J'ACCUSE

Viotti contro il Pd piemontese “Abbiamo vinto, ma non grazie a noi”

L'eurodeputato lancia dure accuse ai vertici di via Masserano. “Queste elezioni sono state gestite male, ognuno pensava alla sua corrente”. Serve una discussione, ma il copione si sta già ripetendo in Regione. Domani la segreteria - di Oscar SERRA

Dopo la sbornia elettorale, nel Partito democratico è già tempo di analisi, con le abituali sedute di autocoscienza  che potrebbero lasciare spazio a un vero e proprio redde rationem tra correnti e sottocorrenti, perché «il successo ottenuto non può soffocare una discussione che va fatta per capire gli errori commessi». A parlare non è uno dei tanti candidati sconfitti, che vomitano rancore e fiele, ma l’eurodeputato Daniele Viotti, approdato a Bruxelles «nonostante i vertici del partito piemontese».

 

In effetti, qualcosa deve essere andato storto se su nove eletti nella circoscrizione Nord Occidentale due soli appartengono al Piemonte, tre alla Liguria (che ha un terzo dei suoi abitanti) e quattro alla Lombardia. Nel mirino c’è il segretario Davide Gariglio «che ha agito da capocorrente più che da garante di tutti i candidati» accusa Viotti. Una gestione sbagliata delle candidature e un atteggiamento inopportuno in campagna elettorale: ecco quanto viene contestato al numero uno di via Masserano. La sensazione diffusa è che le urne siano servite alle due sottocorrenti renziane per pesarsi elettoralmente, con Piero Fassino e i suoi impegnati a sostenere l’ex sindaco di Nichelino Pino Catizone e i popolari di Gariglio e Stefano Lepri intenti a tirare la volata all’assessore uscente di Palazzo Cisterna Alberto Avetta. Entrambi sono finiti dietro, evidentemente ridimensionando anche i rispettivi padrini che tanto si erano spesi. «Il partito piemontese ha tentato di escludermi, soprattutto da Torino – attacca ancora Viotti – da via Masserano (sede del Pd ndr) i fac-simile con il mio nome, che dopo mille battaglie eravamo riusciti a far stampare, non sono mai stati spediti. “Per evitare di disperdere i voti” mi dicevano». Alla fine a essersi dispersi sono stati gli elettori di Avetta e Catizone, candidati forse sbagliati per questo tipo di competizione, in difficoltà a recuperare preferenze fuori dalla provincia di Torino. E forse un’altra riflessione andrebbe fatta sull’esclusione in zona Cesarini dello scrittore Alessandro Perissinotto, quando questi aveva già anche creato il portale on line della sua candidatura (anche in questo caso, sostengono i maligni, per evitare che portasse via consenso ai “candidati di punta”). Alla fine l’unica fuoriclasse si è rivelata Mercedes Bresso, «protagonista di una campagna fantastica, in cui ha girato come una matta, mentre gli altri puntavano sugli endorsement e sulle telefonate a tappeto dei grandi elettori». Critiche, quelle nei confronti di Gariglio, che già in campagna elettorale erano arrivate anche dalla terza gamba della componente renziana, gli Ateniesi di Davide Ricca, che infatti hanno sostenuto la verbanese Antonella Trapani, giunta poi davanti a Catizone, oltre all'esponente civatiano.

 

Viotti, 40 anni, da sempre attivista per i diritti Glbt, ha condotto una campagna low cost spendendo complessivamente 15mila euro ed è stato l'unico a coagulare attorno alla sua candidatura pezzi di tutte e tre le aree congressuali. Era stato anche candidato alle assise regionali in rappresentanza dell’area Civati. «Io ho sempre detto che se avessi vinto quella competizione non mi sarei candidato a niente, sarei rimasto super partes, cercando di far emergere le posizioni del partito». Gariglio ha scelto un’altra strada e il problema ora si ripropone in Regione, dove il segretario Pd ha già puntato i piedi per ottenere la presidenza di Palazzo Lascaris, mentre gli altri candidati democratici trattano ognuno per sé con Sergio Chiamparino e il suo entourage. Insomma, il clima non è certo dei migliori e qualche assaggio della discussione che si aprirà nelle prossime direzioni e assemblee (è facilmente prevedibile che la composizione della giunta regionale provocherà altri mal di pancia) potremmo averlo già domani quando è prevista una segreteria regionale del partito. «Il congresso è stato chiarissimo – chiosa Viotti – però ora è il momento di gestire il Pd in modo diverso, in modo più partecipato e plurale». 

