SPARTINGAIA

Politici cercano casa… all’Atc

Parte la corsa per i nuovi vertici delle agenzie che gestiscono l’ingente patrimonio immobiliare pubblico. A Torino testa a testa tra ex sindaci: Mazzù (Grugliasco) e Ferrero (Moncalieri). A Novara braccio di ferro Ballarè-Ferrari, ad Alessandria spunta Ghè

Le Atc sono il piatto più ricco della nuova infornata di nomine in Regione e, manco a dirlo, la politica già si frega le mani. In seguito alla riorganizzazione, varata a settembre, le agenzie territoriali per la casa sono passate da sette a tre, una per Torino e la sua provincia, una per il Piemonte Nord (Novara, Biella, Vercelli e Verbania) e uno per l’area a Sud del capoluogo (Cuneo, Alessandria e Asti). In seguito alla riforma i posti nei vari cda sono passati da 37 a 13 (tre per Torino, cinque per le altre due Atc) con una diminuzione del 60 per cento, e forse per questo sono ancor più ambiti.

 

Tra una settimana scadrà il mandato degli attuali vertici, ma un accordo sui nomi di chi dovrà sostituirli ancora non c’è, per questo sulle scrivanie dei presidenti in carica è arrivata una missiva dell’assessore Augusto Ferrari che li nomina commissari per un altro mese, evitando di lasciare le sedi vacanti nella delicata fase di transizione.

 

Torino è al centro di trattative e colloqui bilaterali per scegliere il successori di Elvi Rossi, il presidente piazzato dalla precedente giunta di centrodestra, coinvolto assieme ai vertici dell'azienda in un'inchiesta su corruzione e appalti. Alla vigilia dell’ultima scrematura sono rimasti in corsa per quella poltrona due ex sindaci, Angelo Ferrero di Moncalieri e Marcello Mazzù di Grugliasco, il terzo candidato “forte” Pino Catizone, già primo cittadino di Nichelino e candidato senza successo alle ultime Europee, non supererà lo scoglio della commissione nomine di Palazzo Lascaris che si riunirà lunedì, giacché la sua eventuale designazione avverrebbe a meno di due anni dalla conclusione dell’ultimo mandato politico e pertanto violerebbe la norma nazionale. Secondo quanto trapela dai corridoi di via Alfieri la scelta di Ferrero sarebbe gradita al capogruppo democratico Davide Gariglio e potrebbe essere accettata di buon grado anche dalla sinistra del gruppo il sostegno incondizionato garantito dall’ex primo cittadino nei confronti del cuperliano Paolo Montagna nella sua Moncalieri, dove a fine mese si voterà per le primarie. Mazzù, invece, ha dalla sua l’appoggio “forte” del vice sindaco di Torino Elide Tisi, che con lui ha condiviso un pezzo di strada politica quando si ritrovò – anche lì – vicesindaco nella giunta “anomala” di Mariano Turigliatto a Grugliasco. E proprio Turigliatto è un altro degli outsider ad aver presentato domanda: ben visto dalla Caritas può vantare un rapporto consolidato con l’attuale direttore dell’Atc, quel Piero Cornaglia che ha iniziato la sua carriera di commis proprio alle dipendenze del prof di Grugliasco. Impossibile, tuttavia, che la scelta ricada su quest’ultimo, se non altro perché siede tuttora tra  i banchi del Consiglio di Grugliasco e quindi vale la stessa regola di Catizone.

 

Secondo radio Lascaris al momento il favorito sarebbe proprio Mazzù anche se dovrebbe superare un ostacolo tutt’altro che marginale, rappresentato dal presidente del Consiglio Mauro Laus, il quale ancora non gli avrebbe perdonato l’ostracismo dimostrato verso i “suoi” nelle vicende politiche grugliaschesi. È possibile che i due si incontrino nelle prossime ore per sbloccare l’impasse: se arriverà il via libera, Mazzù arriverebbe a gestire un’azienda di 249 dipendenti con 31mila alloggi occupati di cui 18mila di sua proprietà. Il nuovo presidente si porterà a casa un emolumento di 5mila euro al mese  (la metà per il suo vice, 1500 per il terzo componente del consiglio di amministrazione, passato da 5 a 3 con la riforma). Ognuno di loro otterrà, inoltre, un gettone di 70 euro per ogni riunione del cda.

 

Ma se a Torino un accordo pare vicino e comunque senza drammi – politici, s’intende – a Novara c’è chi è pronto a scommettere sullo strappo definitivo tra l’assessore regionale Ferrari e il sindaco Andrea Ballarè. Tra i due, a dispetto dell'ostentata amicizia (in pubblico: "siamo una squadra fortissimi"), infatti, sarebbe calato il gelo. A quanto pare, se da un lato il primo cittadino ha messo in campo per la presidenza del nuovo ente il fedelissimo Giuseppe Genoni, commercialista già sistemato in altre partecipate cittadine (per esempio è presidente del collegio revisori di Acqua Novara.Vco Spa), dall’altro Ferrari sosterrebbe l’amico, ex popolare, Mauro Gavinelli, sul quale convergono anche Giuliana Manica, ex consigliera e assessora regionale oggi presidente del Pd piemontese, e il segretario dei democratici di Novara Matteo Besozzi. Insomma, una candidatura forte quella di Gavinelli che rovinerebbe i piani di Ballarè al punto che quest’ultimo, per rappresaglia, starebbe facendo circolare la voce di essere pronto a chiedere le dimissioni di Besozzi da segretario vista la recente elezione al vertice della Provincia, che peraltro lo rende incompatibile con l’incarico di partito. Comunque vada a finire questa volta servirà più di una fotina per smentire gli screzi.

 

E se a Novara la guerra è ormai (quasi) dichiarata, nell’area sud di Torino c’è invece chi lamenta un eccessivo silenzio da parte di chi sta gestendo la partita dei nuovi vertici. Secondo gli accordi l’unica cosa certa è che il presidente spetta ad Alessandria, mentre Cuneo avrà il direttore. A menare le danze in modo che più discreto non si può è il consigliere regionale Domenico Ravetti, il quale, negli ultimi giorni, ha fatto un giro d’orizzonte per sondare una serie di disponibilità. Tra i nomi più papabili ci sarebbe quello di Giovanni Maria Ghè, architetto, ex Pci, in passato amministratore in Comune e Provincia, attualmente vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Al vertice della macchina amministrativa i cuneesi dovrebbero confermare l’attuale direttore dell’Atc della Granda Roberto Giorgis. Ad Asti spetterà uno dei cinque membri del cda, ma a quanto pare potrebbe non andare al Pd, visto l’insistenza di Sel e Scelta Civica per una poltrona molto ambita.