e un atteggiamento inopportuno in campagna elettorale: ecco quanto viene contestato al numero uno di via Masserano. La sensazione diffusa è che le urne siano servite alle due sottocorrenti renziane per pesarsi elettoralmente, con Piero Fassino e i suoi impegnati a sostenere l’ex sindaco di Nichelino Pino Catizone e i popolari di Gariglio e Stefano Lepri intenti a tirare la volata all’assessore uscente di Palazzo Cisterna Alberto Avetta. Entrambi sono finiti dietro, evidentemente ridimensionando anche i rispettivi padrini che tanto si erano spesi. «Il partito piemontese ha tentato di escludermi, soprattutto da Torino – attacca ancora Viotti – da via Masserano (sede del Pd ndr) i fac-simile con il mio nome, che dopo mille battaglie eravamo riusciti a far stampare, non sono mai stati spediti. “Per evitare di disperdere i voti” mi dicevano». Alla
fine a essersi dispersi sono stati gli elettori di Avetta e Catizone, candidati forse sbagliati per questo tipo di competizione, in difficoltà a recuperare preferenze fuori dalla provincia di Torino. E forse un’altra riflessione andrebbe fatta sull’esclusione in zona Cesarini dello scrittore Alessandro Perissinotto, quando questi aveva già anche creato il portale on line della sua candidatura (anche in questo caso, sostengono i maligni, per evitare che portasse via consenso ai “candidati di punta”). Alla fine l’unica fuoriclasse si è rivelata Mercedes Bresso, «protagonista di una campagna fantastica, in cui ha girato come una matta, mentre gli altri puntavano sugli endorsement e sulle telefonate a tappeto dei grandi elettori». Critiche, quelle nei confronti di Gariglio, che già in campagna elettorale erano arrivate anche dalla terza gamba della componente renziana, gli Ateniesi di Davide Ricca, che infatti hanno sostenuto la verbanese Antonella Trapani, giunta poi davanti a Catizone, oltre all'esponente civatiano.
Viotti, 40 anni, da sempre attivista per i diritti Glbt, ha condotto una campagna low cost spendendo complessivamente 15mila euro ed è stato l'unico a coagulare attorno alla sua candidatura pezzi di tutte e tre le aree congressuali. Era stato anche candidato alle assise regionali in rappresentanza dell’area Civati. «Io ho sempre detto che se avessi vinto quella competizione non mi sarei candidato a niente, sarei rimasto super partes, cercando di far emergere le posizioni del partito». Gariglio ha scelto un’altra strada e il problema ora si ripropone in Regione, dove il segretario Pd ha già puntato i piedi per ottenere la presidenza di Palazzo Lascaris, mentre gli altri candidati democratici trattano ognuno per sé con Sergio Chiamparino e il suo entourage. Insomma, il clima non è certo dei migliori e qualche assaggio della discussione che si aprirà nelle prossime direzioni e assemblee (è facilmente prevedibile che la composizione della giunta regionale provocherà altri mal di pancia) potremmo averlo già domani quando è prevista una segreteria regionale del partito. «Il congresso è stato chiarissimo – chiosa Viotti – però ora è il momento di gestire il Pd in modo diverso, in modo più partecipato e plurale».