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6 Commenti

  1. avatar-4
    19:37 Giovedì 29 Maggio 2014 massimo è ovvio

    Viotti ha ragione ma di cosa stupirsi? I Renziani della prima ora come Gariglio e Lepri sono l'espressione più deteriore e becera del clientelismo: ricordo non a caso che all'epoca delle Primarie del 2012 peroravano fortemente la reintroduzione della preferenza nella nuova legge elettorale. I Renziani della seconda ora come Fassino e famigghia pure li conosciamo. Non credo, sinceramente, che il Pd, almeno quello piemontese, sia riformabile e la dimostrazione "plastica" di questo si può osservare quando ci sono elezioni con "preferenza". Dunque: collegi uninominali tutta la vita ma, piuttosto delle preferenze, anche listini bloccati in circoscrizioni piccole. Poi, è ovvio, verrebbero infilati anche questi esponenti "opachi" che si dedicano al traffico delle influenze se non a cose peggiori, ma, nel complesso, la selezione della classe dirigente sarebbe migliore.

  2. avatar-4
    16:47 Giovedì 29 Maggio 2014 silvioviale VIOTTI HA RAGIONE, MA ....

    Viotti ha indubbiamente ragione, ma dovrebbe ammettere anche il merito di Renzi e che ci vuole più Renzi in Piemonte. Più Renzi e meno renziani, direi.

  3. avatar-4
    15:57 Giovedì 29 Maggio 2014 godius1975 Regione Piemonte, Novara può fare poker di consiglieri a palazzo Lascaris

    Il verbanese Reschigna del Pd, votato anche nel proporzionale, potrebbe lasciare il posto al collega di partito Domenico Rossi.Tre sono sicuri ma forse diventano quattro: il Novarese potrebbe avere un consigliere in più a palazzo Lascaris. Il verbanese Aldo Reschigna è stato eletto due volte, cioè nel listino del presidente e nel proporzionale, e quindi dovrebbe rinunciare a uno dei due seggi. la rinuncia di Reschigna potrebbe significare la partenza per Torino anche di Domenico Rossi, ex coordinatore provinciale di Libera, un debuttante della politica da oltre cinquemila voti raccolti in tutta la provincia....vediamo xò se qualcuno del PD farà ostruzione subdola x evitare che una persona onesta e trasparente diventi consigliere regionale.....vediamo....

  4. avatar-4
    14:52 Giovedì 29 Maggio 2014 pascheroa Complimenti ai due nostri parlamentari europei neo eletti

    Nonostante tutto ce l'avete fatta benissimo e da soli, superando nell'esito elettorale manovre e cordate per soddisfare ambizioni personali di candidati poco credibili e di parte. Siete due belle persone e sono certa che renderete un buon servizio alla nostra Regione che esce a pezzi da una stagione infausta e governata da barbari. Continuate così e i piemontesi per bene non potranno che darvi merito del vostro lavoro e impegno.

  5. avatar-4
    14:01 Giovedì 29 Maggio 2014 mammaitaliana A quando un segretario regionale politicamente vero!!!!!!

    Complimenti a te e alla presidente Bresso , candidati giusti per affrontare le elezioni europee e vincere. Ho trovato poco azzeccate le altre candidature, troppo provinciali. E' ora di mandare in Europa candidati che siano interessati all'Europa, non di tornare subito a casa per qualche carica casalinga. Così le cariche politiche devono essere gestite in modo esclusivo , non inquinate da altre potenti ambizioni. Purtroppo non abbiamo avito segretari regionali all'altezza del compito , super partes e occupati a far crescere il partito in tutta la regione.

  6. avatar-4
    11:46 Giovedì 29 Maggio 2014 ultramitica Caro Viotti

    hai ragione da vendere. Alla fine, invece di fare un gioco di squadra e agevolare l'elezione di più candidati piemontesi, hanno concorso a indebolire quelli che c'erano per i loro giochi di correnti. Non preoccuparti più di tanto di questo partito piemontese privo di nerbo e impegnato solo sulle correnti e goditi, insieme alla Bresso, questa vittoria, tutta per meriti personali e senza aiuti. Vale ancora di più.

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